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#279Da caldaia combinata riscaldamento + ACS è possibile fare multi-intervento III.A + III.E (PdC per riscaldamento + scaldacqua a PdC per ACS)? La caldaia che produce anche ACS genera due interventi distinti? Il III.E parla di "sostituzione di scaldabagni": è applicabile anche alla sostituzione della funzione ACS di una caldaia combinata?

La configurazione Multi-intervento III.A + III.E è tecnicamente possibile e corretta nel tuo caso, ma bisogna fare attenzione a come viene giustificata la sostituzione del generatore unico preesistente (caldaia combinata).

1. Perché il Multi-intervento è Ammissibile

Le Regole Applicative definiscono il Multi-intervento come la realizzazione contestuale di più interventi di tipologia diversa sullo stesso edificio. Nel tuo scenario:

  • Stai realizzando un intervento III.A (sostituzione impianto per riscaldamento con PdC elettrica).
  • Stai realizzando un intervento III.E (sostituzione impianto per ACS con scaldacqua a PdC).

Poiché entrambi gli interventi prevedono l'obbligo di sostituzione dell'impianto preesistente, la chiave sta nel dimostrare che la dismissione della singola caldaia combinata soddisfa il requisito di sostituzione per entrambi i nuovi interventi.

2. Il nodo della "Sostituzione": Un generatore per due interventi

La caldaia combinata svolgeva due funzioni: riscaldamento e ACS.

  • Per il III.A: La rimozione della caldaia giustifica la sostituzione del generatore di calore per il riscaldamento.
  • Per il III.E: L'intervento III.E richiede la sostituzione di "scaldacqua elettrici e a gas". Sebbene la norma parli di "scaldacqua", la sostituzione della funzione ACS della caldaia combinata è generalmente accettata perché si sta efficientando anche quel servizio specifico, passando da gas a pompa di calore (rinnovabile).

Dov'è il rischio di confusione (e la ragione di possibili risposte negative in passato): In alcuni casi rigidi, si potrebbe obiettare che non si sta sostituendo uno "scaldacqua" dedicato (come richiesto letteralmente dal III.E), ma una funzione di una caldaia. Tuttavia, il Conto Termico 3.0 punta alla decarbonizzazione e l'intervento III.E ammette esplicitamente la sostituzione di apparecchi a gas. La separazione dei servizi (Riscaldamento affidato alla PdC Aria-Aria e ACS affidata allo Scaldacqua a PdC) è una configurazione impiantistica virtuosa e incentivabile.

3. Come procedere correttamente

Per evitare problemi in fase di istruttoria e configurare correttamente il multi-intervento:

  1. Dismissione Totale: La vecchia caldaia combinata deve essere totalmente rimossa e smaltita. Il certificato di smaltimento sarà unico e verrà allegato alla pratica multi-intervento.
  2. Associazione Interventi:
    1. Nella scheda del III.A, dichiarerai di aver sostituito l'impianto di climatizzazione (la caldaia).
    2. Nella scheda del III.E, dichiarerai di aver sostituito il generatore dedicato all'ACS (sempre la stessa caldaia, che fungeva da produttore ACS).
  3. Separazione dei Costi: È fondamentale che le fatture distinguano chiaramente le spese per la Pompa di Calore (riscaldamento) e quelle per lo Scaldacqua a PdC (ACS). I massimali di costo sono calcolati separatamente per le due tipologie di intervento.

Sintesi

L'intervento combinato III.A + III.E partendo da una caldaia mista è fattibile perché stai effettivamente sostituendo l'intero sistema di generazione termica dell'edificio con due sistemi distinti ad alta efficienza. La "non possibilità" citata in eventuali altri contesti si riferisce solitamente al divieto di chiedere due volte l'incentivo per lo stesso componente o di duplicare la potenza termica sostituita ai fini del calcolo, ma in questo caso stai chiedendo incentivi su due macchine diverse che coprono fabbisogni diversi (Riscaldamento e ACS) precedentemente coperti da un unico apparecchio obsoleto.

Fonti: Regole Applicative, Paragrafo 9.9, 9.13, 12.4 (Multi-intervento); Decreto 7 agosto 2025, Art. 8, comma 1, lettera e)

Vedi tutte le FAQ di "INTERVENTI TITOLO III (Fonti Rinnovabili)"
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