#135Se vengono sostituite solo le parti vetrate e non il telaio, è possibile accedere al conto termico?
Sì. Il Conto Termico 3.0 ammette anche gli interventi di miglioramento delle caratteristiche termiche dei componenti vetrati esistenti, quindi la sostituzione del solo vetro senza smontare il telaio. La condizione è che la chiusura completa, telaio compreso, rispetti nella configurazione finale il valore di trasmittanza richiesto per la zona climatica dell'edificio.
Dove sta scritto che basta cambiare il vetro
Il decreto, nell'elencare le spese dell'intervento II.B, non si limita alla fornitura di nuove chiusure complete. Ammette espressamente anche "il miglioramento delle caratteristiche termiche dei componenti vetrati esistenti, con integrazioni e sostituzioni", insieme allo smontaggio e alla dismissione dei componenti preesistenti. Il caso tipico è il passaggio da un vetro singolo a una vetrocamera basso-emissiva dentro un telaio ancora integro.
Nel conteggio delle spese ammissibili entrano la fornitura e la posa del nuovo componente vetrato, la dismissione del vecchio vetro, le prestazioni professionali del tecnico, il trasporto e l'IVA quando resta un costo per il beneficiario. La pratica segue le stesse regole degli altri interventi sulle chiusure trasparenti dell'involucro, compreso il vincolo dell'ambito terziario per privati e imprese.
Perché il decreto lo permette? Il senso della norma è evitare sprechi. Quando il telaio è ancora in buone condizioni, imporre la sostituzione dell'intera finestra per accedere all'incentivo significherebbe buttare un componente sano e far lievitare la spesa. Ammettere il solo vetro, purché il risultato termico sia lo stesso, premia l'intervento più proporzionato.
C'è anche il caso dell'integrazione, meno frequente della sostituzione: aggiungere un componente vetrato a quello esistente, per esempio trasformando un vetro semplice in un doppio vetro con secondo elemento. Il decreto lo nomina espressamente accanto alla sostituzione, con le stesse condizioni di prestazione finale.
Quale trasmittanza deve rispettare la chiusura?
Il punto delicato è tutto qui. L'ammissibilità non guarda al pezzo che sostituisci, ma alla prestazione finale dell'insieme vetro più telaio, calcolata secondo la norma UNI EN ISO 10077-1. Il valore complessivo deve rientrare nei limiti fissati per zona climatica:
| Zona climatica | Trasmittanza massima Uw |
|---|---|
| A e B | 2,60 W/m²K |
| C | 1,75 W/m²K |
| D | 1,67 W/m²K |
| E | 1,30 W/m²K |
| F | 1,00 W/m²K |
Nella pratica questo significa che il telaio conservato deve essere di qualità sufficiente a far scendere il valore complessivo sotto la soglia. Un telaio in alluminio a taglio termico recente di solito ce la fa, un vecchio profilo in ferro senza taglio termico quasi mai: in quel caso la strada dell'incentivo passa per la sostituzione dell'intera chiusura.
Vale la pena farsi fare il calcolo prima di ordinare i vetri. Il fornitore conosce la Ug della vetrocamera, ma è la Uw dell'insieme quella che il GSE confronta con la tabella, quindi serve anche il dato del telaio esistente. La UNI EN ISO 10077-1 combina proprio questi elementi, l'area e la trasmittanza del vetro, quella del telaio e il contributo del distanziatore lungo il bordo.
Un numero aiuta a capire il peso del telaio. Una vetrocamera basso-emissiva moderna scende facilmente a una Ug di 1,1 W/m²K, ma se il profilo che la ospita viaggia sopra i 2,5 W/m²K la media pesata può restare fuori soglia nelle zone climatiche più fredde. È il motivo per cui la stessa vetrocamera passa il requisito dentro un telaio a taglio termico e lo fallisce dentro un profilo anni Settanta.
Le condizioni che accompagnano l'intervento
Come ogni intervento II.B, anche il solo cambio vetro chiede che sui corpi scaldanti siano installati insieme ai lavori, o già presenti, sistemi di termoregolazione o valvole termostatiche. La loro fornitura e posa rientra a sua volta tra le spese ammissibili.
Per gli interi edifici con impianto di riscaldamento da 200 kW in su scattano inoltre la diagnosi energetica ante-operam e l'APE post-operam, obbligatori a pena di decadenza: il perimetro esatto è spiegato nella FAQ sulla diagnosi con impianto oltre i 200 kW.
Sul fronte economico l'incentivo copre il 40% delle spese ammissibili, che sale al 55% nel multintervento con isolamento opaco e un impianto del Titolo III e fino al 100% sugli edifici pubblici con i requisiti dell'articolo 11. I costi massimi restano quelli delle chiusure trasparenti, 700 €/m² nelle zone A, B e C e 800 €/m² nelle zone D, E ed F, con incentivo massimo di 500.000 euro.
Se il richiedente è un'impresa o un ETS economico su un edificio del terziario, si aggiunge il requisito di prestazione dell'articolo 25: una riduzione dell'energia primaria non rinnovabile di almeno il 10%, che diventa 20% nei multinterventi, dimostrata con gli APE asseverati ante e post-operam. Anche il solo cambio dei vetri deve produrre quel salto misurabile sull'indice globale dell'edificio.
I documenti che il GSE si aspetta
Due carte fanno la differenza rispetto alla sostituzione completa. Nel Modello 8 il tecnico assevera l'intervento allegando il calcolo della trasmittanza dei serramenti risultanti dal telaio conservato e dal componente vetrato nuovo o integrato: è la prova che la chiusura finale rispetta la soglia.
Tra la documentazione va poi conservata la scheda tecnica del componente vetrato, nuovo in caso di sostituzione o aggiuntivo in caso di integrazione, con le proprietà termiche dichiarate dal fabbricante. Tienila anche dopo l'erogazione, perché rientra tra i documenti esibibili in caso di controllo.
Completano il fascicolo la relazione tecnica con trasmittanze e superfici ante e post-operam e la documentazione fotografica delle facciate, scattata prima, durante e dopo i lavori, con le valvole termostatiche in evidenza. Se non intervieni sull'intera facciata, sulle foto vanno indicate le chiusure oggetto d'intervento.
Un esempio pratico
Un ufficio in Zona climatica E ha finestre con telaio in alluminio a taglio termico in buono stato e vetro singolo. Il progettista sostituisce solo il vetro con una vetrocamera basso-emissiva, mantenendo il telaio.
| Elemento | Situazione |
|---|---|
| Intervento | Solo vetro (telaio conservato) |
| Trasmittanza Uw post-operam | 1,25 W/m²K |
| Limite Zona E | ≤ 1,30 W/m²K |
| Valvole termostatiche | Presenti sui radiatori |
| Esito | Ammesso |
Con Uw complessiva a 1,25 W/m²K la chiusura rispetta il limite di zona e l'intervento è incentivabile al 40% della spesa sostenuta. Su 30 finestre da 1,6 m² parliamo di 48 m² di vetrate: con una spesa di 9.600 euro tra fornitura e posa, ben dentro il massimale di zona, il contributo vale 3.840 euro. Se invece il telaio conservato tenesse la Uw sopra 1,30, l'unica via sarebbe la chiusura nuova completa.
Situazioni di calcolo analoghe si presentano quando i nuovi infissi hanno una superficie diversa dagli originali o con i serramenti in policarbonato.
Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 5 comma 1 lettera b e Allegato 1, Tabella 2 (calcolo UNI EN ISO 10077-1); Regole Applicative, Paragrafi 9.2.1, 9.2.2, 9.2.3, 9.2.4 e Tabelle 16 e 17
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