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AggiornataMassimali

#293Il massimale per l'isolamento delle superfici opache (1.000.000 €) è per intervento o per subalterno?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

Per intervento, non per subalterno. La Tabella 7 del decreto assegna all'isolamento delle superfici opache (II.A) un valore massimo dell'incentivo di 1.000.000 di euro, cumulato tra coperture, pavimenti e pareti perimetrali, riferito all'istanza presentata per l'edificio. Il numero di appartamenti serviti dal cappotto non lo moltiplica.

Un plafond unico che somma tre voci

Il milione non è un tetto per ciascuna lavorazione. La Tabella 7 lo esprime come somma delle tre voci dell'intervento II.A, nella formula i+ii+iii: isolamento delle coperture, dei pavimenti e delle pareti perimetrali. Se il progetto le combina tutte, il GSE eroga al massimo 1.000.000 € complessivi per l'istanza, qualunque sia la superficie trattata e comunque si distribuisca la spesa tra le tre famiglie di superfici.

Ogni voce ha poi il proprio costo massimo unitario, su cui si applica la percentuale incentivata. La Tabella 15 delle Regole Applicative distingue la posizione dell'isolante, con valori diversi per l'intervento dall'esterno, dall'interno o in parete ventilata:

Superficie isolataEsternoInternoVentilata
Coperture300 €/m²150 €/m²350 €/m²
Pavimenti170 €/m²150 €/m²-
Pareti perimetrali200 €/m²100 €/m²250 €/m²

Il costo massimo non va confuso con il prezzo di cantiere, perché se l'impresa fattura più del valore di tabella l'eccedenza resta semplicemente fuori dal calcolo dell'incentivo e rimane a carico del committente.

La percentuale parte dal 40% della spesa ammissibile e cresce in tre casi: 50% nelle zone climatiche E ed F, 55% quando all'isolamento si abbina almeno un impianto del Titolo III tra pompe di calore, ibridi, biomasse e scaldacqua a pompa di calore, 100% per gli edifici pubblici in deroga.

Con i componenti prodotti in UE si sommano altri 10 punti di premialità sulla percentuale di partenza. Nessuna di queste percentuali sposta però il milione, che resta il soffitto dell'intervento. Anche nel caso migliore per un privato, zona E con materiali europei certificati e quindi 60% della spesa, per saturare il plafond servirebbero comunque 1,67 milioni di euro di spesa ammissibile, una taglia da grande complesso direzionale più che da condominio.

Il milione è peraltro il massimale più alto del Titolo II: gli infissi si fermano a 500.000 euro, le schermature solari a 90.000, la building automation a 100.000. La distanza dà la misura di quanto il decreto consideri il cappotto la voce più onerosa dell'involucro.

Perché i subalterni non contano?

Il Conto Termico ragiona per edifici, non per unità immobiliari. La richiesta si presenta per l'edificio individuato dal codice catastale, il cappotto è unico e l'incentivo si calcola sui metri quadrati isolati: che dietro quella facciata ci siano 2 unità immobiliari o 50, il conto non cambia. Anche quando lo stesso edificio combina più interventi, l'istanza resta una sola. La logica completa per condomini e impianti autonomi è nella FAQ sui massimali per edificio o per subalterno.

La differenza si sente soprattutto venendo dalle detrazioni fiscali, dove il tetto di spesa per le parti comuni si moltiplica per il numero di unità immobiliari. Qui quel moltiplicatore non esiste; in compenso non esiste nemmeno il problema della capienza fiscale, perché il contributo arriva in denaro dal GSE nei tempi della scheda-contratto. Sullo stesso intervento le due strade non si cumulano, quindi il confronto tra i due regimi conviene farlo prima di aprire il cantiere.

Quando il tetto morde davvero

Un milione di incentivo presuppone spese molto grandi. Al 40% servono 2,5 milioni di euro di spesa ammissibile per saturarlo; al 55% del multi-intervento ne bastano circa 1,8; al 100% degli edifici pubblici il tetto scatta già con un milione di spesa. In termini di superfici, con pareti isolate dall'esterno a 200 €/m² il plafond al 40% equivale a circa 12.500 m² di facciata.

Sull'isolamento pesa semmai un obbligo documentale indipendente dalla taglia. Per il II.A la diagnosi energetica ante-operam è sempre dovuta insieme all'APE post-operam, a differenza degli interventi dove l'obbligo scatta solo dai 200 kWt; i loro costi godono però di un contributo dedicato, su un plafond separato dal milione dell'intervento.

Per fissare le proporzioni, una palazzina direzionale che isola 2.000 m² di pareti dall'esterno a 200 €/m² genera 400.000 euro di spesa ammissibile e 160.000 euro di incentivo al 40% (per i privati il Titolo II vale infatti solo sugli edifici del terziario). Il milione resta lontano un ordine di grandezza; a fermare i conti, molto prima, sono i costi massimi unitari della Tabella 15. Un pacchetto completo su un grande edificio pubblico può invece avvicinarsi al tetto, come mostra l'esempio più sotto.

L'eccezione dei blocchi abitativi ex IACP

Una sola deroga consente di moltiplicare il plafond ed è riservata all'edilizia residenziale pubblica. Per gli edifici di grandi dimensioni, tipicamente degli ex IACP equiparati alla PA, il Soggetto Responsabile può chiedere l'accesso per singoli blocchi abitativi: complessi unitari di almeno 4 alloggi serviti da un corpo scala, equiparati a edifici ai fini del Conto Termico. Ogni blocco diventa così un'istanza autonoma con il proprio massimale, ciascuna con la propria somma delle tre voci i+ii+iii.

La suddivisione richiede però una relazione tecnica con elaborati grafici e dati dimensionali che giustifichino la separazione geometrica e funzionale dei blocchi. Fuori da questa casistica, per condomini e edifici privati di qualunque taglia, il plafond da un milione resta unico per edificio.

Un esempio pratico

Un'azienda ospedaliera isola copertura e pareti del presidio, edificio pubblico in deroga al 100%: 3.000 m² di copertura dall'esterno a 300 €/m² più 4.000 m² di pareti a 200 €/m² fanno 900.000 + 800.000 = 1.700.000 euro di spesa ammissibile. Al 100% l'incentivo teorico sarebbe 1,7 milioni, ma la formula i+ii+iii lo ferma a 1.000.000 di euro: i 700.000 restanti rimangono sul bilancio dell'ente, da coprire eventualmente con fondi cumulabili.

Anche in deroga al 100%, insomma, il massimale ha l'ultima parola, meglio scoprirlo in fase di quadro economico che a consuntivo. Nella palazzina privata vista sopra, invece, non entra mai in gioco, visto che i 160.000 euro di incentivo al 40% ne distano un ordine di grandezza. Per il quadro delle altre voci dell'involucro, dal cappotto interno alla mappa generale degli interventi su infissi e isolamento, le schede collegate completano il percorso.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Allegato 2 - Tabella 7 (massimale i+ii+iii e note su 50%, 55% e 100%); Regole Applicative, Paragrafo 9.1.3 - Tabella 15 e Paragrafi 12.10.3 e 12.10.4 (blocchi abitativi)

Vedi tutte le FAQ di "PERCENTUALI E CALCOLO INCENTIVO"
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