#195In caso di impianto con terminali misti (es. radiante + radiatori, ventilconvettori + radiante), quale criterio determina la classificazione in bassa o media temperatura? Se la PdC lavora a media temperatura ma i terminali funzionano in bassa temperatura, quali parametri considerare per il calcolo dell'incentivo? Il sistema di emissione influisce sulla caratteristica di bassa/media temperatura? In caso di sostituzione parziale con PdC e ventilconvettori, che valore di temperatura usare?
Con terminali misti il criterio è il terminale più svantaggiato, cioè quello che pretende la mandata più alta: se nel circuito ci sono radiatori la pompa di calore va classificata a media temperatura (W55), perché è costretta a produrre acqua a 55°C. Nelle sostituzioni parziali, invece, conta solo la zona effettivamente servita dalla nuova macchina, e i dati possono restare a W35.

Negli impianti misti comanda il terminale più svantaggiato
Quando un'unica pompa di calore serve un impianto con terminali di tipo diverso (per esempio un circuito a radiatori e uno a pannelli radianti), la macchina è fisicamente costretta a produrre l'acqua alla temperatura più alta richiesta dal terminale più esigente. Se ci sono radiatori, che necessitano di almeno 55°C, la pompa di calore lavora a media temperatura e sono poi le valvole miscelatrici di zona ad abbassare la temperatura del fluido prima di immetterlo nel circuito radiante a pavimento.
Di conseguenza, l'apparecchio va inquadrato nella categoria a media temperatura (W55), e su quei valori si calcolano sia i requisiti minimi sia l'incentivo. Il GSE ha chiarito che è responsabilità del progettista riconoscere le reali condizioni operative e applicare i parametri di media temperatura ogni volta che la macchina supera le condizioni tipiche della bassa temperatura.
Il sistema di emissione, quindi, influisce direttamente sulla caratteristica di bassa o media temperatura: è anzi il criterio che la determina, come spiegato nelle definizioni di bassa e media temperatura.
Quali dati usare: il quadro di sintesi
| Configurazione dell'impianto | Classe e dati da usare |
|---|---|
| Solo pannelli radianti o ventilconvettori | Bassa temperatura, dati W35 |
| Misto con radiatori + radianti (un solo generatore) | Media temperatura, dati W55 |
| Solo radiatori o aerotermi | Media temperatura, dati W55 |
| Sostituzione parziale: PdC solo sui ventilconvettori | Bassa temperatura, dati W35 |
| Sostituzione parziale: PdC solo sui radiatori | Media temperatura, dati W55 |
La sostituzione parziale e il calcolo sul singolo generatore
Il Conto Termico 3.0 ammette gli interventi di sostituzione parziale, in cui i nuovi generatori sostituiscono solo una parte del parco esistente e riscaldano zone termiche specifiche. Se la nuova pompa di calore va a servire esclusivamente il circuito dei ventilconvettori (lasciando, per esempio, una vecchia caldaia sui radiatori di un'altra zona), lavora di fatto solo in regime di bassa temperatura, e si usano i dati W35.
Se invece è dedicata alla zona dei radiatori, si usano i dati W55.
Questo perché l'algoritmo determina l'energia termica incentivata agendo sul singolo generatore: la formula Ei = Qu × [1 − (1/SCOP)] × kp va compilata inserendo la potenza Prated e lo SCOP letti dalla scheda Ecodesign alla temperatura corrispondente al reale carico del modulo. Le regole per sommare o tenere distinte le macchine nelle sostituzioni multiple sono descritte nel caso della centrale termica con più caldaie in parallelo e nel calcolo dell'incentivo con più unità a efficienze diverse.
Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Allegato 1, Paragrafo 3 e Tabelle 1, 3, Allegato 2, Paragrafo 2.1; Regole Applicative, Paragrafo 9.9.1 e 9.9.3; Webinar GSE 12/01/2026 e 03/02/2026
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