#271In presenza di soli camini a legna è possibile considerare l'installazione di stufe a pellet o PdC come sostituzione di "impianto"?
Sì. Un camino a legna fisso è un impianto di climatizzazione invernale esistente, purché la somma delle potenze al focolare degli apparecchi al servizio dell'unità immobiliare raggiunga almeno 5 kW. A quella condizione può essere sostituito con stufe a pellet, termocamini, caldaie a biomassa o pompe di calore, con un intervento ammissibile al Conto Termico.

Quando un camino o una stufa contano come impianto termico?
Stufe, caminetti e termocamini sono assimilati agli impianti termici a due condizioni: devono essere fissi e la somma delle potenze nominali al focolare degli apparecchi al servizio dell'unità immobiliare deve essere almeno 5 kW. Quando il requisito è soddisfatto, il camino preesistente è un generatore valido da sostituire, indipendentemente dal fluido termovettore. Non conta che scaldi solo l'aria o anche l'acqua. Ciò che rileva è la potenza al focolare e il carattere fisso dell'installazione.
Cosa non vale come impianto da sostituire?
Restano fuori dall'incentivo gli apparecchi non fissi, come stufe mobili o bracieri, insieme a quelli la cui potenza complessiva al focolare non arriva a 5 kW. In questi casi manca un impianto di climatizzazione preesistente, quindi l'installazione del nuovo generatore non si configura come sostituzione e perde il presupposto dell'intervento. È il primo controllo da fare, prima di ogni valutazione economica.
Con quali generatori si può sostituire
Il camino qualificato come impianto può essere sostituito con diverse tecnologie incentivate:
- stufe e termocamini a biomassa (Titolo III.C): il Decreto ammette i nuovi termocamini a legna esclusivamente in sostituzione di camini o termocamini, a focolare aperto o chiuso, o di stufe a legna;
- stufe e termocamini a pellet e caldaie a biomassa, con i requisiti dell'intervento III.C;
- pompe di calore o sistemi ibridi, trattando il camino come impianto da sostituire, come per la sostituzione di una vecchia caldaia.
Quando il vecchio impianto era a legna, la scelta tra un nuovo generatore a biomassa e una pompa di calore incide anche sulla cumulabilità con altri bonus, come discusso in sostituzione di una caldaia a legna con pompa di calore.
I requisiti del nuovo generatore a biomassa
Se si sceglie un generatore a biomassa, i requisiti tecnici sono stringenti. L'apparecchio deve essere certificato da un organismo accreditato secondo la norma UNI EN 16510:2023, avere un rendimento termico utile superiore all'85% e rispettare i limiti di emissione di particolato fissati dalle Autorità competenti nella zona di installazione. Il combustibile va certificato secondo le norme UNI EN 17225, che coprono pellet, legna, cippato e bricchette.
C'è poi un requisito che nel caso dei camini scatta quasi sempre: la certificazione ambientale in classe 5 stelle o superiore, prevista dal D.M. 186/2017. Il Decreto la richiede quando si sostituisce un impianto preesistente alimentato a biomassa, carbone, olio combustibile o gasolio. Un camino o una stufa a legna sono a biomassa, quindi il nuovo generatore a biomassa che li rimpiazza deve possedere la classe 5 stelle. Le caldaie a biomassa, inoltre, richiedono un volume di accumulo dimensionato dal progettista, secondo le regole viste in l'accumulo obbligatorio delle caldaie a biomassa.
Come documentare la sostituzione di un camino aperto
Di regola l'incentivo richiede la prova della rimozione e dello smaltimento del vecchio generatore. I camini aperti, però, sono spesso opere murarie che non si possono conferire a un centro di smaltimento. Per questi casi il Soggetto Responsabile segue una procedura alternativa:
- chiude in via definitiva la canna fumaria del camino aperto, oppure, se la canna serve al nuovo generatore, chiude in modo permanente solo la sezione collegata al vecchio focolare;
- documenta la chiusura con foto nel file PDF, che sostituisce il certificato di smaltimento;
- in assenza di targa, tipica dei caminetti artigianali, redige un'autodichiarazione della potenza del generatore sostituito, pari ad almeno 5 kW;
- allega le foto del locale ante e post operam.
La chiusura documentata della canna fumaria è ciò che, in mancanza dello smaltimento fisico, prova che il vecchio camino è stato messo fuori servizio.
Un esempio pratico
Una casa di campagna è riscaldata solo da un grande camino aperto a legna in muratura, con focolare ben oltre i 5 kW. Il proprietario decide di installare una stufa a pellet.
Poiché il camino conta come impianto preesistente, la sostituzione è ammissibile, ma la stufa deve rispettare i requisiti di rendimento e di emissioni. Trattandosi della sostituzione di un apparecchio a biomassa, deve inoltre avere la certificazione ambientale in classe 5 stelle. Poiché il camino in muratura non si può smaltire, il proprietario ne chiude definitivamente la canna fumaria e la fotografa. Quella foto, insieme all'autodichiarazione della potenza del vecchio focolare, sostituisce il certificato di smaltimento e completa la documentazione dell'intervento.
| Apparecchio a legna preesistente | Vale come impianto da sostituire | Nota |
|---|---|---|
| Camino o stufa fissi, focolare da almeno 5 kW | Sì | Sostituzione ammissibile, nuovo generatore biomassa in classe 5 stelle |
| Apparecchio mobile o sotto i 5 kW | No | Manca l'impianto preesistente da sostituire |
| Camino aperto in muratura | Sì | Chiusura della canna fumaria e foto al posto dello smaltimento |
Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Allegato 1 Definizione n. 22 e Paragrafo 3.2; Regole Applicative, Paragrafo 9.11.1, 9.11.4 e 12.7; D.M. Ambiente 186/2017 (classe 5 stelle, art. 29 D.Lgs. 199/2021); Webinar GSE 26 gennaio e 3 febbraio 2026
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