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10 FAQ totali

Contratti EPC e PPP

#368Nell'ambito di un progetto EPC per una PA che ha diritto al 100%, come si concilia con il recupero dell'investimento tramite canoni da parte della ESCo?

Quando una ESCo opera come Soggetto Responsabile per una PA (contratto EPC), l'incentivo (anche al 100%) viene erogato dal GSE alla ESCo a copertura delle spese sostenute. Le Regole Applicative specificano che deve essere presentata documentazione da cui si evinca che l'incentivo non costituisce parte dell'utile della ESCo, ma va a beneficio della PA, riducendo di conseguenza l'investimento netto e quindi il canone o la durata contrattuale che la PA deve corrispondere.

Fonti: Regole Applicative, Paragrafo 7.1 - Documentazione Caso iii; Webinar 26/01/2026, Slide

#369Con il contratto EPC fatto tra una ESCo ed una PA si deve necessariamente avere la condivisione del risparmio energetico?

I contratti EPC (Energy Performance Contract) ammissibili devono rispettare i requisiti minimi del D.Lgs. 102/2014 e dell'Allegato 8 dello stesso. Sebbene il meccanismo di "shared savings" (condivisione del risparmio) sia comune, il requisito fondamentale è la garanzia del risultato (miglioramento dell'efficienza energetica) e l'assunzione del rischio finanziario e tecnico da parte della ESCo. Il pagamento dei servizi deve basarsi sul miglioramento dell'efficienza conseguito.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 2 comma 1 lett. n) e o); Regole Applicative, Paragrafo 12.12.1

#370L'IVA è o non è coperta dall'incentivo per progetti CT 3.0 ad una PA?

L'IVA è coperta dall'incentivo (cioè rientra nelle spese ammissibili) solo se costituisce un costo effettivo per il Soggetto Responsabile/Ammesso (ovvero se l'IVA non è detraibile). Per le Pubbliche Amministrazioni che agiscono in veste istituzionale (non commerciale), l'IVA è generalmente un costo e quindi è inclusa nel calcolo dell'incentivo.

Fonti: Regole Applicative, Paragrafo 9.10.2 e Paragrafo 12.2

#371Nel caso di PPP con impresa privata ma con gara non ancora aggiudicata, chi deve fare la prenotazione?

Se la gara per il Partenariato Pubblico Privato (PPP) non è ancora aggiudicata e quindi non esiste ancora il contratto firmato con il soggetto privato (che potrebbe agire come Soggetto Responsabile), la Pubblica Amministrazione può effettuare la prenotazione direttamente avvalendosi della procedura "Caso i" (Diagnosi energetica + Atto amministrativo di approvazione del progetto/impegno a realizzare i lavori), in qualità di Soggetto Responsabile. Successivamente, potrà gestire l'intervento tramite il PPP.

Fonti: Regole Applicative, Paragrafo 7.1 e Tabella 10; D.M. 7 agosto 2025, Art. 14 comma 2 lett. b)

#372Quanto è la durata minima di un EPC effettuato da una ESCo che fa da SR?

La durata del contratto di prestazione energetica (EPC) – così come quella del contratto di servizio energia o di partenariato pubblico-privato (PPP) – deve essere compatibile con l'obbligo di mantenimento dei requisiti e dell'incentivo. Nello specifico, il contratto deve risultare efficace almeno fino a 5 anni dopo la data di erogazione dell'ultima rata dell'incentivo (o dell'unica rata in caso di pagamento in un'unica soluzione). Inoltre, il contratto non può essere ceduto o risolto prima di tale termine, pena la decadenza e il recupero dell'incentivo.

Fonti: Regole Applicative, Paragrafo 12.12.3.1; D.M. 7 agosto 2025, Art. 13 comma 6 lettera a) e Art. 10 comma 5

#373Nel caso di un edificio PA con contratto CONSIP di conduzione/manutenzione, il proponente PPP per involucro e relamping è obbligato a ricomprendere nel contratto EPC tutti gli interventi proposti? O il contratto EPC può riguardare solo il relamping?

Per accedere agli incentivi tramite la modalità del Partenariato Pubblico Privato (PPP), il contratto deve rispettare i requisiti specifici del PPP definiti dal Codice dei Contratti Pubblici (D.lgs. 36/2023) e dalle Regole Applicative (par. 12.12.4), tra cui il trasferimento del rischio operativo all'operatore economico. Se l'intervento comprende sia l'involucro che il relamping ed è oggetto di una proposta di PPP unitaria, il contratto di PPP (che funge da titolo per la richiesta) deve coprire l'intero perimetro dell'investimento per il quale si richiede l'incentivo, disciplinando la realizzazione e gestione di tutte le opere previste. Non è obbligatorio che il contratto sia formalmente denominato "EPC" (che è la modalità tipica dell'accesso tramite ESCo ai sensi dell'art. 13 c. 1 lett. a), ma se il PPP prevede la gestione dei risparmi energetici, il soggetto privato deve comunque possedere la certificazione UNI CEI 11352 (ESCo). In sintesi: il contratto di PPP utilizzato come titolo per l'accesso deve includere e disciplinare tutti gli interventi oggetto della richiesta di incentivo (sia involucro che relamping) per garantire l'ammissibilità delle relative spese e la gestione conforme ai requisiti del Decreto.

Fonti: Regole Applicative, Paragrafo 12.12.4 e Paragrafo 3.5.3

#374Un Comune nel caso specifico può presentare domanda tramite prenotazione senza PPP?

Sì. La Pubblica Amministrazione può accedere alla prenotazione anche senza ricorrere a un contratto di Partenariato Pubblico Privato (PPP). Le modalità di prenotazione ammesse sono diverse:

  1. Caso i: Diagnosi energetica + Atto amministrativo di impegno (procedura diretta).
  2. Caso ii: Contratto di prestazione energetica (EPC) con una ESCo (non necessariamente PPP).
  3. Caso iii: Contratto di fornitura integrato/EPC (in cui la PA è SR) o PPP.
  4. Caso iv: Aggiudicazione lavori (procedura appalto tradizionale) + Verbale consegna lavori. Il PPP è quindi solo una delle opzioni possibili (caso iii o tramite soggetto privato delegato), non l'unica via per la prenotazione.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 14 comma 2 lettera b); Regole Applicative, Paragrafo 4.1.2

#375Nel modello 10 (dichiarazione spese nel PPP) si parla di spese sostenute dalla PA. Nel caso di ESCo non vanno considerate le spese della ESCo come precedentemente?

Il Modello 10 è specifico per la casistica del PPP (Partenariato Pubblico Privato), dove il Decreto (art. 13 comma 1 lett. c) stabilisce che l'incentivo è calcolato "nei limiti delle spese sostenute dall'amministrazione pubblica nell'ambito del medesimo contratto" (che possono includere l'investimento privato se inserito nel PEF approvato). Per il caso di accesso tramite ESCo con contratto EPC (art. 13 comma 1 lett. a), valgono le regole tradizionali: si considerano le spese sostenute dalla ESCo per la realizzazione degli interventi. Per questa casistica non si usa il Modello 10, ma si deve fornire documentazione idonea a dimostrare le spese della ESCo (es. fatture fornitori ESCo e prospetto costi ripartiti), come indicato nelle Regole Applicative.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 13 comma 1 lettere a) e c); Regole Applicative, Paragrafo 3.5.3 (per PPP e Modello 10\) e Paragrafo 6.1/7.1 (documentazione per ESCo/EPC)

#376Oltre al contratto di EPC quali altre forme si possono utilizzare per poter accedere al Conto Termico?

Le forme contrattuali e le modalità di accesso variano in base al Soggetto Ammesso:

  • Per le Pubbliche Amministrazioni:
    1. Accesso Diretto (autonomo).
    2. Contratto di Prestazione Energetica (EPC) con ESCo.
    3. Contratto di Partenariato Pubblico Privato (PPP) con soggetto privato.
    4. Delega a Altro Soggetto Pubblico (es. Agenzia del Demanio).
    5. Tramite Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) o gruppi di autoconsumo.
  • Per i Soggetti Privati (e ETS):
    1. Accesso Diretto (autonomo).
    2. Contratto di Servizio Energia o Servizio Energia Plus con ESCo (per impianti).
    3. Contratto di Prestazione Energetica (EPC) con ESCo.
    4. Tramite CER o gruppi di autoconsumo.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 13; Regole Applicative, Paragrafo 3.5 e Tabella 7

#377La società in house pubblica che agisce tramite convenzione per l'affidamento in house, paga i fornitori e poi ribalta i costi al Comune tramite fatturazione: le fatture emesse dalla società verso il Comune sono ammissibili per la rendicontazione?

, se il Comune agisce come Soggetto Responsabile. Le Regole Applicative chiariscono che le società in house providing sono incluse nella definizione di Pubblica Amministrazione quando intervengono sugli immobili dell'ente controllante. Possono verificarsi due scenari:

  1. Società in house come Soggetto Responsabile: La società presenta la domanda a proprio nome (in quanto PA/soggetto ammesso equiparato). In questo caso rendiconta le fatture che essa stessa ha pagato ai fornitori terzi.
  2. Comune come Soggetto Responsabile: Il Comune presenta la domanda. In questo caso, la società in house agisce come soggetto attuatore/fornitore. Le fatture emesse dalla società in house verso il Comune per il ribaltamento dei costi costituiscono la spesa sostenuta dal Soggetto Responsabile e sono quindi ammissibili per la rendicontazione, purché riportino i riferimenti normativi (DM 7 agosto 2025\) e la descrizione dell'intervento.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 2 comma 1 lettera c) punto v; Regole Applicative, Paragrafo 3.2 e 12.2

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