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#130L'isolamento termico va bene anche dall'interno dell'edificio?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

Sì. Il Conto Termico ammette l'isolamento delle superfici opache anche dall'interno o in intercapedine, non solo con il cappotto esterno. In questi casi i valori massimi di trasmittanza della Tabella 2 sono incrementati del 30%, fermo restando il rispetto dei requisiti minimi previsti dal D.M. 26 giugno 2015, mentre i costi massimi ammissibili si riducono rispetto alla posa esterna.

La maggiorazione del 30% sui limiti di trasmittanza

La ragione della maggiorazione è tecnica. Isolando dall'interno o riempiendo l'intercapedine lavori con gli spessori che la parete ti concede: ogni centimetro di isolante ruba spazio alle stanze oppure deve stare nella camera d'aria esistente. Pretendere le stesse trasmittanze del cappotto esterno renderebbe l'intervento irrealizzabile in molti edifici, così l'Allegato 1 alza del 30% i limiti della Tabella 2 per queste due modalità di posa.

Prendi una parete perimetrale in zona climatica E. Con il cappotto esterno il limite è 0,23 W/m²K, mentre dall'interno o in intercapedine sale a 0,23 × 1,30 = 0,299, in pratica 0,30 W/m²K. Il calcolo della trasmittanza segue sempre le norme UNI EN ISO 6946 e va confrontato con il limite della zona climatica dell'edificio.

La stratigrafia di ogni parete trattata, ante e post-operam, va documentata nella relazione tecnica come per qualsiasi intervento II.A: trovi il dettaglio nella FAQ sulle pareti con diverse stratigrafie.

Requisiti minimi e rischio condensa

La maggiorazione non è un liberi tutti. Il decreto la concede "comunque nel rispetto" del D.M. 26 giugno 2015 sui requisiti minimi degli edifici, quindi il progetto deve soddisfare sia il limite maggiorato del Conto Termico sia le prescrizioni di legge, prendendo il vincolo più stringente tra i due.

C'è poi il capitolo umidità. Spostando l'isolante sul lato interno la muratura esistente resta fredda in inverno e il rischio di condense interstiziali e muffe cresce, specie in corrispondenza dei ponti termici. Il decreto lo sa bene, al punto che tra le spese ammissibili include la ventilazione meccanica, quando risulta l'unica soluzione o la più conveniente dopo la verifica di muffe e condensazioni secondo la UNI EN ISO 13788.

Anche l'asseverazione finale torna sul punto: nel Modello 8 il tecnico dichiara di aver analizzato i ponti termici in fase di diagnosi energetica e di averli corretti in progettazione e realizzazione, ove possibile. La diagnosi ante-operam, obbligatoria per l'isolamento opaco, è la sede giusta per quell'analisi.

Sempre nel Modello 8, superficie e trasmittanza post-operam dell'intervento vanno dichiarate sotto la voce dedicata "Interno/Intercapedine", distinta da quelle per l'applicazione a esterno e per la parete ventilata. Dalla voce barrata il GSE ricava sia il limite di trasmittanza da applicare sia il costo massimo da riconoscere, quindi un errore di casella qui si propaga su tutto il calcolo dell'incentivo.

Costi massimi più bassi rispetto al cappotto

La posa interna costa meno di un cappotto, perché evita ponteggi e finiture da esterno, così le Regole Applicative riducono anche i costi massimi ammissibili al metro quadro. La Tabella 15 distingue le tre applicazioni:

Struttura opacaEsternoInterno / intercapedineVentilata
Coperture300 €/m²150 €/m²350 €/m²
Pavimenti170 €/m²150 €/m²-
Pareti perimetrali200 €/m²100 €/m²250 €/m²

La percentuale incentivata resta quella dell'isolamento opaco, il 40% della spesa ammissibile che sale al 50% nelle zone climatiche E ed F, al 55% se abbini un impianto del Titolo III e fino al 100% sugli edifici pubblici con i requisiti dell'articolo 11. Tutte le strutture opache insieme concorrono al massimale da 1.000.000 di euro.

A queste percentuali si può sommare la maggiorazione del 10% per i componenti principali prodotti nell'Unione Europea, secondo i requisiti dell'Allegato 4 delle Regole Applicative. Come si combina con le altre aliquote lo spiega la FAQ sul calcolo della maggiorazione UE.

Dentro la spesa ammissibile entrano anche le opere provvisionali e accessorie necessarie all'intervento, per l'isolamento interno tipicamente massetti, intonacature e tinteggiature di ripristino, purché i costi siano in linea con i prezzi medi di mercato. Contano pure le prestazioni professionali connesse, il trasporto dei materiali e l'IVA quando costituisce un costo per il beneficiario.

Una curiosità utile dalle Regole Applicative: l'isolamento posato sull'estradosso del solaio verso un sottotetto praticabile non riscaldato è incentivato come "isolamento pavimento interno" a 150 €/m², perché pur stando sul lato esterno del solaio non richiede finiture da esterno.

L'alternativa per gli edifici più datati

Per gli edifici con fine lavori e richiesta di accatastamento anteriori al 29 ottobre 1993, in alternativa al rispetto delle trasmittanze della Tabella 2 si può dimostrare un miglioramento dell'indice di prestazione energetica di almeno il 50% rispetto allo stato precedente l'intervento. In quel caso alla documentazione si allegano gli attestati di certificazione energetica ante e post-operam.

È una via pensata per i fabbricati storici, dove le stratigrafie esistenti rendono difficile centrare i limiti puntuali anche maggiorati. Ragionare sull'indice globale premia l'insieme delle scelte progettuali invece della singola parete, il che su murature irregolari o di pregio può fare la differenza tra un progetto ammissibile e uno impossibile. L'ammissibilità dell'edificio resta comunque legata alla categoria catastale, come chiarisce la FAQ sugli interventi di involucro.

Un esempio pratico

Un palazzo per uffici in zona climatica E ha una facciata vincolata su strada. Il proprietario non può montare il cappotto esterno e opta per una controparete interna sulla facciata vincolata, con insufflaggio dell'intercapedine sugli altri fronti.

Per entrambe le applicazioni vale il limite maggiorato di circa 0,30 W/m²K. Il progettista dimensiona la controparete per arrivare a 0,28 W/m²K, verifica con la UNI EN ISO 13788 che non si formino condense nella muratura fredda e controlla il rispetto dei requisiti minimi del D.M. 26 giugno 2015. Nel Modello 8 tutta la superficie finisce sotto la voce "Interno/Intercapedine", con le due trasmittanze post-operam dichiarate per le rispettive porzioni.

Sul fronte dei costi, la spesa ammissibile si ferma a 100 €/m² per le pareti trattate dall'interno o in intercapedine, contro i 200 €/m² che avrebbe riconosciuto il cappotto. Su 600 m² di facciate significa un tetto di spesa di 60.000 euro, incentivato al 50% trattandosi di zona E: fino a 30.000 euro di contributo, senza rinunciare all'intervento per colpa del vincolo.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Allegato 1, Tabella 2; D.M. 26 giugno 2015; Regole Applicative, Paragrafi 9.1.2 e 9.1.3, Tabella 15; Modello 8 GSE

Vedi tutte le FAQ di "INTERVENTI TITOLO II (Efficienza Energetica)"
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