#29Nel caso di ETS non economico privo di capacità finanziaria che si avvale di una ESCO come Soggetto Responsabile: la ESCO può incassare direttamente il contributo? È necessario un EPC con canone periodico? Come è sostenibile economicamente se l'ETS non ha risorse proprie?
Sì su tutta la linea: la ESCo, in qualità di Soggetto Responsabile, sostiene le spese e incassa l'incentivo direttamente dal GSE. Il contratto di prestazione energetica è obbligatorio e deve prevedere un canone periodico reale. L'equilibrio economico nasce dal fatto che incentivo e risparmi in bolletta coprono investimento e canone.
Chi firma cosa quando la ESCo fa da Soggetto Responsabile
L'ETS non economico è assimilato alle amministrazioni pubbliche, quindi la via è quella dell'articolo 13, comma 1 del decreto: l'ente si avvale di una ESCo mediante la stipula di un contratto di prestazione energetica. La ESCo diventa Soggetto Responsabile, presenta la richiesta al GSE, si assume le spese dell'intervento e riceve l'erogazione dell'incentivo direttamente, senza passaggi intermedi sull'ente.
Possono ricoprire questo ruolo solo le ESCo con certificazione UNI CEI 11352 in corso di validità (comma 4), anche nelle forme aggregate ammesse dal decreto. La stessa ESCo può inoltre redigere la diagnosi energetica e restare Soggetto Responsabile dell'operazione.
L'EPC serve davvero e con quali requisiti?
Sì, per questa strada l'EPC è la condizione d'accesso. Le Regole Applicative (paragrafo 12.12.1) fissano i requisiti minimi che il GSE verifica in istruttoria:
- i requisiti dell'Allegato 8 del D.Lgs. 102/2014 e il rispetto della norma UNI CEI EN 17669:2023;
- fondarsi su risparmi di energia garantiti e non esclusivamente su effetti economici;
- baseline energetiche e sistema di misura chiari, coerenti con i risparmi da garantire;
- un canone riconosciuto periodicamente per l'intera durata contrattuale, a fronte di una prestazione da mantenere fino alla scadenza: il legame tra le parti non può essere fittizio;
- l'indicazione trasparente di spese, entrate e utile della ESCo, con durata e clausole rescissorie compatibili con il mantenimento quinquennale dei requisiti.
Come sta in piedi senza risorse dell'ETS
Il quadro economico-finanziario del contratto deve elencare tra le entrate anche l'incentivo del Conto Termico (articolo 13, comma 6): la somma erogata dal GSE alleggerisce l'investimento da recuperare e concorre a definire un canone coerente con le spese e con l'utile dichiarato.
Il montaggio tipico funziona in tre mosse. La ESCo anticipa l'intero investimento. Il GSE le eroga l'incentivo con le aliquote ordinarie, entro il tetto del 65% delle spese, che sale al 100% quando l'ETS utilizza un edificio pubblico che dà diritto alla misura piena. La parte residua rientra attraverso il canone, che l'ETS paga con i risparmi in bolletta prodotti dall'intervento.
Nei casi di accesso con prenotazione ed erogazione di acconti, il decreto richiede infine una formale obbligazione solidale tra ETS ed ESCo a garanzia delle somme anticipate (articolo 13, comma 2).
Un esempio pratico
Una casa di accoglienza gestita da un ETS non economico ha bisogno di cappotto e nuovi serramenti: 200.000 € di lavori che l'ente non può anticipare. La ESCo firma un EPC decennale, esegue l'intervento a proprie spese e incassa dal GSE 80.000 € (aliquota del 40% sui due interventi in zona climatica D). Restano 120.000 € da recuperare, più utile e manutenzione: il contratto fissa un canone di 16.000 € l'anno per dieci anni.
A regime l'intervento taglia la bolletta della struttura da 35.000 a 17.000 € l'anno. Il risparmio di 18.000 € copre il canone per intero: l'ETS non ha investito capitale proprio, chiude ogni esercizio con circa 2.000 € di margine e a fine contratto si ritrova l'edificio riqualificato.
Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 4 comma 2, Art. 13 commi 1, 2, 4 e 6; D.Lgs. 102/2014, Allegato 8; Regole Applicative, Paragrafi 3.5.1 e 12.12.1; Webinar 26/01/2026
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