#260Il volume d'acqua della caldaia può essere conteggiato nel calcolo dell'accumulo obbligatorio?
No, il contenuto d'acqua interno alla caldaia non vale per raggiungere l'accumulo obbligatorio. Non conta neppure l'acqua distribuita nell'impianto. Il Decreto chiede un sistema di accumulo termico dedicato, il puffer, con volume di almeno 20 dm³/kWt per le caldaie fino a 500 kW.

Cosa richiede il Decreto sull'accumulo
Per le caldaie a biomassa fino a 500 kW il Decreto impone un sistema di accumulo termico con volume non inferiore a 20 dm³/kWt, cioè almeno 20 litri per ogni kW di potenza nominale, come ribadito dalle Regole Applicative del Conto Termico 3.0. Serve a creare un volano termico che riduca i cicli di accensione e spegnimento, così il generatore lavora più a lungo a regime, rende di più e sporca meno. Lo stesso puffer va previsto anche quando la caldaia a biomassa entra in un sistema ibrido con pompa di calore.
L'accumulo non è l'unico requisito della caldaia: resta l'obbligo della classe 5 stelle, con i requisiti di rendimento e di emissione previsti per la sostituzione con una caldaia a biomassa.
Per le caldaie automatiche di potenza tra 500 e 2.000 kW il criterio cambia, perché il Decreto non fissa più un coefficiente rigido, ma chiede un volume di accumulo adeguato a compensare il carico, dimensionato dal progettista. Se l'accumulo non è tecnicamente fattibile, il vincolo va motivato nella relazione tecnica di progetto. Per le caldaie non automatiche di questa fascia l'obbligo del volume non è previsto.
Perché il volume interno (e quello dell'impianto) non conta?
La norma parla di "sistema di accumulo termico", cioè di un componente dedicato alla funzione di volano. Il contenuto d'acqua tecnico del generatore e quello che riempie l'impianto, tra tubazioni e radiatori, non svolgono questa funzione. Nessuna fonte prevede una deroga per scorporarli dal conteggio, quindi i litri richiesti vanno garantiti tutti da un accumulo inerziale separato.
L'acqua che sta dentro la caldaia o che circola nei corpi scaldanti è già impegnata nello scambio termico, non fa da riserva. Solo un serbatoio inerziale dedicato disaccoppia la produzione dal prelievo, la funzione che il contenuto della caldaia non può svolgere. Lo stesso principio guida l'accumulo minimo nei sistemi ibridi con biomassa.
Serve per forza un puffer esterno?
Non necessariamente. È ammesso anche un accumulo integrato nella caldaia, a due condizioni: che sia certificato dal produttore come volume inerziale dedicato e che da solo copra il requisito volumetrico. Quello che non vale, come detto, è il semplice contenuto d'acqua tecnico del corpo caldaia, che accumulo non è.
Hai quindi due strade equivalenti sul piano dell'ammissibilità. Un puffer esterno, il caso più comune, oppure una caldaia con serbatoio inerziale integrato e certificato. Conta il volume dichiarato come accumulo, non dove è fisicamente collocato.
C'è una tolleranza sul volume minimo?
No. Le Regole Applicative e il Decreto non prevedono alcuna tolleranza percentuale, neanche il 5% che a volte si sente citare. Il requisito è scritto come "non inferiore a 20 dm³/kWt", quindi il valore minimo va rispettato per intero. È la condizione per accedere all'incentivo, non un obiettivo indicativo.
Nella pratica resta un problema di taglie, perché spesso il calcolo dà un volume per cui non esiste una misura commerciale esatta. La regola operativa è semplice: si sceglie la taglia pari o immediatamente superiore al valore calcolato, mai quella inferiore. Arrotondare per difetto, anche di pochi litri, espone al rigetto in fase di controllo.
Un esempio pratico
Prendi una caldaia a pellet da 30 kW in una villetta. Il volume minimo di accumulo è 30 × 20 = 600 litri. Se la caldaia contiene 40 litri d'acqua tecnica al suo interno, quei 40 litri non si sottraggono ai 600, serve comunque un puffer da almeno 600 litri, esterno oppure integrato e certificato.
La tabella mostra come si passa dal calcolo alla taglia da ordinare, quando una misura esatta non esiste in commercio.
| Potenza caldaia | Volume minimo (20 dm³/kWt) | Taglia puffer da scegliere |
|---|---|---|
| 25 kW | 500 litri | 500 litri |
| 30 kW | 600 litri | 600 litri |
| 33 kW | 660 litri | 750 litri (prima taglia ≥ 660) |
Nei tre casi vale la stessa logica, non scendere mai sotto il volume calcolato e salire alla prima taglia commerciale disponibile verso l'alto.
Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Allegato 1 Paragrafo 3.2 lettera a) punto iii e lettera b) punto vi; Regole Applicative CT 3.0, Paragrafo 9.11.1; Webinar GSE 3 febbraio 2026
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