Vai al contenuto principale

Workshop CT 3.0 — Corso disponibile! Iscriviti ora

AggiornataObbligatorietà

#102Il risparmio di energia primaria (10% o 20%) va calcolato sul singolo servizio o globale di tutto l'edificio?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

Il risparmio del 10% o del 20% si calcola sulla domanda di energia primaria globale dell'edificio, l'indice EPgl,nren, considerando tutti i servizi energetici valutati nell'APE. Non si guarda al singolo servizio su cui intervieni, ad esempio il solo riscaldamento, ma alla prestazione complessiva dell'immobile confrontando la situazione ante e post-operam.

Cosa chiede esattamente il decreto

Il requisito nasce dall'articolo 25, comma 1 del decreto, che ammette agli incentivi gli interventi di efficienza energetica delle imprese "in grado di determinare una riduzione della domanda di energia primaria di almeno il 10% rispetto alla situazione precedente all'investimento", soglia che sale al 20% in caso di multi-intervento.

Il perimetro soggettivo è quello delle imprese e degli ETS economici che intervengono con il Titolo II su edifici del terziario. Le PA, gli ETS non economici e i privati non imprenditori ne restano fuori: per loro il requisito di risparmio minimo non si applica, fermo restando ogni altro requisito tecnico delle schede.

La domanda del titolo nasce da una prassi diffusa nei calcoli di fattibilità, dove il risparmio si stima spesso sul servizio toccato dall'intervento. Ai fini del Conto Termico quella stima non basta, perché la norma guarda altrove.

Lo stesso comma indica anche lo strumento di prova: per la verifica della domanda di energia primaria "fa fede l'attestato di prestazione energetica (A.P.E.)" redatto prima e dopo l'intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata. Non basta quindi un APE qualunque, serve l'asseverazione del certificatore.

La verifica si legge sull'indice EPgl,nren dei due attestati. Da qui l'importanza di registrare l'APE ante prima dell'avvio dei lavori, perché un attestato tardivo non fotografa più la situazione precedente all'investimento.

Perché si misura l'edificio intero e non il singolo servizio

L'indice EPgl,nren è per definizione globale. Per gli edifici non residenziali somma il fabbisogno annuo di energia primaria non rinnovabile di tutti i servizi valutati nell'attestato: climatizzazione invernale ed estiva, acqua calda sanitaria, ventilazione, illuminazione e trasporto di persone o cose, quando presenti. Il risultato si esprime in kWh/m² anno, o in kWh/m³ anno secondo la tipologia. È lo stesso indice che compare nel riquadro principale dell'APE, quindi il riscontro non richiede elaborazioni aggiuntive, basta leggere i due attestati.

Misurare il solo servizio su cui si interviene falserebbe il conto, perché un intervento efficace su un servizio marginale potrebbe superare la soglia sulla carta senza migliorare davvero l'edificio. La logica del Conto Termico è edificio-centrica: l'immobile viene valutato nel suo complesso prima e dopo, così il beneficio dichiarato è reale.

C'è anche il rovescio della medaglia, che qualche progettista scopre a proprie spese. Se l'edificio ha servizi molto energivori che l'intervento non tocca, per esempio un'illuminazione obsoleta, il denominatore resta alto e il taglio percentuale dell'indice globale diventa più difficile da raggiungere con una sola opera.

Le due soglie: 10% e 20%

La percentuale richiesta dipende da quante opere del Titolo II realizzi sullo stesso edificio:

  • 10% per l'intervento singolo, ad esempio la sola sostituzione degli infissi o il solo cappotto;
  • 20% per il multi-intervento, cioè due o più opere del Titolo II realizzate insieme.

La soglia più alta del multi-intervento non è una penalizzazione, è la contropartita di aliquote più generose: chi combina più opere accede a percentuali incentivate maggiori, quindi il decreto pretende un salto di prestazione proporzionato.

Le schede delle Regole Applicative declinano il requisito tipologia per tipologia, con un dettaglio che vale la pena fissare.

InterventoRiduzione richiesta alle imprese
II.B serramenti, II.C schermature, II.F building automation10% singolo, 20% in multi-intervento
II.D trasformazione nZEB20%
II.H fotovoltaico con accumulo20%

Sempre per le imprese valgono altri due paletti dell'articolo 25. Il primo esclude dagli incentivi gli interventi che installano apparecchiature alimentate a combustibili fossili, gas naturale compreso. Il secondo impone di presentare la richiesta preliminare di accesso prima dell'avvio dei lavori, con le informazioni minime che il comma 3 elenca.

I dettagli su soglie, perimetro e intensità sono nel pillar su cosa devono garantire imprese ed ETS economici, mentre il quadro generale dei documenti è in diagnosi e APE ante e post.

Come blindare la verifica in pratica

Tre accortezze operative evitano brutte sorprese in istruttoria. Primo, commissiona i due APE allo stesso certificatore o almeno con lo stesso software e le stesse assunzioni, perché differenze di metodo tra ante e post possono falsare il confronto percentuale.

Secondo, fai stimare il salto atteso prima di firmare i contratti: se la simulazione dell'EPgl,nren post si ferma a un taglio del 8% su un intervento singolo, meglio saperlo prima e valutare un'opera aggiuntiva che porti il pacchetto oltre il 20% da multi-intervento.

Terzo, conserva entrambi gli attestati con i libretti di calcolo, perché in caso di controllo il GSE riscontra proprio la coerenza tra gli indici dichiarati e la documentazione tecnica. La conservazione segue la regola generale del meccanismo, tutta la durata dell'incentivo più i 5 anni successivi all'ultima rata.

Se l'esito della stima resta incerto, il passaggio da una diagnosi energetica volontaria aiuta a scegliere il pacchetto giusto: il documento simula gli scenari di intervento e la loro incidenza sull'indice globale, trasformando la soglia da scommessa a obiettivo di progetto.

Un esempio pratico

Un'impresa alberghiera sostituisce solo gli infissi del proprio edificio in categoria D/2, un intervento II.B su un immobile pienamente dentro l'ambito terziario. L'APE ante, asseverato dal certificatore, indica un EPgl,nren di 180 kWh/m² anno, calcolato su riscaldamento, raffrescamento, acqua calda e gli altri servizi dell'edificio.

Per rispettare la soglia del 10% dell'intervento singolo, l'APE post deve scendere ad almeno 162 kWh/m² anno di indice globale. Non basta dimostrare che il fabbisogno del solo riscaldamento è calato: la riduzione va letta sull'indice complessivo, altrimenti l'intervento non è ammissibile.

Se la simulazione preliminare si fermasse a 168 kWh/m², l'impresa avrebbe due strade: rinforzare l'intervento sugli infissi o aggiungere una seconda opera del Titolo II, per esempio il relamping, accettando la soglia del 20% del multi-intervento, ma partendo da un pacchetto molto più incisivo. Con 180 di partenza servirebbe arrivare a 144 kWh/m² anno, un obiettivo realistico per infissi e illuminazione insieme su un edificio datato.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 25 comma 1; Regole Applicative, Paragrafo 3.3; Webinar 26 gennaio 2026

Vedi tutte le FAQ di "DIAGNOSI ENERGETICA"
Corso Disponibile

Workshop Conto Termico 3.0

Corso online on-demand

Impara a gestire le pratiche del Conto Termico 3.0 con il corso pratico pensato per professionisti e tecnici del settore. 8 casi pratici sviluppati passo passo.

Iscriviti al Workshop

FAQ Più Utili