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#342È possibile procedere con acquisti mediante carta di credito/bancomat dimostrando che è riconducibile al SR?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

Sì, il Conto Termico 3.0 ammette carta di credito e bancomat, ma dentro un perimetro preciso, cioè spese sostenute in un unico pagamento e fino a 5.000 euro. Oltre alla ricevuta della transazione serve documentazione aggiuntiva, come l'estratto conto, che riconduca in modo univoco la carta utilizzata al Soggetto Responsabile della pratica.

I due limiti da rispettare

Il paragrafo 12.2 delle Regole Applicative fissa le condizioni. La spesa deve essere saldata in un unico pagamento, senza acquisti frazionati in più transazioni per restare sotto soglia. Il tetto è di 5.000 euro per la spesa così sostenuta. Sopra quel valore, o per pagamenti a rate, si torna al bonifico dal conto intestato al Soggetto Responsabile, con la causale conforme ai requisiti.

Il senso della regola sta nella tracciabilità. Tutta la disciplina dei pagamenti del Conto Termico ruota attorno a un principio, il denaro deve provenire in modo dimostrabile dal Soggetto Responsabile; il bonifico lo prova con l'ordinante in ricevuta, la carta lo prova con la documentazione integrativa. Per la stessa ragione il contante non compare tra i mezzi di pagamento che le Regole contemplano: una spesa saldata in contanti resta priva della prova che il paragrafo 12.2 richiede.

Come si dimostra la riconducibilità?

La ricevuta POS da sola non dice al GSE di chi sia la carta utilizzata. Per questo va allegata documentazione integrativa che colleghi lo strumento di pagamento al Soggetto Responsabile, tipicamente l'estratto conto della carta o del conto d'appoggio, dove risultino l'intestazione e la transazione, oppure una dichiarazione dell'istituto emittente con i dati del titolare.

Occhio ai casi in cui la titolarità non coincide. La carta del coniuge, del socio o dell'amministratore che paga a titolo personale non è riconducibile al Soggetto Responsabile e il pagamento rischia l'inammissibilità, esattamente come accade con un bonifico ordinato dal conto corrente sbagliato. Per le imprese la strada pulita è la carta aziendale agganciata al conto della società; per i privati la carta personale di chi presenta la domanda, cioè dell'intestatario della pratica sul Portaltermico.

La carta sostituisce inoltre solo il bonifico e non il resto della documentazione. Serve comunque la fattura intestata al Soggetto Responsabile, con i suoi requisiti di descrizione; l'intero fascicolo va poi conservato per tutta la durata dell'incentivo più i 5 anni successivi all'erogazione dell'ultima rata, disponibile per i controlli del GSE.

Cosa fare sopra i 5.000 euro o con più pagamenti

Fuori dal perimetro della carta si rientra nella regola generale dei pagamenti. Sopra i 5.000 euro, o quando la spesa viene saldata in più tranche, il pagamento va fatto con bonifico bancario o postale dal conto corrente intestato al Soggetto Responsabile, che deve risultare l'ordinante. Non è possibile spezzare un acquisto più grande in due o più operazioni con carta per rientrare sotto soglia: il tetto e il vincolo dell'unico pagamento valgono insieme, pensati proprio contro il frazionamento.

Il resto della disciplina dei pagamenti resta valido. L'ordinante deve coincidere con il Soggetto Responsabile, salvo le eccezioni di leasing, tutore del minore o inabile e conto cointestato. La somma degli importi, poi, deve corrispondere alla spesa consuntivata sulla scheda di ammissione, qualunque sia il mix di strumenti usati: una fattura pagata con carta e un'altra con bonifico convivono senza problemi nella stessa pratica, purché ciascuna rispetti le regole del proprio canale.

La carta di credito, insomma, è una comodità per le spese minute, non una scorciatoia per aggirare i controlli sull'origine del denaro. Nella pratica la si vede soprattutto sugli acquisti di apparecchi di piccola taglia, dove l'importo sta naturalmente sotto la soglia e il fornitore lavora con pagamento immediato.

Tempi dei pagamenti e alternativa del mandato

Conviene inquadrare anche il calendario, perché lo strumento di pagamento non cambia le scadenze. In accesso diretto la richiesta va presentata entro 90 giorni dalla conclusione dell'intervento e la dilazione dei pagamenti può protrarsi fino a 120 giorni, con l'eccezione delle prestazioni professionali; solo per i soggetti privati è ammessa una dilazione più lunga, a condizione che l'ultima quota pagata superi il 10% della spesa totale sostenuta.

Chi salda con carta chiude tipicamente in un'unica soluzione al momento dell'acquisto, quindi non incontra il problema; chi combina più strumenti su fatture diverse deve invece tenere d'occhio le date di tutti i pagamenti, perché è l'ultimo a definire la posizione della pratica rispetto ai termini.

Per chi invece non vuole o non può anticipare l'intera somma, la strada da valutare è il mandato irrevocabile all'incasso: l'incentivo netto viene ceduto direttamente all'installatore a saldo della fattura, con il bonifico del Soggetto Responsabile limitato alla quota complementare. È uno strumento con regole sue, riservato all'accesso diretto e a un unico mandatario, ma copre proprio le situazioni in cui la spesa supera la disponibilità immediata di cassa.

Un esempio pratico

Un privato sostituisce lo scaldacqua elettrico con uno scaldacqua a pompa di calore da 2.800 euro e paga con la carta di credito in un'unica transazione al momento della consegna. Alla domanda sul Portaltermico allega la fattura intestata a sé, la ricevuta del pagamento e l'estratto conto della carta da cui risultano il suo nome e l'addebito di 2.800 euro. Pratica conforme, con i documenti che restano nel cassetto per i cinque anni successivi all'ultima rata.

Se lo stesso privato avesse pagato 6.000 euro di infissi in due transazioni da 3.000, il pagamento non sarebbe ammissibile, perché unico pagamento e tetto di 5.000 euro valgono insieme. E se avesse usato la carta della moglie per lo scaldacqua, la spesa non sarebbe riconducibile a lui: in entrambi i casi la soluzione era un bonifico ordinario dal proprio conto, con il riferimento al decreto e alla fattura in causale.

Lo schema regge identico per un'impresa. Il titolare che paga 4.200 euro di stufa a pellet per l'agriturismo con la carta aziendale allega l'estratto conto della società e resta nel perimetro; se la carta fosse la sua personale, il pagamento nascerebbe dal soggetto sbagliato e la pratica partirebbe zoppa.

Fonti: Regole Applicative, Paragrafo 12.2 e Paragrafo 3.5

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