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#531Il Soggetto Responsabile è la figlia del proprietario dell'immobile che sostituisce il generatore: basta la delega o c'è altro a cui prestare attenzione?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

La delega da sola non basta e non è nemmeno il primo passo. Prima serve che la figlia abbia un titolo di godimento sull'immobile, altrimenti non è Soggetto Ammesso. Poi vengono l'autorizzazione del padre, la fattura intestata a lei e i bonifici che partono da un conto suo.

Schema dei ruoli nel Conto Termico quando il Soggetto Responsabile non è il proprietario: titolo di godimento, autorizzazione del proprietario, fattura e bonifico intestati al Soggetto Responsabile

Prima della delega viene il titolo sull'immobile

Il Conto Termico non guarda il rapporto di parentela, guarda chi ha la disponibilità dell'unità immobiliare. Le Regole Applicative al paragrafo 3.1 riprendono l'art. 10 comma 1 del decreto e definiscono Soggetti Ammessi quelli che hanno la disponibilità dell'edificio o dell'unità "in quanto proprietari o titolari di altro diritto reale o personale di godimento (questi ultimi cd. Soggetti Ammessi equiparati)".

La figlia rientra quindi nella pratica se un titolo ce l'ha davvero: usufrutto, diritto di abitazione, una locazione, un comodato, oppure la posizione di familiare convivente. È il quadro che ritroviamo anche fuori dal Conto Termico, nell'Allegato II punto 3 del D.Lgs. 199/2021, dove hanno titolo a presentare i modelli i proprietari, i titolari di diritti reali di godimento e i loro delegati, con l'esempio esplicito dei "familiari conviventi del possessore o detentore di altri diritti reali o personali di godimento sull'immobile oggetto dell'intervento, con apposita delega".

Il GSE lo dice a chiare lettere in una fattispecie parallela, quella degli ETS utilizzatori di immobili altrui: l'utilizzatore deve risultare tale "sulla base di un titolo idoneo (ad esempio contratto di locazione, comodato d'uso, accordo per la gestione di attività di interesse generale, contratto di concessione)". Lo stesso ragionamento vale per una persona fisica in ambito residenziale, come già visto nella FAQ sull'affitto a titolo gratuito di un immobile residenziale.

Se invece la figlia non ha alcun titolo e i lavori li paga il padre, la pratica va rovesciata: il Soggetto Responsabile è il padre e la figlia può al massimo comparire come Soggetto Delegato, cioè come chi compila il portale per conto suo con la delega dell'Allegato 2. Sono due ruoli che in famiglia si confondono di continuo, ma sul portale non hanno nulla in comune: il delegato non incassa nulla e non firma il contratto.

Che cosa firma davvero il proprietario

L'autorizzazione del proprietario si dà con il Modello 18. Nelle Regole Applicative il modulo è richiamato per nome solo al paragrafo 3.5.1, dove riguarda la ESCo che presenta la richiesta al posto del cliente, mentre il modello ufficiale pubblicato dal GSE è costruito per coprire anche il privato: fra le opzioni di autorizzazione compare "il Sig./la Sig.ra [...] (nel seguito, Soggetto Responsabile)", cioè proprio una persona fisica non proprietaria. Il portale, dal canto suo, chiede il titolo di disponibilità appena rileva che il richiedente non coincide con il proprietario.

Con quella firma il padre dichiara di essere proprietario dell'immobile indicandone indirizzo e dati catastali, autorizza l'intervento specifico e allega copia del documento d'identità in corso di validità. La parte che conviene leggere insieme, prima di firmare, è l'ultima: il proprietario dichiara di sapere che sull'intervento verrà chiesto il Conto Termico e si impegna a non richiedere per le stesse opere le detrazioni per ristrutturazione edilizia, l'Ecobonus e i certificati bianchi, in coerenza con l'art. 17 del decreto.

Detto in termini domestici: firmando, il padre chiude la porta all'idea di detrarre lui in dichiarazione dei redditi quello che la figlia incasserà dal GSE. Se in famiglia si ragionava di dividere i benefici, il momento per accorgersene è adesso e non a lavori finiti. La FAQ sul Modello 18 e le firme chiarisce anche perché il Soggetto Responsabile non deve controfirmare quel modulo.

Chi paga è chi incassa: qui si rompono le pratiche di famiglia

È la parte in cui il GSE non lascia margini. Il paragrafo 12.2 delle Regole chiede fatture intestate al Soggetto Responsabile, con riferimento al D.M. 7 agosto 2025, descrizione chiara dell'intervento, partita IVA di chi emette e nominativo con codice fiscale di chi la riceve. Sul pagamento la formula è ancora più secca: "il Soggetto Ordinante dei pagamenti sostenuti per la realizzazione dell'intervento deve essere il Soggetto Responsabile, utilizzando esclusivamente il conto corrente intestato al medesimo Soggetto Responsabile".

Tradotto sul caso: la fattura dell'installatore va intestata alla figlia e il bonifico deve partire da un conto suo. Se il padre paga dal proprio conto perché "tanto la casa è mia", quella spesa non è riconducibile al Soggetto Responsabile. Le Regole ammettono che a materialmente disporre il pagamento sia un altro solo in tre casi: leasing o finanziamento con i documenti dell'accordo, tutore di un minore o di un inabile, conto cointestato, purché il denaro parta da un conto intestato anche al Soggetto Responsabile.

Nella causale servono il riferimento al decreto, numero e data della fattura, codici fiscali di chi paga e di chi incassa, con CRO o TRN a dimostrare l'avvenuta esecuzione. Un riferimento all'Ecobonus in causale, magari perché la banca propone il modulo del bonifico parlante, comporta la decadenza dall'incentivo: è il motivo per cui vale la pena leggere prima la FAQ su cosa scrivere nei bonifici e quella su come pagare quando la pratica non è ancora certa.

Il portale chiede i dati di tutti e due?

Sì, li chiede entrambi e li controlla da solo. La Guida al Portaltermico è esplicita: tutti i soggetti coinvolti devono essere registrati in Area Clienti, perché il portale recupera da lì le anagrafiche. Se "l'Operatore opera per conto di un detentore/utilizzatore dell'immobile, il sistema richiede il Codice Fiscale (obbligatorio) e la partita IVA del detentore/utilizzatore". Si va avanti solo quando gli operatori richiamati risultano già registrati.

La conseguenza operativa è banale, ma blocca le pratiche: la registrazione in Area Clienti va fatta prima, con calma, non la sera in cui si vuole inviare la richiesta. Chi si è già scontrato con i campi anagrafici del proprietario persona fisica trova qualche indicazione nella FAQ sul campo Ragione Sociale del detentore.

RuoloChi è nel caso in esameCosa comporta
Soggetto AmmessoLa figlia, se ha un titolo di godimentoDisponibilità dell'unità immobiliare
Soggetto ResponsabileLa figlia, se sostiene le speseFattura, bonifici, contratto GSE e incentivo
ProprietarioIl padreFirma il Modello 18 e rinuncia alle detrazioni
Soggetto DelegatoIl tecnico o un familiareCompila il portale, non incassa

Che cosa resta sulle spalle della figlia dopo l'incentivo

Il ruolo di Soggetto Responsabile non finisce con l'accredito. Il paragrafo 3.5 delle Regole ricorda che è lui a presentare l'istanza come dichiarazione sostitutiva di atto notorio, quindi risponde anche penalmente di quanto dichiara, stipula la scheda-contratto, conserva gli originali dei documenti per tutta la durata dell'incentivo e per i 5 anni successivi all'ultima rata. Deve inoltre consentire i controlli del GSE, a pena di decadenza con recupero degli importi già erogati.

Sul piano dei documenti tecnici questo si traduce in una coerenza da controllare in cantiere: dichiarazione di conformità ai sensi del D.M. 37/08, libretto d'impianto, iscrizione al catasto regionale degli impianti termici e certificato di smaltimento del vecchio generatore devono raccontare la stessa storia della fattura e della scheda-domanda. Un libretto intestato al padre e una fattura intestata alla figlia sono la classica incoerenza che genera una richiesta di integrazione.

Un esempio pratico

Sostituzione di una caldaia con una pompa di calore aria/acqua in un appartamento del padre, dove la figlia vive con un comodato scritto. Fattura da 8.250 euro IVA compresa, intestata alla figlia, che ha registrato l'anagrafica in Area Clienti insieme al padre. Il Modello 18 è firmato dal padre con la copia della carta d'identità.

Restano i soldi. Il padre vuole contribuire con 4.000 euro e il modo in cui lo fa cambia l'esito della pratica.

Come viene pagata la fatturaEsito ai fini del Conto Termico
Bonifico dal conto della figliaIdoneo, ordinante e intestatario coincidono
Bonifico da un conto cointestato padre e figliaIdoneo, previsto dal paragrafo 12.2
Bonifico dal conto del solo padreNon idoneo, spesa non riconducibile al SR

La strada pulita è la prima: il padre gira i 4.000 euro alla figlia con un bonifico privato, poi è lei a pagare l'impresa dal proprio conto con la causale del Conto Termico.

Le Regole guardano l'ordinante del pagamento verso l'installatore e il conto da cui parte, mentre la provvista arrivata prima sul conto del Soggetto Responsabile non è oggetto di disciplina nel meccanismo. Se il generatore è a Catalogo e sta entro i 35 kW si può poi usare la procedura semplificata del paragrafo 6.5, che alleggerisce la documentazione da caricare.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 10 comma 1, Art. 17; Regole Applicative, Paragrafi 3.1, 3.5, 3.5.1, 6.5, 9.9.4 e 12.2; Modello 18 - Autorizzazione del proprietario; Guida all'utilizzo del Portale CT 3.0; D.Lgs. 8 novembre 2021 n. 199, Allegato II punto 3

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