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55 FAQ totali

II.D - Trasformazione in Nzeb

#145La demolizione può essere anche parziale?

Sì. L'intervento II.D riguarda la trasformazione degli edifici esistenti in nZEB, che può avvenire tramite ristrutturazione profonda oppure tramite demolizione e ricostruzione. Il testo non esclude esplicitamente la demolizione parziale, purché l'edificio risultante (o la porzione dotata di autonomia funzionale) raggiunga gli standard nZEB richiesti. Tuttavia, l'intervento deve riguardare l'intero edificio o un'unità immobiliare funzionalmente indipendente.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 5 comma 1 lett. d); Regole Applicative, Paragrafo 9.4

#146Nel caso di demolizione e ricostruzione con riduzione volumetrica, si dovranno considerare i mq della condizione ante o post?

L'incentivo si basa sulle spese ammissibili sostenute e sui massimali di costo unitario. Generalmente, per il calcolo dei limiti e delle verifiche, si fa riferimento ai dati del progetto approvato e realizzato (post-operam), ma la volumetria di partenza (ante-operam) è il riferimento per verificare il rispetto del limite di ampliamento massimo consentito (+25%). Se c'è riduzione, si considera la volumetria/superficie effettivamente ricostruita e incentivata.

Fonti: Regole Applicative, Paragrafo 9.4.4 punto 4

#147Un'impresa può demolire e ricostruire avvalendosi del contributo CT 3.0 e vendere a terzo della fine lavori?

Sì, ma con vincoli. Le imprese sono Soggetti Ammessi per interventi su edifici terziari (Titolo II) o residenziali (solo Titolo III). Per l'nZEB (Titolo II), l'impresa può accedere solo se l'edificio è terziario. Inoltre, il Soggetto Responsabile deve garantire il mantenimento dei requisiti e della destinazione d'uso per 5 anni dalla fine dell'intervento. In caso di vendita (alienazione) prima dei 5 anni, è necessario trasferire gli obblighi al nuovo proprietario o si rischia la decadenza/recupero dell'incentivo, salvo specifiche clausole di subentro regolate dal GSE.

Fonti: Webinar 26/01/2026, Slide FAQ 6; Regole Applicative, Paragrafo 12.3.3 e Paragrafo 10

#148In caso di NZEB, è incentivabile l'adeguamento sismico o il miglioramento sismico?

Sì. Tra le spese ammissibili per la trasformazione in nZEB (II.D) rientrano anche quelle per gli interventi di adeguamento sismico delle strutture oggetto di intervento, purché strettamente connesse alla realizzazione dell'opera di efficientamento complessivo.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 6; Regole Applicative, Paragrafo 9.4.2

#149La VMC che per edifici scolastici è obbligatoria da decreto CAM viene pagata in conto termico NZEB?

Sì. L'installazione di sistemi di ventilazione meccanica (VMC) è una spesa ammissibile esplicita per l'intervento II.A (isolamento) e, per estensione e logica tecnica, rientra pienamente nelle spese ammissibili per la trasformazione in edificio nZEB (II.D), essendo spesso indispensabile per garantire i requisiti di tenuta all'aria e qualità dell'ambiente interno richiesti dallo standard nZEB.

Fonti: Regole Applicative, Paragrafo 9.1.2 e 9.4.2; D.M. 7 agosto 2025, Art. 5 comma 1 lett. a)

#150Per NZEB deve essere classe terziario?

Dipende dal Soggetto.

  • Se il Soggetto è una Pubblica Amministrazione, può realizzare interventi nZEB su qualsiasi edificio di sua proprietà (residenziale o terziario).
  • Se il Soggetto è un Privato (Impresa o Persona Fisica), può accedere all'incentivo nZEB (Titolo II) esclusivamente se l'edificio appartiene all'ambito terziario. I privati non possono accedere al Titolo II (e quindi all'nZEB) per edifici residenziali.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 4 comma 1 lett. b); Regole Applicative, Tabella 4

#479In riferimento a un progetto di edificio NZEB promosso da una Pubblica Amministrazione con copertura incentivi al 100%: è obbligatorio eseguire la totalità degli interventi di efficientamento possibili, oppure è sufficiente implementare esclusivamente quelli previsti dal calcolo termico per il rispetto della normativa sui 'Requisiti Minimi'?
Nuova

No, non è necessario realizzare indistintamente tutte le tipologie di intervento previste dal Conto Termico. È sufficiente ed essenziale realizzare esclusivamente il mix di interventi (sull'involucro e sugli impianti) individuati nel calcolo termotecnico, purché tali interventi garantiscano il raggiungimento dei requisiti minimi previsti dalla normativa per la classificazione nZEB.

Ecco nel dettaglio come funziona la regola per l'Intervento II.D (Trasformazione in "edifici a energia quasi zero") e a cosa dovete prestare attenzione:

  1. Il principio del "Risultato" (L'A.P.E. post-operam). Il Conto Termico 3.0 considera la trasformazione in nZEB come un unico macro-intervento onnicomprensivo. L'ammissibilità all'incentivo non si basa sull'aver spuntato una lista di tecnologie, ma sul risultato finale: l'Attestato di Prestazione Energetica (A.P.E.) redatto a fine lavori deve riportare esplicitamente la classificazione di "edificio a energia quasi zero". Per raggiungere questo traguardo, sono ammessi e incentivabili tutti gli interventi di efficienza energetica (isolamento, infissi, ecc.) e di produzione da fonti rinnovabili utili a soddisfare il calcolo termico.
  2. I requisiti minimi del calcolo termico. Se il vostro progetto rispetta i parametri imposti dal D.M. 26 giugno 2015 (e successive modifiche introdotte dal D.Lgs. 199/2021), gli interventi scelti sono corretti e sufficienti. Nello specifico, il calcolo termico dovrà dimostrare che il vostro edificio ha prestazioni migliori rispetto all'edificio di riferimento per i seguenti parametri:
    • Coefficiente di scambio termico per trasmissione (H’T);
    • Area solare equivalente rispetto alla superficie utile (Asol,est /Asuputile);
    • Efficienze medie stagionali degli impianti (ηH, ηw, ηc);
    • Indici di prestazione energetica globale (EPgl,tot).
  3. L'obbligo tassativo del Fotovoltaico / Fonti Rinnovabili. C'è però un elemento cruciale a cui dovete prestare massima attenzione nel vostro calcolo termico. Oltre a isolare l'edificio, l'intervento nZEB richiede l'assolvimento degli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili previsti dall'art. 26 del D.Lgs 199/2021. Come chiarito dal GSE, questo si traduce nell'obbligo di installazione dell'impianto fotovoltaico. L'assenza del fotovoltaico nel progetto nZEB è causa di rigetto della pratica, a meno che il tecnico non dimostri tramite un'apposita relazione l'effettiva "impossibilità tecnica" di installarlo sull'edificio. Inoltre, non sono ammesse tra le spese incentivabili le apparecchiature alimentate a combustibili fossili (es. caldaie a gas a condensazione).
  4. Il ruolo della Diagnosi Energetica. Essendo una Pubblica Amministrazione, per accedere all'incentivo nZEB dovrete obbligatoriamente far redigere una Diagnosi Energetica ante-operam (le cui spese vi saranno rimborsate al 100%). Sarà proprio questo documento a giustificare formalmente al GSE il mix di interventi scelti, contenendo la descrizione dettagliata delle soluzioni individuate sulle strutture e sugli impianti per raggiungere i consumi caratteristici dell'edificio nZEB.

Il vostro calcolo termico e la vostra Diagnosi Energetica detteranno la linea. Se questi documenti dimostrano che per far diventare l'edificio nZEB (nel rispetto del D.M. 26 giugno 2015 e della quota rinnovabili) basta coibentare il tetto, cambiare le finestre e mettere una pompa di calore con fotovoltaico, non sarete obbligati a coibentare anche i pavimenti o a installare il solare termico. L'incentivo al 100% coprirà le spese del pacchetto di interventi che avete effettivamente realizzato, nel limite dei massimali di costo al metro quadro previsti per gli nZEB (1.000 o 1.300 €/m² a seconda della zona climatica).

Fonti: Decreto 7 agosto 2025, Articolo 5; Decreto 7 agosto 2025, Articolo 11; Regole Applicative, Paragrafo 4.2; Webinar 19 gennaio 2026; Webinar 26 gennaio 2026

#151I massimali da rispettare in NZEB: quali sono, i 1.300 o i 3 milioni?

Si applicano entrambi. L'incentivo è calcolato sulla base delle spese ammissibili, ma è soggetto contemporaneamente a due limiti che non possono essere superati:

  1. Costo massimo ammissibile unitario (Cmax):
    1. 1.000 €/m² di superficie utile per le Zone Climatiche A, B e C.
    2. 1.300 €/m² di superficie utile per le Zone Climatiche D, E e F. Questo valore limita la spesa specifica riconosciuta per ogni metro quadrato su cui si calcola la percentuale del 65% (o 100% per le scuole/ospedali PA).
  2. Valore massimo dell'incentivo (Imax):
    1. 2.500.000 € per le Zone Climatiche A, B e C.
    2. 3.000.000 € per le Zone Climatiche D, E e F. Questo è il tetto assoluto dell'incentivo totale erogabile per il singolo intervento, indipendentemente dalla superficie dell'edificio.

Fonti: Webinar 26/01/2026; Regole Applicative, Tabella 7 e Tabella 19

#152Per gli interventi NZEB nel caso di utilizzo di componenti UE la maggiorazione del 10% si somma a quella del 65%?

Per le Imprese e gli ETS economici: No, non si somma oltre il tetto massimo. Per questi soggetti, il Titolo V del Decreto stabilisce un'intensità massima di aiuto pari al 65% delle spese ammissibili. Poiché l'aliquota base per l'intervento nZEB è già del 65%, eventuali maggiorazioni (come quella per i componenti "Made in EU") non possono portare l'incentivo a superare questa soglia limite. Per gli altri soggetti (es. Privati): Sebbene le Regole Applicative prevedano una maggiorazione del 10% dell'incentivo spettante, nei webinar è stato ribadito che, al netto delle eccezioni specifiche per la PA (scuole/ospedali al 100%), permane generalmente un cap del 65% sulle spese massime ammissibili che limita l'applicazione cumulativa delle premialità oltre tale soglia.

Fonti: Webinar 26/01/2026; Regole Applicative, Paragrafo 4.2.1 e Allegato 4

#153Per NZEB il calcolo per m² ai fini dell'incentivo è pre o post operam dei m² riscaldati? In caso di ampliamento del 25% o di riscaldamento locali precedentemente non riscaldati (scale, androni)?

Il calcolo si basa sulla superficie utile riscaldata post-operam. Come chiarito nei webinar e nelle Regole Applicative:

  1. La superficie (Sed) da utilizzare nella formula di calcolo dell'incentivo è la superficie utile dell'edificio soggetta a intervento risultante dall'APE Post-Operam.
  2. Poiché l'intervento nZEB ammette per definizione un ampliamento volumetrico fino al 25% (o il recupero di volumi esistenti precedentemente non climatizzati), la superficie incentivabile comprenderà anche le nuove porzioni, purché rientrino nei limiti volumetrici consentiti e siano parte integrante della trasformazione dell'intero edificio in nZEB certificato nell'APE finale.

Fonti: Webinar 26/01/2026; Regole Applicative, Paragrafo 9.4.3 e Paragrafo 9.4.1

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