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#542Pizzeria in un C/1 intestato alla persona fisica che è anche titolare dell'attività: per pompa di calore e fotovoltaico può presentare la domanda come privato, senza richiesta preliminare, obblighi del multi-intervento e APE per il 20%?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

Quasi certamente no. Se la pizzeria è la ditta individuale della stessa persona che possiede il C/1, il Conto Termico la tratta come impresa. Valgono quindi richiesta preliminare prima dei lavori, riduzione del 20% dimostrata con APE ante e post e tetti del Titolo V. Il privato è chi possiede il locale senza esercitarvi un'attività propria.

Pizzeria in un locale C/1 con pompa di calore e fotovoltaico: il titolare dell'attività accede al Conto Termico 3.0 come impresa

Perché l'intestazione dell'immobile non basta

Il ragionamento della domanda parte da un dato vero, perché l'immobile è intestato alla persona fisica e un privato, sul terziario, può fare sia la pompa di calore sia il fotovoltaico abbinato. Il punto debole è un altro: il decreto non guarda al nome sulla visura, guarda a chi esercita un'attività economica.

L'articolo 2, comma 1, lettera s) definisce impresa "qualsiasi entità che eserciti un'attività economica, indipendentemente dalla forma giuridica" e precisa che "sono considerate tali le entità che esercitano un'attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare". Le Regole Applicative ripetono la stessa definizione al paragrafo 3.4. Il titolare di una pizzeria iscritto al Registro delle Imprese ci rientra in pieno, come abbiamo spiegato a proposito della persona fisica con partita IVA.

Anche la modulistica GSE tiene distinti i due ruoli: i Modelli 5, 6 e 11 hanno una sezione per la persona fisica, una per il professionista con partita IVA senza ditta e una, separata, per la "persona fisica titolare di ditta individuale", con il nome e la sede della ditta. Se la pizzeria è tua e la conduci in prima persona, è quella seconda casella a descriverti.

Quando la stessa persona resta un privato?

La chiave l'ha data il GSE nel webinar del 12 gennaio 2026, rispondendo a chi chiedeva se una persona fisica che opera fuori da un'attività economica possa incentivare un immobile del terziario destinato alla locazione. Per il relatore "il concetto è sempre la proprietà dell'edificio" e la risposta è sì, per l'impresa come per la persona fisica, purché l'edificio abbia una categoria catastale del terziario, anche se poi viene affittato a un terzo.

Nelle slide del 26 gennaio la regola è scritta così: per i privati "il Driver per l'ammissibilità è pertanto il dato catastale e NON il 'settore di attività'".

Il privato con un C/1 quindi esiste. È il proprietario che tiene il locale come patrimonio, lo affitta a un terzo o lo concede alla società che gestisce l'attività, senza esercitarvi un'impresa propria.

Va detto con chiarezza che nessun documento del Conto Termico tratta per esteso il caso del titolare che lavora nel proprio C/1. La distinzione tra privato patrimoniale e ditta individuale è una lettura sistematica, che regge sulla definizione di impresa e sulla risposta GSE appena citata. È anche la lettura prudente, perché sbagliare in senso opposto costa l'intero incentivo.

Le tre conferme richieste, caso per caso

Se il soggetto è un'impresa, le risposte ai tre punti della domanda si capovolgono.

  • Sulla richiesta preliminare, l'articolo 25, comma 3 esclude gli interventi "per i quali, prima dell'avvio dei lavori, non sia stata presentata una richiesta preliminare di accesso agli incentivi". Le Regole Applicative al capitolo 8 aggiungono "a pena di inammissibilità". Cosa conta come avvio lo trovi nella scheda su che cosa si intende per inizio lavori.
  • Sul multi-intervento, per le imprese sul terziario lo stesso capitolo 8 considera multi-intervento anche gli interventi "intrinsecamente combinati", tra cui il II.H, cioè il fotovoltaico abbinato a pompa di calore elettrica. Pompa di calore più fotovoltaico fa quindi scattare la soglia più alta.
  • Sugli APE, la riduzione della domanda di energia primaria deve essere "di almeno il 20% rispetto alla situazione precedente all'investimento", dimostrata con APE ante e post. Nel confronto entra anche l'effetto della pompa di calore, come chiarito nella scheda sui requisiti del Titolo II per imprese ed ETS economici.

A questi si sommano il divieto di apparecchi a combustibili fossili (la tua pompa di calore full electric è in regola) e i tetti di intensità dell'articolo 27, applicati con la regola del minore tra algoritmo e intensità massima.

Punto della domandaPrivato proprietario del C/1Titolare che esercita nel C/1
Richiesta preliminareNon prevista, accesso diretto a fine lavoriObbligatoria prima dell'avvio, pena inammissibilità
PdC più fotovoltaico II.HAmmessi sul terziario, senza soglie di risparmioMulti-intervento ai fini del Titolo V
APE ante e postNon richiesti per la riduzione del 20%Obbligatori, riduzione di almeno il 20%
ImportoFormule dell'Allegato 2Minore tra formula e tetto dell'art. 27

Un esempio pratico

Mario possiede un locale C/1 e vi gestisce la "Pizzeria da Mario", ditta individuale iscritta in Camera di Commercio. Vuole togliere la vecchia caldaia a gas e montare una pompa di calore elettrica con un impianto fotovoltaico sul tetto.

Se presenta come privato a lavori finiti e in istruttoria viene qualificato come impresa, non ha più rimedio. I lavori sono già iniziati, quindi la richiesta preliminare non si può recuperare. Il percorso corretto parte prima di firmare il contratto con l'installatore. Mario invia la preliminare come impresa e fa redigere l'APE ante-operam. A lavori conclusi l'APE post-operam deve mostrare almeno il 20% in meno di energia primaria non rinnovabile.

Per una piccola impresa il tetto sulla pompa di calore è il 65% dei costi ammissibili, cioè il 45% dell'articolo 27, comma 4, più i 20 punti del comma 5. Con 20.000 euro di spesa ammissibile, l'incentivo della pompa di calore non può superare 13.000 euro, anche se la formula desse di più.

Diverso il caso in cui la pizzeria sia gestita da una società, per esempio una snc tra Mario e la sorella, alla quale Mario affitta il locale. Lì Mario, come persona fisica, è il proprietario che concede l'immobile a un terzo e può accedere da privato, con un contratto di locazione registrato a dimostrarlo, purché sia lui a pagare i lavori.

Se a sostenere la spesa è la snc, la domanda la presenta lei come impresa conduttrice, con l'autorizzazione del proprietario nel Modello 18, come spiegato per l'impresa che detiene in affitto un C/1. Per la procedura resta il riferimento alla pagina Conto Termico del GSE.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 2 comma 1 lett. s, Art. 25 commi 1, 2 e 3, Art. 27 commi 4 e 5; Regole Applicative, Paragrafo 3.4, Capitolo 8 (Requisiti specifici di ammissibilità previsti per interventi realizzati dalle imprese); Modelli GSE 5, 6 e 11; Webinar 12/01/2026; Webinar 26/01/2026

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