#280Fate un esempio con intervento PdC + FV, che non appartiene al Titolo III.
Il fotovoltaico (intervento II.H) appartiene al Titolo II, ma si incentiva solo se realizzato congiuntamente alla pompa di calore elettrica del Titolo III (intervento III.A). L'incentivo totale è la somma dei due contributi, con un vincolo: la quota del fotovoltaico non può superare quella della pompa di calore. Ecco due esempi svolti, uno senza e uno con il taglio del cap.

Esempio 1: scuola comunale, il cap non scatta
Una Pubblica Amministrazione sostituisce il generatore di una scuola a Roma (zona climatica D) con una pompa di calore aria/acqua da 35 kW (SCOP 4,0), abbinando fotovoltaico da 20 kW e accumulo da 30 kWh.
Calcolo dell'incentivo della pompa di calore (III.A):
- energia termica prodotta: Qu = 35 kW × Quf 1.400 = 49.000 kWht (Quf della zona D);
- coefficiente di premialità: Kp = SCOP 4,0 ÷ 3,2 minimo Ecodesign = 1,25;
- energia incentivata: Ei = 49.000 × (1 − 1/4,0) × 1,25 = 45.937,5 kWht;
- incentivo annuo con Ci = 0,15 €/kWht (aria/acqua ≤ 35 kW): 45.937,5 × 0,15 = 6.890,63 €;
- erogazione in 2 anni (taglia ≤ 35 kW): incentivo totale PdC = 13.781,25 €.
Calcolo del fotovoltaico con accumulo (II.H):
- fotovoltaico: spesa 35.000 € (1.750 €/kW), ma il massimale è 1.500 €/kW: spesa riconosciuta 30.000 €, incentivo 20% = 6.000 €;
- accumulo: spesa 35.000 € (1.166 €/kWh), massimale 1.000 €/kWh: spesa riconosciuta 30.000 €, incentivo 20% = 6.000 €;
- totale II.H = 12.000 €, inferiore ai 13.781,25 € della pompa di calore: il cap non agisce.
Incentivo complessivo erogato: 13.781,25 + 12.000 = 25.781,25 €.
Esempio 2: il caso del webinar, il cap taglia
Nel caso studio presentato al webinar GSE la pompa di calore genera un incentivo di 6.750 €, mentre il fotovoltaico è da 50 kW con spesa di 55.000 €. Il 20% varrebbe 11.000 €, ma il tetto dell'incentivo della pompa di calore blocca la quota fotovoltaica a 6.750 €. Totale erogato: 6.750 + 6.750 = 13.500 €, con 4.250 € di incentivo teorico perduti per una pompa di calore sottodimensionata rispetto al fotovoltaico.
Cosa insegnano i due esempi
Il progetto va bilanciato: conviene dimensionare prima la pompa di calore sul fabbisogno reale e poi tarare fotovoltaico e accumulo di conseguenza, ricordando che il dimensionamento si fa sui consumi post-intervento e che vale anche con una sostituzione parziale. Per le PA dei piccoli Comuni le percentuali salgono fino al 100% delle spese ammissibili, ma il meccanismo del cap resta identico. Se l'intervento è di una grande impresa, l'intensità massima di aiuto del Titolo V (45%) può ridurre l'incentivo della pompa di calore e, a cascata, abbassare anche il tetto del fotovoltaico.
Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 5 comma 1 lettera h), Art. 8 e Art. 11; Regole Applicative, Paragrafi 9.8.3, 9.9.2 e 9.9.3; Webinar 26/01/2026, 03/02/2026 e 16/04/2026
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