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#153Per NZEB il calcolo per m² ai fini dell'incentivo è pre o post operam dei m² riscaldati? In caso di ampliamento del 25% o di riscaldamento locali precedentemente non riscaldati (scale, androni)?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

La superficie su cui si calcola l'incentivo è quella utile riscaldata post-operam, risultante dall'APE finale. Se l'intervento comporta un ampliamento entro il +25% o il recupero di locali prima non riscaldati (scale, androni), questi metri quadri rientrano nella superficie incentivabile, purché parte integrante della trasformazione dell'intero edificio in nZEB.

Calcolo dell'incentivo nZEB sulla superficie riscaldata post-operam, inclusi ampliamento e locali recuperati

La base di calcolo è la superficie post-operam

Il parametro che entra nella formula dell'incentivo (la superficie Sed) è la superficie utile dell'edificio risultante dall'APE post-operam, cioè l'edificio reale e finito su cui si sono sostenute le spese. Non si usa la fotografia di partenza: l'incentivo segue ciò che è stato effettivamente realizzato e riscaldato.

È la stessa logica che, in caso di demolizione e ricostruzione con riduzione di volumetria, porta a calcolare l'incentivo sulla nuova superficie, più piccola.

Ampliamenti e locali prima non riscaldati

L'intervento nZEB ammette per definizione un ampliamento volumetrico fino al 25% della volumetria iniziale, oltre al recupero di volumi esistenti ma precedentemente non climatizzati, come scale e androni inglobati nel nuovo involucro termico. Tutte queste porzioni rientrano nella superficie incentivabile, a due condizioni: che restino entro i limiti volumetrici consentiti e che facciano parte della trasformazione dell'intero edificio in nZEB, certificata nell'APE finale.

È un punto importante perché premia chi estende la prestazione energetica anche a spazi prima dispersivi.

Un caso tipico: il sottotetto o il piano recuperato

Si pensi a un edificio in cui la trasformazione in nZEB recupera un sottotetto o un piano prima non riscaldato, portandolo dentro l'involucro climatizzato. Quei metri quadri, prima esclusi dal calcolo energetico, entrano ora nella superficie post-operam e quindi nella base dell'incentivo, perché l'edificio finale li riscalda e li certifica nell'APE. Lo stesso vale per un modesto ampliamento volumetrico, purché complessivamente non si superi il +25% rispetto alla volumetria iniziale.

Il limite del 25% e la documentazione

L'ampliamento ha un confine preciso: oltre il 25% della volumetria iniziale (calcolata sui volumi lordi, inclusi i locali non riscaldati) l'intero intervento diventa non incentivabile. Per questo il tecnico deve allegare tabelle ed elaborati grafici che confrontino ante e post operam.

Una volta definita la superficie, su di essa agiscono i massimali di costo dell'nZEB: è l'incrocio tra metri quadri post-operam e costo massimo unitario a determinare l'incentivo riconosciuto.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 5 e Art. 11; Regole Applicative, Paragrafo 9.4.3 e 9.4.1; Webinar GSE 26/01/2026

Vedi tutte le FAQ di "INTERVENTI TITOLO II (Efficienza Energetica)"
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