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#194Come si definiscono bassa e media temperatura nel Conto Termico 3.0 e quali dati di efficienza (W35 o W55) usare per la pompa di calore?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

Ai fini del Conto Termico 3.0 esistono due soli livelli. La bassa temperatura è la mandata a 35°C (W35), la media temperatura la mandata a 55°C (W55). I 45°C non sono una classe, ma la soglia di esenzione dalle valvole termostatiche. A decidere è il terminale: radianti e ventilconvettori vanno a W35, radiatori, aerotermi e UTA a W55.

Conto Termico 3.0: bassa temperatura W35 (mandata 35°C) e media temperatura W55 (mandata 55°C); i 45°C sono solo la soglia di esenzione dalle valvole termostatiche

Le due sole temperature di riferimento: W35 e W55

Le pompe di calore aria/acqua sono macchine idroniche provate secondo il Regolamento UE 813/2013, che fissa due condizioni standard per misurare le prestazioni:

  • Bassa temperatura (W35): mandata dell'acqua a 35°C con ritorno a 30°C, tipica degli impianti a pannelli radianti e a ventilconvettori.
  • Media temperatura (W55): mandata a 55°C con ritorno a 47°C, necessaria quando ci sono radiatori.

È a queste due condizioni che il costruttore dichiara SCOP, Prated ed efficienza stagionale (ηs) sulla scheda Ecodesign. Sono i valori che il tecnico trascrive per il calcolo dell'incentivo. Non esistono livelli intermedi: ogni impianto va ricondotto a uno dei due.

Perché i 45°C non sono una classe di temperatura

L'idea che la media temperatura corrisponda a 45°C è un equivoco diffuso. Il valore di 45°C compare davvero nel D.M. 7 agosto 2025 (Allegato 1, Paragrafo 3), ma per una ragione diversa: è la soglia che fa scattare l'esenzione dall'obbligo di installare le valvole termostatiche a bassa inerzia.

Il Decreto le richiede su tutti i corpi scaldanti, tranne negli impianti progettati e realizzati con temperatura media del fluido termovettore inferiore a 45°C. È quindi un parametro che riguarda la termoregolazione locale, non la prova di efficienza della macchina. Sugli obblighi di regolazione conviene vedere quali sistemi di regolazione della temperatura sono ammessi dal CT.

È il terminale a decidere, non la macchina

Il punto che genera più dubbi è proprio questo: la classe non dipende dalla temperatura massima che la pompa di calore è capace di raggiungere, ma dal terminale di emissione fisicamente installato, che impone la reale temperatura di esercizio del circuito. La regola applicativa del GSE è netta: con ventilconvettori o pannelli radianti si usa la bassa temperatura (35°C); con radiatori, aerotermi industriali o altre tipologie si usa la media temperatura (55°C).

Non si tratta di una libera scelta del tecnico. Il GSE verifica la coerenza fra i dati dichiarati e l'impianto reale. I controlli del portale intercettano le incongruenze, come nel caso dell'errore di calcolo con i dati a bassa temperatura.

Quale valore di efficienza usare: W35 o W55?

I valori non si stimano e non si scelgono in modo discrezionale: si trascrivono dalla scheda prodotto Ecodesign, verificabile anche nel catalogo degli apparecchi prequalificati del GSE, dove SCOP, Prated ed ηs sono dichiarati separatamente per il funzionamento a 35°C e a 55°C. Le tabelle dei requisiti minimi dell'Allegato 1 (Tabelle 3 e 4) prevedono per i sistemi idronici due sole diciture. La prima, "aria/acqua", è la categoria generale e corrisponde alla media temperatura (W55); la seconda, "aria/acqua a bassa temperatura", corrisponde al W35.

I requisiti minimi di efficienza stagionale cambiano tra i due livelli, con la bassa temperatura più esigente:

Categoria (Reg. UE 813/2013)Condizioneηs minimaSCOP minimo
Aria/acqua (media temperatura)W55110%2,825
Aria/acqua a bassa temperaturaW35125%3,2

Le pompe di calore acqua/acqua e salamoia/acqua hanno soglie proprie, più alte, nelle stesse tabelle. Su a quali condizioni di prova va riferito lo SCOP (clima average, UNI EN 14825) puoi vedere la FAQ dedicata su SCOP e condizioni di riferimento. Sul rapporto tra efficienza stagionale e SCOP c'è la FAQ su efficienza media stagionale e SCOP.

Le pompe di calore "ad alta temperatura"

Non esiste una categoria "alta temperatura" a sé stante. Una pompa di calore capace di erogare 65°C o 80°C, pensata per i vecchi impianti a radiatori in ghisa, è pienamente ammessa agli incentivi, ma viene trattata come media temperatura. Il GSE ha chiarito che tutte le applicazioni con temperature di progetto sicuramente superiori ai 35°C ricadono nei 55°C.

In concreto, chi installa una pompa di calore da 80°C su un impianto a termosifoni deve reperire la scheda Ecodesign, estrarre Prated, ηs e SCOP dichiarati a media temperatura (W55), verificare che l'ηs a 55°C sia almeno 110% e usare quei valori per il calcolo. I dati a 65°C o 80°C non costituiscono uno standard normativo per il Conto Termico e vanno ignorati.

Il caso delle UTA e degli aerotermi

Le Unità di Trattamento Aria rientrano di norma nella media temperatura (W55), come aerotermi e radiatori, perché per cedere calore all'aria lavorano con acqua più calda dei sistemi radianti, di solito a 45-55°C o oltre. Si classificano in bassa temperatura solo se le batterie di scambio sono state appositamente sovradimensionate per funzionare a 35°C, una scelta che, come ha detto il GSE, "questo lo sa solo il progettista", che se ne assume la responsabilità in relazione tecnica.

La categoria indicata a portale va sempre giustificata con la documentazione di progetto:

  • la relazione tecnica con gli schemi funzionali e i terminali, obbligatoria dai 35 kWt;
  • l'asseverazione del tecnico oltre i 35 kW;
  • la certificazione del produttore con le prestazioni riferite proprio a 55°C o a 35°C, in coerenza con la categoria scelta.

Impianti con terminali misti e sostituzioni parziali

Quando un'unica pompa di calore serve terminali di tipo diverso, per esempio un circuito a radiatori e uno a pannelli radianti, comanda il terminale più svantaggiato, quello che pretende la mandata più alta. Se ci sono radiatori, la macchina è costretta a produrre acqua a 55°C, quindi va classificata a media temperatura (W55). Sono poi le valvole miscelatrici di zona ad abbassare la temperatura per il circuito radiante. Su quei valori W55 si calcolano sia i requisiti minimi sia l'incentivo.

Diverso è il caso delle sostituzioni parziali, in cui la nuova pompa di calore serve solo una zona termica. Qui conta soltanto la zona effettivamente servita: se la macchina alimenta solo i ventilconvettori (lasciando, ad esempio, una vecchia caldaia sui radiatori di un'altra zona) lavora di fatto in bassa temperatura e si usano i dati W35; se è dedicata alla zona dei radiatori si usano i dati W55. L'algoritmo, infatti, determina l'energia incentivata sul singolo generatore, con la formula Ei = Qu × [1 − (1/SCOP)] × kp, compilata con Prated e SCOP letti alla temperatura del reale carico del modulo. Le regole per tenere distinte o sommare le macchine sono nella FAQ sulla sostituzione parziale con più pompe di calore.

Configurazione dell'impiantoClasse e dati da usare
Solo pannelli radianti o ventilconvettoriBassa temperatura, dati W35
Misto radiatori + radiante (un solo generatore)Media temperatura, dati W55
Solo radiatori, aerotermi o UTAMedia temperatura, dati W55
Sostituzione parziale: PdC solo sui ventilconvettoriBassa temperatura, dati W35
Sostituzione parziale: PdC solo sui radiatoriMedia temperatura, dati W55

Un esempio pratico

Tre situazioni ricorrenti, per fissare la regola.

Nella prima, una villetta ha un impianto misto: pannelli radianti al piano terra e radiatori al primo piano, serviti da un'unica pompa di calore. Poiché ci sono i radiatori, la macchina deve produrre acqua a 55°C: si classifica a media temperatura e a portale si inseriscono Prated e SCOP letti a W55, anche se una parte dell'edificio è a pavimento.

Nella seconda, un capannone artigianale è riscaldato da due UTA che lavorano con acqua a 50°C. Superando i 35°C, l'impianto va in media temperatura (W55), con i dati testati a 55°C. Rientrerebbe in bassa temperatura solo se il progettista avesse dimensionato le batterie per i 35°C, dichiarandolo in relazione.

Nella terza, un condominio con termosifoni in ghisa installa una pompa di calore "ad alta temperatura" da 80°C. È ammessa, ma per l'incentivo si usano i valori dichiarati a 55°C, con ηs almeno 110%, ignorando i dati a 80°C.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Allegato 1 Paragrafo 3 (Tabelle 3 e 4) e soglia valvole termostatiche; Regolamento UE 813/2013; Regole Applicative CT 3.0, Paragrafo 9.9.3 e Tabelle 23 e 27; Webinar GSE 3 febbraio 2026

Vedi tutte le FAQ di "INTERVENTI TITOLO III (Fonti Rinnovabili)"
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