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#218Più pompe di calore in cascata: come si calcola l'incentivo del Conto Termico e in quante annualità arriva?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

Con più pompe di calore in cascata l'incentivo totale è la somma di quello dei singoli generatori, ma il coefficiente Ci è unico e si legge sulla somma delle potenze dell'impianto. La stessa somma decide anche la durata, 2 o 5 annualità. Il tetto tecnico resta 2.000 kW per l'intero impianto.

Batteria di pompe di calore in cascata collegate a un unico impianto termico con il calcolo dell'incentivo del Conto Termico

Il principio: incentivi che si sommano, coefficiente che no

In una batteria di pompe di calore in cascata, cioè più macchine della stessa tipologia collegate allo stesso impianto termico, l'energia incentivata si calcola per ogni macchina con i suoi dati di targa e l'incentivo dell'impianto è la loro somma. Fin qui l'intuizione regge. L'errore nasce sul coefficiente economico Ci: non se ne sommano i valori. Il Ci è unico per l'impianto e lo si individua sulla somma delle potenze dei generatori di tipologia analoga, come stabiliscono le Regole Applicative del Conto Termico.

La differenza vale soldi veri, perché il Ci cade a fasce e quello della fascia alta è meno della metà di quello della fascia bassa. Applicare a ogni macchina lo 0,150 della fascia bassa, invece dello 0,060 che spetta quando la somma supera i 35 kW, gonfia l'incentivo di due volte e mezzo e porta al rigetto in fase di controllo. Vediamo la formula, poi un caso numerico chiuso.

La formula del Conto Termico per le pompe di calore

L'incentivo annuo di una pompa di calore segue una formula unica, definita nell'Allegato 2 del D.M. 7 agosto 2025:

Ia,tot = Ei × Ci

Ci è il coefficiente di valorizzazione dell'energia in euro per kWht (Tabella 9), Ei è l'energia termica incentivata prodotta in un anno da ciascun generatore. Ei a sua volta si calcola così:

Ei = Qu × (1 - 1/SCOP) × kp

  • Qu è il calore prodotto in un anno, pari a Prated × Quf. La Prated è la potenza dichiarata dal fabbricante nella Scheda Prodotto Ecodesign, il valore da usare anche quando ci si chiede quale potenza conta per le PdC.
  • Quf è il coefficiente di utilizzo per zona climatica (Tabella 8), cioè le ore convenzionali di funzionamento. Cresce dal Nord meno rigido al Nord alpino.
  • SCOP è il coefficiente di prestazione stagionale in zona climatica media, dedotto dai dati del produttore. È il valore che il portale chiede come efficienza media stagionale.
  • kp è un coefficiente di premialità legato ai Regolamenti Ecodesign europei, il rapporto tra l'efficienza stagionale della macchina e quella minima ammessa sul mercato.

I valori del Quf, presi dalla Tabella 8 dell'Allegato 2, sono questi:

Zona climaticaABCDEF
Quf (ore)6008501.1001.4001.7001.800

Il funzionamento generale della formula, valido anche per la singola macchina, è spiegato in come si calcola l'effettivo incentivo.

Come si legge il coefficiente Ci con più macchine?

Il coefficiente Ci cambia con la tecnologia e con la potenza, quindi per le pompe di calore idroniche tipiche delle cascate i valori di riferimento sono quelli della Tabella 9:

TipologiaFino a 35 kWtOltre 35 kWt
Aria/acqua0,150 €/kWht0,060 €/kWht
Acqua/acqua0,160 €/kWht0,060 €/kWht
Geotermica (salamoia/acqua)0,160 €/kWht0,060 €/kWht

Con più generatori si sommano le potenze Prated della stessa tipologia e, sul totale, si sceglie una sola riga. Tre pompe aria/acqua da 15 kW fanno 45 kW, oltre la soglia dei 35 kW, quindi tutto l'impianto prende lo 0,060 €/kWht, non lo 0,150 delle macchine piccole. Quell'unico coefficiente moltiplica l'energia Ei di ciascun generatore, poi si sommano gli incentivi.

La soglia dei 35 kW vale sul singolo o sulla somma?

La soglia si valuta sulla potenza complessiva dei generatori in cascata, non sulla singola macchina. Il GSE lo ha chiarito: conta il totale dell'impianto, non quanto è piccola la macchina più piccola. Una cascata di due pompe da 20 kW somma 40 kW e ricade a tutti gli effetti nella casistica "oltre 35 kW", anche se nessuna delle due, da sola, supera la soglia.

Il superamento dei 35 kW ha una doppia conseguenza simultanea:

  • cambia il coefficiente Ci, che passa alla fascia superiore (per l'aria/acqua da 0,150 a 0,060 €/kWht);
  • cambia la durata, perché l'incentivo viene erogato in 5 annualità anziché 2.

Chi ragiona per singola macchina finisce quindi per sbagliare due volte, sul coefficiente e sul numero di rate.

In quante annualità arriva l'incentivo?

Il numero di rate dipende dalla potenza termica utile nominale complessiva, secondo la Tabella 1 dell'art. 11, comma 3 del Decreto:

  • 2 annualità se la potenza dell'impianto è fino a 35 kW;
  • 5 annualità se supera i 35 kW.

C'è una semplificazione che conviene ricordare. A prescindere dalla taglia, se l'incentivo complessivo è pari o inferiore a 15.000 € viene erogato in un'unica soluzione, così come avviene sempre quando il beneficiario è una Pubblica Amministrazione o un altro avente diritto. Su questo punto circola una versione datata della FAQ con la soglia sbagliata a 5.000 €: il valore corretto delle Regole Applicative è 15.000 €. Sui tempi materiali del pagamento, dal bimestre alla rata, vedi le tempistiche di erogazione.

Un esempio pratico con i numeri

Prendiamo un caso concreto: un condominio in zona climatica E installa tre pompe di calore aria/acqua da 15 kW in cascata, con SCOP dichiarato 3,7 e coefficiente di premialità kp pari a 1,15.

Prima la potenza dell'impianto: 3 × 15 = 45 kW. Supera i 35 kW, quindi il coefficiente è quello della fascia alta (0,060 €/kWht) e la durata è di 5 anni. Poi l'energia incentivata di una macchina:

  • Qu = Prated × Quf = 15 × 1.700 = 25.500 kWht
  • Ei = 25.500 × (1 - 1/3,7) × 1,15 = 25.500 × 0,730 × 1,15 ≈ 21.400 kWht

L'incentivo annuo di una macchina è Ei × Ci = 21.400 × 0,060 ≈ 1.284 €. Con tre macchine identiche l'impianto vale circa 3.850 € all'anno, erogati in 5 annualità, per un totale intorno ai 19.250 €. Poiché supera i 15.000 €, non arriva in un'unica soluzione, ma nelle cinque rate.

GrandezzaValore
Potenza singola PdC15 kW
Potenza impianto (3 macchine)45 kW (oltre 35)
Quf, zona E1.700
Qu per macchina25.500 kWht
SCOP / kp3,7 / 1,15
Ei per macchina≈ 21.400 kWht
Ci (fascia oltre 35 kW)0,060 €/kWht
Incentivo annuo per macchina≈ 1.284 €
Incentivo annuo impianto≈ 3.850 €
Durata / totale5 anni / ≈ 19.250 €

Ora il confronto che spiega la regola. Se qualcuno leggesse il coefficiente sulla singola macchina da 15 kW, userebbe lo 0,150 e otterrebbe circa 3.210 € l'anno a macchina, quasi 9.600 € l'anno di impianto: il doppio e mezzo del dovuto. È proprio per evitare questa sovrastima che il Conto Termico impone il Ci sulla somma delle potenze.

Come cambia l'incentivo con la zona climatica?

Lo stesso impianto rende cifre diverse a seconda di dove si trova, perché il Quf cresce con la rigidità del clima. Una pompa aria/acqua da 15 kW con SCOP 3,7 e kp 1,15, dentro una cascata sopra i 35 kW (Ci 0,060), produce un incentivo annuo per macchina molto diverso tra il Nord mite e l'arco alpino:

Zona climaticaQufQu per macchinaIncentivo annuo per macchina
B85012.750 kWht≈ 642 €
E1.70025.500 kWht≈ 1.284 €
F1.80027.000 kWht≈ 1.360 €

La stessa macchina rende oltre il doppio in zona F rispetto alla zona B. È un motivo in più per non copiare gli importi visti in altri progetti: la zona climatica dell'edificio entra dritta nel conto.

Il coefficiente di premialità kp, con un calcolo

Il kp è l'unico termine della formula che premia la qualità della macchina, quindi conviene capirlo bene. È il rapporto tra l'efficienza energetica stagionale ηs della pompa di calore e il valore minimo ηs,min ammesso dall'Ecodesign per quella tipologia. Per l'aria/acqua a bassa temperatura il minimo è il 125%: una macchina con ηs dichiarata del 144% ha kp = 144 / 125 = 1,15, il valore usato nell'esempio sopra.

Due conseguenze pratiche. La prima: il kp non è un bonus fisso, va preso dalla scheda tecnica di ogni singolo modello, quindi in una cascata di macchine diverse ogni generatore porta il suo kp nel calcolo della propria Ei. La seconda: una macchina appena sopra il minimo ha kp vicino a 1 e rende molto meno di una macchina di fascia alta, a parità di potenza. La scelta del modello incide sull'incentivo quanto la taglia.

Cascate con macchine di tipologie o taglie diverse

Non tutte le cascate sono fatte di macchine identiche. Qui la regola della somma va applicata con un'attenzione in più: il Ci si individua per tipologia analoga, la durata e il tetto sulla potenza complessiva.

Immagina un impianto con due pompe aria/acqua da 20 kW e una geotermica da 30 kW. Le due aria/acqua sommano 40 kW, quindi leggono lo 0,060 €/kWht della fascia alta; la geotermica, con i suoi 30 kW, resta sotto i 35 kW e legge lo 0,160 €/kWht della fascia bassa della sua tabella. Sono due conti separati, uno per famiglia. La durata, invece, si legge sulla potenza totale dell'impianto (70 kW), quindi 5 annualità per tutti.

Occhio anche al potenziamento del 10% consentito sulla potenza post-intervento: si ragiona sempre sulla Prated, con la verifica che la somma resti nella fascia e sotto il tetto attesi. Le macchine aria/aria (split e multisplit) seguono una tabella a sé e una soglia diversa, i 12 kW della singola unità, come nel caso della sostituzione con più multisplit.

Il tetto di potenza: 2.000 kW per l'intero impianto

Il Conto Termico finanzia interventi di piccola dimensione e pone un limite tecnico netto: la potenza termica nominale complessiva post-operam dell'impianto deve restare fino a 2.000 kWt. In una cascata questo tetto si valuta sulla somma dei generatori, non macchina per macchina.

Il CT 3.0 ha cambiato il modo di contare questa soglia. Si sommano i generatori nuovi e quelli esistenti non sostituiti, ma non si conteggiano più i generatori di puro backup o emergenza, che il vecchio Conto Termico 2.0 includeva. È un ampliamento concreto dei casi ammissibili negli impianti più grandi e articolati. Come si conta esattamente il tetto quando i generatori sono molti è spiegato nel caso potenza massima 2.000 kW come somma dei generatori.

Le altre soglie che scattano sulla potenza complessiva

La logica della somma non riguarda solo il calcolo economico. Anche gli obblighi documentali crescono con la potenza complessiva dell'impianto, non con quella della singola macchina:

  • oltre 35 kW totali serve l'Asseverazione di un tecnico abilitato;
  • oltre 100 kW totali serve la Relazione tecnica di progetto;
  • oltre 200 kW totali scattano la contabilizzazione globale del calore, la diagnosi energetica e l'APE post-operam.

Ogni gradino aggiunge un adempimento e un costo. L'asseverazione impegna un tecnico abilitato sulla conformità dell'intervento, la relazione tecnica descrive il progetto ai fini dell'ammissibilità, la contabilizzazione richiede un contatore di calore dedicato sull'impianto. In una cascata vicina alla soglia vanno messi in conto fin dal preventivo, perché una sola macchina in più può farli scattare tutti insieme.

Su quest'ultima soglia conviene ricordare che i 200 kW si contano sulla potenza dell'impianto e che la contabilizzazione globale sopra i 200 kW segue lo stesso criterio. Quali documenti energetici servono in ciascuna fase lo abbiamo raccolto nel pillar su diagnosi e APE ante e post.

Quanto arriva davvero: massimali e percentuali

L'incentivo riconosciuto è sempre il minore tra il valore della formula e il massimale di spesa. Per i soggetti privati non esiste un tetto assoluto in euro, ma il vincolo del 65% delle spese ammissibili, che taglia verso l'alto il risultato del calcolo. Per le imprese la percentuale dipende dalla taglia, perché parte da un'aliquota base del 45% con le maggiorazioni per gli aiuti di Stato: 65% per le piccole (45% più 20%), 55% per le medie (45% più 10%), 45% per le grandi. I piccoli Comuni e gli edifici pubblici sensibili, come scuole e ospedali, arrivano al 100%. Il quadro completo dei massimali è sul sito del GSE per il Conto Termico.

La premialità del 10% per gli edifici in classe elevata o in specifiche condizioni non si somma in modo lineare alla percentuale base: come agisce quel 10% merita un calcolo a parte per non prendere abbagli. In ogni caso, con una cascata di macchine identiche la struttura del conto non cambia: formula per generatore, somma, massimale.

Gli errori da evitare e il metodo corretto

I quattro inciampi più frequenti nelle pratiche con cascata sono sempre gli stessi:

  • sommare i coefficienti Ci invece di leggerne uno solo sulla somma delle potenze;
  • applicare la soglia dei 35 kW alla singola macchina, sbagliando fascia e annualità;
  • confondere la Prated con la potenza nominale o di targa termica, quando il valore corretto è quello della Scheda Prodotto Ecodesign;
  • fermarsi alla formula senza confrontarla con il massimale di spesa del proprio soggetto.

Il percorso corretto, per qualsiasi cascata, è questo: somma le potenze Prated dei generatori della stessa tipologia; con quel totale scegli la fascia (sotto o sopra i 35 kW) e leggi un solo Ci in Tabella 9; calcola l'energia Ei di ogni macchina con Qu, SCOP e kp, poi somma gli incentivi; leggi la durata sul totale (2 o 5 annualità, unica soluzione sotto i 15.000 €); infine verifica il tetto dei 2.000 kW e il massimale di spesa applicabile.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Allegato 2 (Tabelle 8 e 9) e Art. 11 comma 3; Regole Applicative, Paragrafo sul calcolo dell'incentivo per le pompe di calore; Regolamenti Ecodesign 813/2013 e 2281/2016; Webinar GSE 2026

Vedi tutte le FAQ di "INTERVENTI TITOLO III (Fonti Rinnovabili)"
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