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#508Per una pompa di calore di piccola potenza che serve riscaldamento e ACS, come si dimostra la prevalenza della climatizzazione invernale (il 51%) senza convertire il fabbisogno di ACS in una potenza istantanea convenzionale?

Sì. Il vincolo del 51% si verifica sulla potenza, non sull'energia annua, e con riscaldamento e ACS a cicli separati non occorre convertire il fabbisogno di ACS in una potenza istantanea convenzionale. Basta la verifica per differenza: se il carico di progetto per il riscaldamento giustifica oltre il 51% della potenza della pompa di calore, la prevalenza è dimostrata.

Conto Termico 3.0: verifica della prevalenza del riscaldamento (51%) per una pompa di calore che serve anche ACS, con il carico di progetto che assorbe la maggior parte della potenza della macchina

Il 51% si misura in potenza, non in energia annua

Il vincolo di impiego prevalente della climatizzazione invernale si quantifica con almeno il 51% della potenza nominale di ogni generatore destinato al riscaldamento. È un criterio in potenza termica (kWt), fissato dalla nota 36 al Paragrafo 12.7 delle Regole Applicative e chiarito nel webinar del 3 febbraio 2026, e la verifica si fa macchina per macchina.

Questo esclude che la prevalenza si dimostri sul bilancio di energia annua (kWh). La prevalenza energetica annua del riscaldamento rispetto all'ACS può essere un elemento di corredo nella relazione, ma non è il criterio con cui il GSE verifica l'ammissibilità a portale, che resta ancorato ai carichi termici di progetto in potenza.

Riscaldamento e ACS competono per la stessa potenza?

No, e qui sta il nodo del quesito. Una pompa di calore che copre entrambi i servizi lavora a cicli separati, con una valvola deviatrice a tre vie: quando carica il bollitore dell'ACS smette di riscaldare gli ambienti, e viceversa. I due servizi non impegnano la potenza nello stesso istante.

Ne discende la conseguenza pratica: l'intera potenza nominale della macchina resta disponibile per il riscaldamento, e la produzione di ACS è un servizio accessorio nel tempo. Non è quindi necessario stimare una potenza ACS istantanea convenzionale, dipendente da profilo di prelievo, volume di accumulo, tempo di ripristino e contemporaneità, e sommarla al carico invernale come se i due servizi fossero simultanei.

Quali criteri sono ammessi per dimostrare la prevalenza?

Per gli interventi di piccola dimensione il quadro è netto.

  • Prevalenza energetica annua (kWh): non è ammessa come metodo di verifica principale a portale. Le Regole Applicative chiedono una relazione basata sui carichi termici in potenza e sul contributo del generatore, non sui fabbisogni annui.
  • Verifica tecnica per differenza (in potenza): è pienamente ammissibile. Il tecnico dimostra che la potenza della pompa di calore è dimensionata e prevalentemente giustificata dal carico termico di progetto per il riscaldamento, con l'ACS come servizio complementare e non dimensionante per la taglia della macchina.

Se si vuole comunque quantificare il carico dell'ACS, basta un criterio ingegneristico semplice, come la potenza della serpentina interna al bollitore o la potenza necessaria a ripristinare il volume di accumulo nel tempo di progetto. Resta fermo che una pompa di calore dedicata in prevalenza a usi diversi dal riscaldamento, come il solo calore di processo o una piscina, non rispetterebbe il vincolo.

Cosa deve documentare la relazione tecnica

La verifica è proporzionata alla taglia dell'intervento e rientra nella logica della relazione tecnica semplificata per le piccole potenze. Per superare l'istruttoria del GSE la relazione, firmata da tecnico abilitato, deve riportare in modo chiaro:

  • i carichi termici di progetto in kWt di riscaldamento, ACS ed eventuali altri usi, da un calcolo termotecnico;
  • il contributo in potenza fornito dalla pompa di calore a ciascun carico;
  • la percentuale di copertura di quei carichi rispetto alla potenza di progetto della macchina (Prated o nominale), con l'indicazione dell'utenza e del servizio.

Va tenuta distinta la relazione sull'uso del calore, dovuta a qualsiasi potenza solo quando la pompa serve usi non incentivabili o convive con generatori non rinnovabili.

Un esempio pratico

Una pompa di calore aria/acqua da 12 kWt sostituisce la caldaia a gas e copre riscaldamento e ACS. Il carico termico di progetto invernale dell'edificio è di circa 10 kWt.

VoceValore
Potenza della pompa di calore (Prated)12 kWt
Carico di progetto, climatizzazione invernale10 kWt
Quota di potenza destinata al riscaldamentocirca 83%
Soglia di prevalenza richiesta51%
Esito della verificaPrevalenza dimostrata

Il carico invernale assorbe da solo circa l'83% della potenza utile della macchina, ben oltre il 51%. Il tecnico può quindi dichiarare e motivare che la pompa di calore è dimensionata sul fabbisogno di riscaldamento dell'involucro e che l'ACS è un servizio accessorio e non simultaneo, senza determinare analiticamente una potenza ACS convenzionale. Per la modulistica aggiornata resta il riferimento alla pagina Conto Termico del GSE.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 8 comma 1 lett. a) e comma 3; Regole Applicative, Paragrafo 12.7 e nota 36; Webinar 03/02/2026 e 16/04/2026

Vedi tutte le FAQ di "INTERVENTI TITOLO III (Fonti Rinnovabili)"
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