#160Per la Building Automation è richiesto di accedere alla classe B secondo la norma 52120-1: la classe deve essere raggiunta per tutti i sistemi presenti o solo per quelli sui quali si interviene?
Solo per i servizi su cui si interviene. La classe B di efficienza secondo la norma UNI EN ISO 52120-1 va conseguita in relazione a ciascun servizio oggetto dell'intervento di building automation, non per l'intero edificio. Se agisci solo su alcuni impianti, per esempio il riscaldamento, la classe B è richiesta per quei servizi e non per quelli che lasci invariati.
Come si applica il requisito di classe B
La building automation (intervento II.F) copre le tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti termici ed elettrici. Il decreto ammette all'incentivo le sole tecnologie che afferiscono almeno alla classe B della norma UNI EN ISO 52120-1, per il controllo dei servizi considerati nel calcolo della prestazione energetica: riscaldamento, raffrescamento, ventilazione e condizionamento, acqua calda sanitaria, illuminazione, controllo delle schermature, centralizzazione e controllo integrato, diagnostica e rilevamento dei consumi.
Il perimetro del requisito è però quello dei servizi effettivamente interessati dai lavori. In fase di asseverazione il progettista dichiara su quali servizi agisce la nuova building automation e per ciascuno di questi deve dimostrare il raggiungimento della classe B. Gli impianti che non vengono toccati restano fuori dall'obbligo, qualunque sia la loro classe di partenza.
La logica è quella di un incentivo per componenti: paghi la classe B dove installi l'automazione, non un adeguamento generalizzato dell'edificio. Se così non fosse, aggiungere il controllo automatico del riscaldamento in un edificio con illuminazione a interruttori tradizionali sarebbe quasi sempre impossibile da incentivare.
Cosa serve perché il servizio sia in classe B
Per ogni servizio dichiarato, tutte le funzioni di regolazione e controllo installate devono raggiungere almeno la classe B: non è ammesso un progetto in cui, per lo stesso servizio incentivato, convivano funzioni di classe B e funzioni di classe inferiore. La progettazione segue la UNI EN ISO 52120-1 insieme alla guida CEI 205-18, con la relazione tecnica che descrive ante e post-operam, gli schemi di regolazione e le schede dei dispositivi.
Va tenuto presente un requisito ulteriore per chi non è pubblica amministrazione. Per le imprese e gli ETS economici del terziario l'intervento II.F deve produrre una riduzione della domanda di energia primaria di almeno il 10% rispetto all'ante-operam, o del 20% se combinato con un altro intervento del Titolo II, da dimostrare con gli APE ante e post-operam.
Come si assevera: Modello 8 e procedura UNI/TS 11651
L'asseverazione dei sistemi di building automation si compila sul Modello 8 del GSE, in conformità alla procedura UNI/TS 11651, che a sua volta richiama la UNI EN ISO 52120-1. È qui che il principio del perimetro per servizio diventa concreto, perché ogni dichiarazione del modello è riferita "ai servizi interessati dall'installazione dei sistemi BACS". Nel modello il tecnico:
- barra i soli servizi effettivamente interessati dall'intervento (riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, acqua calda sanitaria, illuminazione, altro), dichiarando che i sistemi installati afferiscono almeno alla classe B;
- allega il prospetto delle funzioni di regolazione applicate, pertinenti e operative, con l'indicazione delle relative classi di efficienza;
- per le eventuali funzioni di regolazione pertinenti che sceglie di non applicare, dichiara che generano un risparmio energetico inferiore al 5% sull'utilizzo di energia, come previsto dalla stessa UNI/TS 11651.
Il vincolo della classe B si verifica quindi servizio per servizio, sulla base di quanto asseverato nel Modello 8, non sull'intero parco impianti dell'edificio.
Serve la diagnosi energetica per la building automation?
No, non in funzione della potenza dell'impianto. L'articolo 15, comma 1 del decreto impone diagnosi ante e APE post-operam sempre per isolamento opaco e trasformazioni nZEB, mentre per chiusure trasparenti, schermature e impianti del Titolo III solo sugli interi edifici con riscaldamento da 200 kW in su. La lettera f) della building automation non compare in nessuno dei due elenchi.
Per un intervento II.F la diagnosi è quindi sostituita dalla relazione tecnica descrittiva che ne dimostra l'ammissibilità, anche quando la centrale termica dell'edificio è molto potente. Il quadro completo dei casi è nella scheda sui casi di diagnosi energetica obbligatoria, mentre il perimetro della soglia è spiegato in quale potenza conta per i 200 kW.
Attenzione a non confondere questa esenzione con il requisito di risultato delle imprese: gli APE ante e post-operam del punto precedente servono a dimostrare il risparmio del 10%, non sono la diagnosi dell'articolo 15.
Quanto vale l'incentivo dell'intervento II.F
Il capitolo economico segue la formula del Titolo II sulle superfici. L'incentivo è pari al 40% della spesa ammissibile, che sale al 100% sugli edifici pubblici con i requisiti dell'articolo 11, moltiplicato per il costo specifico e per la superficie utile calpestabile oggetto dell'intervento. Il costo massimo ammissibile è di 60 €/m² e l'incentivo non può superare i 100.000 euro.
Tra le spese entrano la fornitura e la posa dei sistemi di building automation, gli adeguamenti dell'impianto elettrico e di climatizzazione invernale ed estiva e le prestazioni professionali, con IVA quando resta un costo. L'erogazione avviene in 5 rate annuali, o in un'unica soluzione fino a 15.000 euro. Si aggiunge la maggiorazione del 10% per i componenti principali prodotti nell'Unione Europea, con il meccanismo spiegato nella FAQ sul calcolo della maggiorazione UE.
Un esempio pratico
Un edificio per uffici di 2.000 m² installa un sistema BACS che gestisce in automatico solo il riscaldamento e l'acqua calda sanitaria, con sonde ambiente, programmazione oraria per zone e regolazione in funzione del carico. L'illuminazione resta con i comandi manuali esistenti, perché il committente non vuole rifare l'impianto elettrico dei corpi illuminanti.
| Servizio | Oggetto dell'intervento? | Classe B richiesta? |
|---|---|---|
| Riscaldamento | Sì | Sì |
| Acqua calda sanitaria | Sì | Sì |
| Illuminazione | No | No |
L'asseverazione dovrà dimostrare la classe B per il riscaldamento e per l'acqua calda sanitaria, i due servizi su cui si interviene, mentre l'illuminazione rimasta manuale non entra nella verifica né pregiudica l'incentivo. Con una spesa di 90.000 euro il costo specifico è di 45 €/m², sotto il Cmax di 60: l'incentivo al 40% vale 36.000 euro, erogati in 5 rate annuali da 7.200.
Il caso in cui la building automation è l'unico intervento, senza opere trainanti, è approfondito nella scheda sulla sola building automation di una scuola privata.
Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 5 comma 1 lettera f e Allegato 1; Regole Applicative, Paragrafi 9.6.1, 9.6.2, 9.6.3; Modello 8 GSE, sezione II.F; norme UNI EN ISO 52120-1, UNI/TS 11651 e guida CEI 205-18
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