#259È possibile con il nuovo CT 3.0 sostituire una caldaia a gas con una a biomassa?
Sì, è possibile, ma si tratta di una deroga alla regola generale e va rispettato un vincolo emissivo molto severo. La sostituzione di una caldaia a metano o GPL con un generatore a biomassa è ammessa esclusivamente installando una caldaia a biomassa (non stufe né termocamini), in classe 5 stelle e con emissioni di particolato non superiori a 1 mg/Nm³.

Perché è una sostituzione "in deroga"
In via ordinaria il Conto Termico 3.0 ammette i generatori a biomassa solo in sostituzione di impianti già alimentati a biomassa, carbone, olio combustibile o gasolio. La sostituzione di un impianto a gas naturale o GPL è un'eccezione, concessa soltanto se il nuovo apparecchio garantisce emissioni di polveri estremamente basse.
Per questo il legislatore consente la sostituzione del gas soltanto con caldaie a biomassa (lettere a e b dell'Allegato 1): non è ammesso rimpiazzare una caldaia a gas con una stufa a pellet o un termocamino. Lo stesso principio vale quando si sostituisce nello specifico una caldaia a GPL.
Quali requisiti deve avere la nuova caldaia a biomassa
Oltre al limite di 1 mg/Nm³ sul particolato primario, valido per la sostituzione di gas e GPL, la caldaia deve rispettare i requisiti tecnici dell'intervento III.C:
- Classe ambientale 5 stelle o superiore (D.M. 186/2017), certificata da organismo notificato.
- Per le caldaie fino a 500 kW: conformità alla UNI EN 303-5 classe 5, rendimento non inferiore a 87 + log(Pn) e accumulo termico di almeno 20 dm³/kWt.
- Per le caldaie da 500 a 2.000 kW: rendimento non inferiore al 92% e sistema di abbattimento del particolato attivo per almeno il 90% delle ore.
- Manutenzione biennale obbligatoria su generatore e canna fumaria per tutta la durata dell'incentivo.
Il limite di 1 mg/Nm³ è il vero ostacolo: è una soglia che solo poche caldaie a biomassa riescono a rispettare, e va verificata sulla certificazione del prodotto prima di progettare l'intervento.
C'è una deroga per chi non rispetta il limite di 1 mg/Nm³?
Sì, ma in un solo caso. Nelle aree non metanizzate, le aziende agricole e le imprese del settore forestale possono sostituire una caldaia a GPL con una a biomassa senza il vincolo secco di 1 mg/Nm³: basta un apparecchio che riduca le polveri di almeno il 50% rispetto alla classe 5 stelle, ottenendo così anche il coefficiente premiante massimo. Le Regioni possono comunque limitare questa fattispecie per la qualità dell'aria.
Un esempio pratico
Un'azienda agricola in una zona di montagna non raggiunta dal metano vuole sostituire la vecchia caldaia a GPL da 80 kW della cascina con una caldaia a cippato.
Trovandosi in area non metanizzata ed essendo un'azienda agricola, non deve rispettare il limite di 1 mg/Nm³: le basta una caldaia in classe 5 stelle che abbatta le polveri di oltre il 50%. Così rientra nell'incentivo e ottiene il coefficiente premiante Ce = 1,5, cioè un incentivo maggiorato del 50%. Un condominio cittadino servito dal metano, invece, per la stessa sostituzione dovrebbe trovare una caldaia con particolato non superiore a 1 mg/Nm³.
Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Allegato 1 Paragrafo 3.2; Regole Applicative, Paragrafo 9.11 e 9.11.1; Webinar GSE 3 febbraio 2026
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