#129Nel caso di pareti verticali di diverse stratigrafie, bisogna inserire stratigrafie e quante pareti di quel tipo?
Sì, vanno riportate le stratigrafie di tutte le tipologie di parete oggetto di intervento, ciascuna sia nella configurazione ante-operam sia in quella post-operam. Per ogni tipologia di struttura servono i dati dei singoli strati, cioè materiale, spessore e trasmittanza, insieme all'estensione in metri quadri delle superfici a cui quella stratigrafia si riferisce.
Cosa chiedono le Regole Applicative alla relazione tecnica
Il punto di partenza è il paragrafo 9.1.4 delle Regole Applicative, che elenca la documentazione da allegare alla richiesta per l'isolamento delle superfici opache (intervento II.A). Il cuore del fascicolo è la relazione tecnica di progetto, timbrata e firmata dal progettista, che deve contenere come minimo:
- la descrizione dell'intervento, con l'indicazione delle superfici isolate ante-operam e post-operam;
- i dettagli costruttivi dei ponti termici ante-operam e post-operam della struttura su cui intervieni;
- la stratigrafia della struttura, ante-operam e post-operam, con gli elementi che caratterizzano i vari strati, quindi tipologia di materiale, spessori e trasmittanze;
- gli elaborati grafici dell'edificio da cui si ricavano le superfici oggetto dell'intervento.
A questa relazione si aggiungono l'asseverazione di un tecnico abilitato e la documentazione fotografica, che deve mostrare la vista d'insieme ante-operam e un dettaglio della struttura con un metro di riferimento ad accertarne lo spessore, quando possibile. Il metro torna anche negli scatti di dettaglio del pannello isolante in fase di posa e nella vista di dettaglio post-operam: il fascicolo fotografico accompagna tutto il cantiere, non solo il prima. Il quadro degli interventi di involucro ammessi per categoria di edificio è nella FAQ sugli interventi di involucro edilizio.
Una parete diversa è una struttura diversa
Qui sta la risposta alla tua domanda. Due murature con composizione differente, per esempio una muratura piena e un tamponamento a cassetta, hanno trasmittanze differenti e per il GSE sono strutture distinte. Ognuna richiede la sua coppia di stratigrafie, prima e dopo i lavori, con l'indicazione di quali porzioni di involucro copre e di quanti metri quadri misura.
Non è pignoleria del valutatore. La trasmittanza post-operam di ogni struttura deve rientrare nei valori limite della Tabella 2 del decreto, distinti per zona climatica, quindi la verifica va fatta stratigrafia per stratigrafia. Il calcolo segue le norme UNI EN ISO 6946 e, come precisa lo stesso Allegato 1, non include il contributo dei ponti termici, che infatti il fascicolo tratta a parte con i dettagli costruttivi visti sopra.
L'analisi dei ponti termici ha comunque un peso, perché nell'asseverazione finale il tecnico dichiara di averli analizzati in fase di diagnosi energetica e corretti in progettazione e realizzazione, ove possibile. La diagnosi ante-operam, sempre obbligatoria per l'isolamento opaco, è il luogo naturale di quella analisi.
Se una delle pareti viene isolata dall'interno o in intercapedine, il limite della Tabella 2 per quella specifica struttura cresce del 30%, come spiega la FAQ sull'isolamento dall'interno dell'edificio. Anche questa distinzione va dichiarata parete per parete.
Quante pareti di quel tipo? Le superfici contano quanto gli strati
La seconda metà della domanda riguarda i numeri. Per ogni tipologia di parete devi quantificare la superficie complessiva su cui intervieni, perché è quella che entra nel calcolo dell'incentivo insieme al costo massimo ammissibile della tecnica di posa scelta.
Il Modello 8 di asseverazione rende la cosa molto concreta. Nella sezione dedicata alle strutture opache il tecnico barra la voce che descrive l'intervento, per le pareti "Strutture opache verticali: isolamento pareti perimetrali", poi compila la superficie in metri quadri e la trasmittanza post-operam, suddivise per tipologia di applicazione, cioè esterno, interno o intercapedine, parete ventilata. Con pareti di stratigrafie diverse, o trattate con tecniche diverse, servono più righe, una per ciascuna combinazione.
La distinzione per tecnica di posa non è solo descrittiva. Da essa dipendono sia il limite di trasmittanza applicabile, maggiorato per interno e intercapedine, sia il costo massimo ammissibile al metro quadro, che per le pareti scende da 200 a 100 €/m² passando dall'esterno all'interno. Dichiarare la tecnica sbagliata falsa quindi due conti in cascata.
Lo stesso ragionamento per tipologia vale per le fotografie. La vista di dettaglio ante-operam con il metro di riferimento documenta lo spessore della struttura fotografata, quindi con due murature diverse serve uno scatto di dettaglio per ciascuna, non un'unica foto rappresentativa. È un accorgimento da pianificare prima che il ponteggio o il cantiere coprano le pareti originarie.
La coerenza tra questi numeri e gli elaborati grafici è uno dei controlli tipici in fase di valutazione. Se la relazione dichiara 420 m² di muratura piena e il Modello 8 ne assevera 480, la pratica torna indietro con una richiesta di integrazione. Conviene costruire una tabella riepilogativa unica fin dall'inizio e usarla per relazione, modello e computo.
Tieni presente infine che le spese di tutte le strutture opache concorrono a un unico tetto, il massimale da 1.000.000 di euro per l'isolamento che somma coperture, pavimenti e pareti.
Un esempio pratico
Una palazzina per uffici ha tre facciate in muratura piena di mattoni da 38 cm e un fronte cortile in blocchi forati con intercapedine. Il progetto prevede il cappotto esterno sulle tre facciate e l'insufflaggio dell'intercapedine sul fronte cortile.
Nella relazione tecnica il progettista riporta quattro stratigrafie: muratura piena ante-operam e post-operam con il cappotto, tamponamento ante-operam e post-operam con l'insufflaggio. Per ciascuna indica gli strati con materiali, spessori e trasmittanza risultante, più la superficie servita, per esempio 420 m² per la muratura e 180 m² per il tamponamento.
Mettiamo che il rilievo assegni alla muratura piena una trasmittanza ante-operam di 1,30 W/m²K e al tamponamento 1,10 W/m²K. Sono proprio questi valori di partenza, diversi tra loro, a rendere obbligatorie due schede separate: con un'unica parete tipo il salto di prestazione dichiarato non corrisponderebbe a nessuna delle due strutture reali.
In zona climatica E la muratura con cappotto deve scendere sotto 0,23 W/m²K, mentre per l'insufflaggio in intercapedine vale il limite maggiorato del 30%, cioè circa 0,30 W/m²K. Nel Modello 8 il tecnico compila due righe distinte, una per l'applicazione a esterno e una per l'intercapedine, ognuna con la sua superficie e la sua trasmittanza. Il GSE ritrova così gli stessi numeri in relazione, asseverazione ed elaborati, che è esattamente ciò che rende fluida la valutazione.
Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 5 comma 1 lettera a e Allegato 1, Tabella 2; Regole Applicative, Paragrafo 9.1.4; Modello 8 GSE, sezione II.A
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