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#512Un'impresa (S.n.c. di ristorazione, locali in affitto) deve sostituire due monosplit malfunzionanti con pompe di calore per circa 5.000 €: quanto incentivo dà davvero il Conto Termico, ne vale la pena e l'importo è garantito a tutti?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

Sì, sostituire due monosplit con pompe di calore è un intervento III.A ammissibile e il contributo è garantito a chi ha i requisiti. Ma non aspettarti né il 25-45% né il 65%: su un impianto piccolo l'incentivo reale si aggira intorno al 30% della spesa, perché a comandare è la producibilità, non la percentuale sul costo.

Conto Termico 3.0 per una piccola impresa: l'incentivo sulle pompe di calore è il minore tra l'algoritmo di producibilità e il tetto del 65%; su interventi piccoli comanda la producibilità

Perché non è né il 25-45% né automaticamente il 65%

Le percentuali che circolano nascono tutte dall'articolo 27 del D.M. 7 agosto 2025, quello che fissa l'intensità massima di aiuto per le imprese. Il 25% è la base per gli interventi sull'involucro (Titolo II), il 45% è la base per pompe di calore, biomassa e solare (Titolo III). Sono i valori di partenza, non quelli finali.

Su questi due valori l'articolo 27 aggiunge una maggiorazione legata alla taglia dell'azienda: 20 punti per le piccole imprese e 10 per le medie. Una S.n.c. di ristorazione rientra quasi sempre tra le piccole imprese, in base ai criteri UE su numero di addetti e fatturato.

Quindi per una piccola impresa che installa pompe di calore il tetto sale a 45% + 20% = 65%. È però un tetto massimo, non l'importo che ricevi. Ed è qui che la maggior parte delle stime ottimistiche sbaglia.

Quanto incentivo prendi davvero?

Per le imprese l'incentivo erogato è il valore minore tra due numeri: l'importo che esce dall'algoritmo del Conto Termico e il tetto del 65% sulla spesa. La regola, che molti non trovano scritta in un unico punto, è ricostruita nella FAQ sul minore tra incentivo calcolato e intensità di aiuto.

L'algoritmo non guarda quanto hai speso, ma quanta energia rinnovabile produce la macchina in un anno. La formula è Ei = Qu × (1 − 1/SCOP) × kp, dove Qu dipende dalla potenza di riferimento Prated e dalle ore convenzionali della zona climatica. L'incentivo annuo è poi Ei moltiplicato per il coefficiente Ci, che per i monosplit aria/aria fino a 12 kW vale 0,070 €/kWht, uno dei più bassi del catalogo.

Con un coefficiente così contenuto, su due split l'algoritmo produce cifre modeste, quasi sempre molto sotto il tetto del 65%. In pratica il cap non morde e a decidere l'importo è la producibilità. Il calcolo passo passo, comprese le regole quando le unità superano i 12 kW complessivi, è nella FAQ sul calcolo dell'incentivo per un multisplit. Attenzione a un dettaglio che gonfia le stime fai-da-te: nella formula entra la Prated dichiarata a scheda ErP, non la potenza nominale in riscaldamento stampata sul volantino, come chiarisce la FAQ su quale potenza considerare tra Prated, Pnominale e Pdesign.

L'unico vero adempimento a cui stare attenti

Per un impianto di questa taglia la burocrazia pesante non c'è: niente diagnosi energetica né APE, obbligatori solo sopra i 200 kW. Manca anche la relazione di progetto a portale, che scatta oltre i 100 kW, come dettaglia la FAQ sulla relazione tecnica per pompe di calore di piccola potenza.

Resta però un vincolo che per le imprese è tassativo. L'articolo 27, comma 3 del decreto stabilisce che, prima dell'avvio dei lavori, l'impresa deve trasmettere una richiesta preliminare di accesso con nome e dimensione dell'azienda, descrizione e date del progetto, ubicazione, elenco dei costi e importo dell'aiuto richiesto. Se firmi un ordine vincolante o paghi un acconto prima di questa comunicazione, l'intervento perde l'ammissibilità.

Non è una prenotazione e non blocca fondi: serve solo a dimostrare che l'aiuto ha avuto un effetto sulla decisione di investire. Come compilarla e cosa conta come avvio lavori è spiegato nella FAQ su quando presentare la richiesta preliminare per le imprese.

È garantito o c'è un plafond a esaurimento?

Il Conto Termico assegna il contributo a tutti coloro che rispettano i requisiti, senza la corsa del click-day a esaurimento immediato. Il decreto fissa un limite di spesa annua di 900 milioni di euro, ripartito tra 400 milioni per le richieste della Pubblica Amministrazione e 500 milioni per privati e imprese. Se anche il contingente si esaurisse, le domande idonee eccedenti non vengono respinte: passano con priorità sull'annualità successiva, in ordine cronologico, come descritto nella FAQ sul superamento del plafond annuale.

Sui tempi, trattandosi di un importo ben sotto i 15.000 €, l'incentivo è liquidato in un'unica rata anziché spalmato su più anni. La richiesta di saldo va inviata entro 90 giorni dalla fine lavori e l'istruttoria del GSE dura di norma 60 giorni.

I "grattacapi" che non avrai

Due semplificazioni alleggeriscono la pratica di un intervento così piccolo. La prima è il catalogo degli apparecchi prequalificati: se il modello è già a catalogo, l'installatore lo seleziona a portale e sei esonerato dall'allegare schede tecniche e prove di efficienza.

La seconda riguarda i locali in affitto. L'impresa che paga le fatture è il Soggetto Responsabile e richiede l'incentivo regolarmente, allegando il contratto di locazione registrato e l'autorizzazione scritta del proprietario tramite il Modello 18 del GSE, come per il caso dell'impresa in immobile di un terzo. I pagamenti vanno fatti con bonifico bancario ordinario, non con il bonifico parlante delle detrazioni fiscali, che qui non è ammesso.

Un esempio pratico

Prendiamo due monosplit con Prated di 4,6 kW ciascuno (9,2 kW complessivi, sotto la soglia dei 12 kW), SCOP 4,0 e installazione in zona climatica E, con 1.700 ore convenzionali. Il coefficiente Ci per l'aria/aria fino a 12 kW è 0,070 €/kWht e la durata è di 2 annualità. Ipotizziamo una spesa di 5.000 €.

VoceValore
Energia incentivata annua (Ei)~11.730 kWht
Incentivo da algoritmo (2 annualità)~1.640 €
Tetto 65% su 5.000 € di spesa3.250 €
Incentivo erogato (il minore)~1.640 € (≈33%)

L'importo effettivo è il minore tra i due, cioè circa 1.640 €, pari al 33% della spesa e non al 65%. In zona climatica più mite, dove le ore convenzionali scendono, la percentuale cala ancora. Cambiando Prated e SCOP reali della macchina il risultato si sposta, quindi il conto va rifatto sui dati di targa. Resta il messaggio di fondo: su un intervento piccolo con split, il ritorno realistico è circa un terzo della spesa, un contributo utile, ma diverso dalle aspettative del 25-45% o del 65%.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 1 commi 1-3, Art. 25 comma 2, Art. 27 commi 1-5, Allegato 2 Paragrafo 2.1 e Tabelle 8-9; Regole Applicative, Paragrafi 4.3, 9.9.3 e 12.3; Modello 18; Webinar GSE 26 gennaio 2026 e 3 febbraio 2026

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