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#81Nel Conto Termico 3.0 quale superficie utile va inserita: la riscaldata o quella da regolamento edilizio?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

Nel Conto Termico 3.0 la superficie utile è quella calpestabile del volume climatizzato, cioè dei locali riscaldati, misurata al netto di tramezzi e murature. Coincide con la superficie riscaldata riportata nell'APE, non con la superficie utile da regolamento edilizio. È il valore da inserire nel portale. Serve anche per le soglie dimensionali.

Conto Termico 3.0: la superficie utile è la calpestabile dei locali riscaldati, al netto dei muri, coerente con l'APE

Che cosa si intende per superficie utile

La superficie utile ai fini del Conto Termico, spesso indicata come Sed, è la superficie calpestabile dell'edificio o dell'unità immobiliare oggetto di intervento, calcolata al netto di tramezzi e murature. È l'area che delimita il volume climatizzato, quindi coincide con la porzione effettivamente riscaldata. Le zone non riscaldate restano fuori. I modelli di asseverazione lo dicono in modo esplicito: per gli interventi di illuminazione (II.E) e di building automation (II.F), per esempio, richiedono la superficie utile calpestabile dell'immobile.

Quale valore inserire nel portale?

Nella prima pagina della pratica, dentro la sezione Anagrafica Edificio, il portale chiede la superficie utile: va inserita proprio la superficie utile climatizzata, cioè quella calpestabile dei locali riscaldati. Il dato deve restare coerente con quanto riportato nell'Attestato di Prestazione Energetica o nella diagnosi energetica. È lo stesso valore che regge i massimali di spesa espressi in euro al metro quadro, illustrati in come si leggono i massimali a m².

Che superficie conta per la soglia dei 2.500 m²?

La stessa superficie utile climatizzata vale anche quando entra in gioco il limite dei 2.500 m², che ricorre per alcuni massimali e per l'accesso alle diagnosi in forma semplificata. Anche in quel caso il riferimento non è la superficie lorda né quella netta da regolamento edilizio, ma la superficie utile energetica coerente con l'APE. Usare una misura diversa rischia di collocare l'intervento nella fascia sbagliata. Quando l'APE riporta un valore di superficie non allineato conviene chiarirlo prima, come nel caso di superficie discordante tra APE e diagnosi. La lettura delle tabelle dei massimali per diagnosi e APE è spiegata con un esempio in come si legge la tabella dei massimali.

Un esempio pratico

Prendiamo un ufficio con una superficie lorda di 300 m² tra muri perimetrali, tramezzi e un vano scala non riscaldato. Sottraendo le murature e le zone non climatizzate restano, per esempio, 250 m² di superficie utile calpestabile riscaldata: è questo il numero che va nel campo del portale e che si confronta con le soglie. Non i 300 m² lordi. Se anche l'APE riporta 250 m² di superficie riscaldata, i due documenti combaciano e la pratica non genera incongruenze in fase di controllo.

MisuraCosa comprendeVale per il CT 3.0
Superficie utile climatizzata (energetica)Calpestabile dei locali riscaldati, al netto dei muriSì, è il dato da usare
Superficie lordaComprende muri perimetrali e tramezziNo
Superficie utile da regolamento edilizioCalpestabile anche di locali non riscaldatiNo

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Allegato 2 Paragrafo 1.2 e Tabelle massimali; Regole Applicative, Paragrafo 4.2.1 e Allegato 2 Modello 8; Guida al Portale CT 3.0; Webinar 3 febbraio 2026

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