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#227In un'attività produttiva senza impianto termico, posso sostituire una caldaia a gas per produzione di vapore con una PdC elettrica?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

No. In un'attività priva di impianto di climatizzazione invernale non si può sostituire una caldaia a vapore di processo con una pompa di calore e accedere al Conto Termico. Manca il prerequisito di un impianto di riscaldamento esistente e funzionante da sostituire, e la sola produzione di vapore di processo non è incentivabile per le pompe di calore.

Conto Termico 3.0: serve un impianto di climatizzazione invernale preesistente e funzionante, un'attività produttiva non riscaldata non è ammissibile

Perché l'intervento non è ammissibile?

Il Conto Termico è un meccanismo edificio-centrico: l'intervento III.A consiste nella sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale esistente, non nella semplice sostituzione di un generatore di processo.

Una caldaia a vapore al servizio esclusivo della produzione, in un'attività priva di riscaldamento degli ambienti, non rientra in questa definizione. Vengono quindi a mancare due requisiti insieme: l'impianto di riscaldamento da sostituire e la destinazione prevalente al riscaldamento.

Il prerequisito dell'impianto di riscaldamento preesistente

Per accedere agli incentivi del Titolo III, l'edificio, la parte di edificio o l'unità immobiliare deve risultare, alla data di presentazione dell'istanza, già dotato di un impianto di climatizzazione invernale esistente e funzionante (D.M. 7 agosto 2025, articolo 4).

L'impianto deve fisicamente esistere, essere allacciato e destinato a riscaldare i volumi dell'edificio.

In un capannone o in un'attività produttiva non riscaldata questo prerequisito non è soddisfatto, quindi la rimozione di un generatore di puro processo per installare una pompa di calore non è ammissibile.

Cosa significa impianto "esistente e funzionante"?

Non basta che ci sia un generatore qualsiasi: deve trattarsi di un impianto destinato alla climatizzazione invernale degli ambienti, attivo e utilizzato.

In sede di controllo il GSE chiede documentazione fotografica e tecnica che attesti la situazione ante-operam, comprese le targhe del generatore sostituito e la destinazione al riscaldamento.

Un impianto dismesso, mai installato o destinato solo al processo non soddisfa il requisito. Questo distingue la sostituzione incentivata da una nuova installazione in un edificio prima non riscaldato, che resta fuori dal perimetro del III.A.

Un esempio pratico

Un'officina con un capannone non riscaldato e una caldaia che produce solo vapore non può accedere al Conto Termico installando una pompa di calore al posto della caldaia: non c'è un impianto di riscaldamento da sostituire.

Diverso il caso di un laboratorio già riscaldato con radiatori alimentati da una caldaia a gas: qui l'impianto di climatizzazione invernale esiste, e sostituire la caldaia con una pompa di calore che riscalda gli ambienti è ammissibile, come illustrato nella FAQ sulla sostituzione di una caldaia a gas con pompa di calore.

Si aggiunge il vincolo sulla destinazione d'uso

Anche superando il primo ostacolo resterebbe il secondo: sostituire una caldaia a vapore per produrre lo stesso calore di processo configurerebbe un intervento a solo uso di processo, che per le pompe di calore non è ammesso, come spiegato nella FAQ sulla sostituzione per il solo uso di processo.

Perché l'intervento sia incentivabile servono entrambe le condizioni: un impianto di riscaldamento preesistente e la prevalenza della climatizzazione invernale sul nuovo generatore, secondo il criterio descritto nella FAQ sul vincolo del 51% della potenza.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 4; Regole Applicative, Paragrafo 8; Webinar GSE 3 febbraio 2026

Vedi tutte le FAQ di "INTERVENTI TITOLO III (Fonti Rinnovabili)"
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