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#2Un consorzio di Comuni può presentare una richiesta per nome e per conto dei vari comuni essendo questi consorziati?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

Sì. La definizione di Pubblica Amministrazione del decreto comprende, oltre ai singoli Comuni, i loro consorzi e le loro associazioni costituiti per qualsiasi fine. Un consorzio di enti locali è quindi una PA a tutti gli effetti e può presentare la richiesta come Soggetto Ammesso per gli edifici di cui ha la disponibilità.

I consorzi di Comuni sono Pubblica Amministrazione

Il decreto, nel definire le amministrazioni pubbliche, richiama le amministrazioni dell'art. 1 comma 2 del D.Lgs. 165/2001 e vi aggiunge espressamente i loro consorzi o associazioni per qualsiasi fine istituiti. Rientrano quindi nella PA le unioni di Comuni, le comunità montane e i consorzi di enti locali.

La conseguenza è che il consorzio accede con le stesse regole di un Comune: procedura di prenotazione, contributo per la diagnosi energetica al 100%, nessun vincolo del Titolo V riservato alle imprese.

Come presenta la richiesta

Il consorzio può operare come Soggetto Ammesso per gli edifici di cui ha la disponibilità giuridica. Se invece gli immobili restano dei singoli Comuni, la richiesta la presenta ciascun Comune proprietario, eventualmente delegando il consorzio o una ESCo come Soggetto Responsabile.

Il punto dirimente resta sempre la disponibilità dell'edificio: chi ha il titolo sull'immobile è il soggetto legittimato a chiedere l'incentivo.

Un esempio pratico

Un'unione di cinque Comuni gestisce un edificio polifunzionale di sua proprietà e vuole sostituire l'impianto termico.

ScenarioChi è il Soggetto Ammesso
Edificio di proprietà dell'unionel'unione di Comuni (è PA)
Edificio di proprietà di un singolo Comunequel Comune, che può delegare l'unione come SR

Nel primo caso l'unione presenta direttamente la pratica come PA. La stessa logica vale sia per gli Ordini professionali e gli altri enti pubblici inclusi nella definizione, sia per un gruppo di Comuni in area interna. Sul numero di pratiche gestibili tramite un unico operatore vale quanto spiegato per la ESCo che opera per un Comune.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 2 comma 1 lettera c; Regole Applicative, Paragrafo 3.1

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