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#274Se la targa dati del pannello riporta una data di produzione, il certificato Solar Keymark deve essere dello stesso anno?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

No, non serve alcuna coincidenza tra l'anno di produzione stampato sulla targa e l'anno del certificato Solar Keymark. Conta che il collettore installato sia coperto da una certificazione in corso di validità al momento della richiesta di incentivo e che il modello in campo corrisponda a quello certificato.

Cosa certifica davvero il Solar Keymark

L'equivoco nasce dal confondere il destino del singolo pannello con quello del suo modello. Il Solar Keymark attesta la conformità di un modello o di una famiglia di collettori alle norme di prodotto UNI EN 12975 e UNI EN ISO 9806, non del singolo esemplare uscito dalla linea produttiva. Un collettore fabbricato nel 2024 resta quindi incentivabile anche a distanza di anni, purché il certificato del suo modello risulti attivo quando presenti la domanda.

Le Regole Applicative declinano il requisito su tre varianti. Per i collettori tradizionali serve la certificazione del collettore; per i sistemi prefabbricati factory made, ai quali si applica la UNI EN 12976, il certificato può riguardare il sistema nel suo complesso; per i collettori a concentrazione, dove il Solar Keymark non è ottenibile, subentra l'approvazione tecnica rilasciata dall'ENEA.

Dal certificato discendono anche i numeri che decidono l'accesso. La producibilità specifica, letta per la temperatura media di funzionamento della Tabella 17, deve superare 300 kWht/m² anno per i collettori piani e 400 per i sottovuoto e a tubi evacuati, con riferimento alla località di Würzburg; per la concentrazione il minimo sale a 550, riferito ad Atene. Se il modello certificato non raggiunge questi valori, a bloccare la pratica sarà il collettore stesso, qualunque anno riporti il certificato.

Quando deve essere valida la certificazione?

Il momento che conta è la presentazione della richiesta di incentivo. Il paragrafo 9.12.4 delle Regole Applicative chiede di allegare la certificazione Solar Keymark in corso di validità insieme ai relativi annex, i Summary Report con i dati tecnici e i valori di producibilità del collettore installato. In corso di validità significa non scaduta, non sospesa e non ritirata presso l'organismo di certificazione; lo verifichi in pochi minuti sul database Solar Keymark cercando il modello.

Del resto i certificati vivono di rinnovi periodici: un modello messo in produzione dieci anni fa può avere un certificato rinnovato l'anno scorso e perfettamente valido oggi. È la fisiologia del sistema di certificazione, non un'anomalia da giustificare al GSE.

Per i sistemi factory made il Summary Report va letto con un'attenzione in più: la producibilità QL è misurata secondo la UNI EN 12976 su diversi carichi giornalieri e ai fini dell'incentivo si usa il valore corrispondente al carico più vicino al volume del serbatoio solare. Il minimo da rispettare resta 400 kWht/m² anno riferito a Würzburg.

La targa del pannello serve a un'altra verifica

Se l'anno di targa non deve combaciare con nulla, perché il GSE lo vuole fotografato? Il dossier fotografico da allegare alla richiesta prevede almeno 6 foto, tra cui la vista di dettaglio della targa dei collettori installati. Quella foto serve ai valutatori per accertare che marca e modello in campo coincidano con quelli dichiarati nella domanda e coperti dal certificato. Nel dossier entrano anche la vista d'insieme del campo solare in fase di installazione e a lavori finiti, il dettaglio del bollitore e le valvole termostatiche dove previste.

Semmai la data di produzione dialoga con un altro requisito del decreto: l'art. 10, comma 4, ammette solo interventi realizzati con apparecchi e componenti di nuova costruzione o ricondizionati secondo le regole di settore. La targa aiuta a escludere l'impiego di pannelli usati di recupero, mentre l'anno del certificato resta libero.

Quali documenti alleghi secondo la taglia

La lista degli allegati cambia al confine dei 50 m² di superficie lorda, lo stesso che regola durata e coefficienti nella scheda sul limite di superficie del solare termico. Fino a 50 m², per gli impianti fuori Catalogo, bastano la certificazione del produttore sul rispetto dei requisiti minimi, il Solar Keymark valido e i Summary Report; l'asseverazione di un tecnico abilitato non è dovuta. Oltre i 50 m² l'asseverazione si aggiunge al pacchetto, insieme alla relazione tecnica di progetto da caricare sul portale.

La parola Catalogo merita una precisazione, visto che decide quale lista si applica. È l'elenco degli apparecchi domestici prequalificati, pubblicato e aggiornato periodicamente dal GSE: se il collettore scelto vi compare, l'asseverazione non è richiesta affatto. Fuori Catalogo, entro i 50 m², l'asseverazione può comunque essere sostituita dalla dichiarazione del Soggetto Responsabile nella scheda-domanda, accompagnata dalla certificazione del produttore che attesta il rispetto puntuale dei requisiti minimi.

Nel fascicolo da conservare per i controlli restano la scheda tecnica del produttore, la dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37/08, il libretto d'impianto e i certificati di garanzia; tra 12 e 50 m² anche la relazione tecnica di progetto, che sotto quella taglia non va caricata sul Portaltermico.

Un'ultima verifica da fare con il fornitore riguarda le garanzie, che il GSE considera requisito di accesso: almeno 5 anni per collettori solari e bollitori, almeno 2 anni per accessori e componenti elettrici ed elettronici. Anche le garanzie viaggiano con il prodotto, senza alcun legame con l'anno stampato sulla targa.

Un esempio pratico

Un installatore monta nel 2026 dodici collettori piani comprati in stock, con targa di produzione 2024. Sul database Solar Keymark il modello risulta certificato dal 2019, con ultimo rinnovo nel 2025 e scadenza oltre la data della domanda: la pratica è a norma. Alla richiesta allega il certificato, il Summary Report da cui risulta una producibilità di 340 kWht/m² anno (sopra il minimo dei collettori piani) e le 6 foto con il dettaglio della targa.

Diverso il caso in cui il database mostrasse un certificato ritirato o sospeso alla data della richiesta: lì nessuna targa del 2024 potrebbe salvare la pratica e converrebbe orientarsi su un modello con certificazione attiva.

SituazioneEsito
Pannello prodotto nel 2024, certificato del modello valido alla domanda 2026Ammesso
Anno targa e anno certificato diversi, certificazione in corso di validitàAmmesso
Certificato del modello scaduto, sospeso o ritirato alla data della richiestaNon ammesso
Modello installato diverso da quello coperto dal certificatoNon ammesso

Il quadro delle destinazioni ammesse per l'impianto, dall'ACS al calore di processo, è nella scheda sul solare termico per la produzione di ACS; i requisiti di base dell'intervento restano quelli della nuova installazione su edificio riscaldato.

Fonti: Regole Applicative, Paragrafi 9.12.1 (requisiti tecnici e producibilità minime) e 9.12.4 (certificazione in corso di validità, Summary Report, dossier fotografico); D.M. 7 agosto 2025, Art. 10 comma 4, Allegato 1, Sezione 3, punto 3.3 lettera a

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