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#524Voglio vendere l'intervento con lo "sconto in fattura" e incassare io l'incentivo, ma il calcolatore GSE dà importi arrotondati: come emetto la fattura senza la cifra esatta?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

Nel Conto Termico non esiste lo sconto in fattura: la fattura resta intera, per l'intero valore delle spese ammissibili, mentre il mandato all'incasso è solo il modo in cui viene pagata. L'importo esatto lo calcola il Portaltermico al centesimo prima che tu carichi i documenti, quindi la stima arrotondata non entra mai in fattura.

Sconto in fattura nel Conto Termico 3.0: l'importo esatto dell'incentivo si legge nella Tabella Incentivi del Portaltermico, mentre la fattura resta intera

Lo "sconto in fattura" del Conto Termico non è quello dei bonus edilizi

Il primo nodo da sciogliere è lessicale e ha conseguenze pratiche pesanti. Nelle ristrutturazioni edilizie lo sconto in fattura era un istituto fiscale con cui il fornitore riduceva davvero il corrispettivo dovuto dal cliente e ne recuperava l'equivalente come credito d'imposta. Lì l'imponibile scendeva davvero, quindi senza la cifra esatta la fattura non si poteva proprio scrivere.

Il Conto Termico funziona in un altro modo. Lo strumento che ti serve è il mandato irrevocabile all'incasso, con cui il cliente resta Soggetto Responsabile, ma incarica te di riscuotere il credito verso il GSE. Le Regole Applicative lo dicono in modo netto: la fattura va emessa «con importo pari al valore delle spese ammissibili indicato sul portale per l'intervento per il quale si intende richiedere l'incentivo», mentre il suo pagamento si dimostra «computando l'importo dell'incentivo netto oggetto del mandato irrevocabile all'incasso e il bonifico per la quota complementare saldata dal Soggetto Responsabile».

L'incentivo, insomma, non abbatte nulla ed è solo una delle due fonti che saldano una fattura rimasta piena. L'IVA si applica sull'intero imponibile, la spesa ammissibile dichiarata a portale coincide con il totale del documento e il cliente vede scritto in fattura il prezzo pieno del lavoro. Quello che tu gli anticipi è la liquidità, non un ribasso.

Dove si legge l'importo esatto dell'incentivo?

Il calcolatore commerciale che usi in fase di preventivo serve a orientare la trattativa, non a scrivere documenti fiscali. La cifra buona te la dà il Portaltermico stesso mentre compili la richiesta ed è calcolata al centesimo sui dati che hai dichiarato. Le Regole Applicative descrivono così quel passaggio: «Sulla base dei dati dichiarati in fase di compilazione, il Portaltermico effettua in automatico il calcolo degli incentivi potenzialmente riconoscibili in relazione a ciascuno degli interventi indicati nell'istanza».

Nel percorso di accesso diretto quel numero compare allo Step 13, la Tabella Incentivi, mentre il caricamento della fattura e delle ricevute di bonifico avviene solo allo Step 15. Fra i due passaggi puoi uscire dalla compilazione e riprenderla in seguito, il portale conserva la richiesta e ti lascia rientrare per modificarla. È questa finestra a risolvere il tuo problema, perché prima leggi l'importo e poi emetti il documento.

Attenzione a una parola che le stesse Regole usano per quel valore: la richiesta precompilata riporta «la tabella recante l'importo indicativo degli incentivi riconoscibili». Indicativo perché resta esposto all'istruttoria, non perché sia arrotondato.

La sequenza che fa quadrare fattura, bonifico e incentivo

Nella pratica di un intervento residenziale l'ordine delle operazioni è quello che segue e conviene rispettarlo alla lettera.

  1. Concludi i lavori e fissa la data di conclusione dell'intervento, da cui decorrono i 90 giorni per presentare la richiesta.
  2. Compila la richiesta sul Portaltermico fino alla Tabella Incentivi, indicando come spesa ammissibile il valore che andrà in fattura.
  3. Annota l'incentivo lordo calcolato dal sistema e ricava il netto sottraendo il corrispettivo del GSE (il punto successivo).
  4. Emetti la fattura per l'intero importo, con il riferimento al D.M. 7 agosto 2025 e la descrizione chiara dell'intervento incentivato.
  5. Fai eseguire al cliente il bonifico della sola quota complementare, cioè totale fattura meno incentivo netto, da un conto a lui intestato.
  6. Torna a portale, carica fattura, ricevuta e mandato, invia la richiesta entro i 90 giorni.

Sul bonifico si gioca metà dell'esito della pratica. La causale deve richiamare il D.M. 7 agosto 2025, il numero e la data della fattura, i codici identificativi di chi paga e di chi incassa. Non deve invece contenere alcun riferimento alle detrazioni fiscali: il modello di bonifico parlante per ristrutturazione o riqualificazione fa decadere il diritto all'incentivo, mentre sanarlo richiede un iter documentale lungo.

L'incentivo netto vale meno del lordo, per via dell'1%

Qui inciampa buona parte di chi vende l'intervento con l'incentivo anticipato. Il numero che leggi nella Tabella Incentivi è il lordo, mentre il mandato ha per oggetto l'importo netto. La differenza è il corrispettivo dovuto al GSE per la gestione della pratica. L'articolo 18, comma 3 del decreto lo fissa in «un corrispettivo pari all'1% del valore del contributo totale spettante al medesimo soggetto», trattenuto direttamente dalle rate «fino a una somma massima pari a 250 euro». Il contratto tipo aggiunge che quel corrispettivo «verrà fatturato e trattenuto dal GSE a valere sull'importo ovvero sulla prima rata», quindi con l'IVA di legge dove dovuta.

Anche il modello di mandato lo mette nero su bianco: il GSE pagherà il credito «al netto dei corrispettivi spettanti al GSE» direttamente al mandatario. Se calcoli la quota complementare del cliente sul lordo, quei pochi euro resteranno scoperti e la quadratura fra fattura, bonifici e incentivo non tornerà. Il GSE su questo è categorico: «La somma fra gli importi dei bonifici e dell'incentivo NETTO deve coincidere con l'importo riportato in fattura».

E se il GSE rimodula l'incentivo durante l'istruttoria?

È lo scenario che va previsto nel contratto con il cliente, prima ancora che in fattura. Il contratto tipo avverte che «l'importo dell'incentivo potrà essere oggetto di rimodulazione da parte del GSE in esito alle attività istruttorie», mentre le Regole Applicative precisano che gli errori nei dati caricati «potranno essere oggetto di correzione da parte del GSE, anche mediante richieste di integrazione, ai fini della rimodulazione dell'incentivo da erogare». L'ammontare diventa definitivo solo con il provvedimento di ammissione, che l'articolo 7.2 del contratto indica come la sede in cui l'incentivo «è determinato». L'istruttoria si chiude entro 60 giorni, che diventano 120 nei casi complessi, prima che scattino i tempi bimestrali di pagamento.

Se il riconosciuto scende sotto lo sconto che hai già praticato, la strada lineare è il conguaglio: il cliente ti versa la differenza con un secondo bonifico ordinario, con la stessa causale conforme del primo, così il totale incassato torna a coincidere con la fattura. Conviene metterlo nero su bianco nel contratto di appalto, con un termine preciso, perché il rischio dell'istruttoria altrimenti resta tutto tuo.

La tentazione opposta, cioè emettere una nota di credito per abbassare la fattura fino al minor incentivo, è la mossa da evitare. Le Regole chiedono che la somma degli importi in fattura coincida con la spesa consuntivata a portale, quindi ridurre il documento significa ridurre la spesa ammissibile dichiarata, con il rischio di dover rimettere mano alla pratica e di far scendere ancora l'incentivo, che comunque non può superare il 65% delle spese sostenute.

Un esempio pratico

Sostituzione di una caldaia con una pompa di calore aria/acqua in un'abitazione, spesa ammissibile 9.800 euro IVA 10% inclusa. In Tabella Incentivi il portale calcola un incentivo lordo di 4.216,50 euro, erogato in rata unica perché sotto i 15.000 euro.

VoceImportoChi paga
Totale fattura al cliente9.800,00 €pari alla spesa dichiarata a portale
Incentivo lordo da Tabella Incentivi4.216,50 €calcolo del Portaltermico
Corrispettivo GSE 1% più IVA51,45 €trattenuto dal GSE
Incentivo netto al mandatario4.165,05 €GSE all'installatore
Quota complementare da bonificare5.634,95 €cliente, bonifico ordinario

Lo sconto commerciale che comunichi al cliente è dunque di 4.165,05 euro, non di "circa 4.200". Se in istruttoria il GSE riconoscesse 4.000 euro lordi, il netto scenderebbe a circa 3.951 euro e il cliente ti verserebbe la differenza di circa 214 euro con un secondo bonifico. La fattura, in entrambi gli scenari, resta quella da 9.800 euro. Un ultimo controllo che conviene fare a monte: l'incentivo non può eccedere il 65% delle spese sostenute, mentre qui siamo al 43%, quindi il tetto non morde.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 11 comma 1, Art. 14 comma 2 lettera a, Art. 18 comma 3; Regole Applicative, Paragrafi 5.1, 5.2, 12.2, 12.3.1; Contratto tipo Conto Termico - Accesso diretto, Articoli 3.2, 7.2, 7.3 e 7.4; Modello 12 Mandato irrevocabile all'incasso, Art. 2; Guida all'utilizzo del Portale CT 3.0

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