#501Per ottenere il 100% dell'incentivo per le PA è per forza necessario avere un comune con meno di 15.000 abitanti? come funziona?
No, non è assolutamente necessario. Sebbene i Comuni con meno di 15.000 abitanti rappresentino una delle casistiche previste, la normativa del Conto Termico 3.0 prevede altre modalità e deroghe che consentono alle Pubbliche Amministrazioni (PA) di ottenere la copertura fino al 100% delle spese.

Ecco nel dettaglio come funziona e in quali casi le PA possono raggiungere il 100%:
- Interventi con incentivo diretto al 100% (a prescindere dagli abitanti). Il Decreto riconosce l'incentivo massimo del 100% (in deroga al normale limite del 65%) per specifiche destinazioni d'uso dell'edificio pubblico, indipendentemente dalla dimensione demografica del Comune in cui si trova. Nello specifico:
- Scuole pubbliche: l'agevolazione al 100% spetta per tutti gli edifici pubblici adibiti a uso scolastico. Può essere richiesta da un Comune molto grande o anche da una Provincia (che rientra tra le PA), purché la destinazione d'uso sia dimostrata dalla registrazione all'Anagrafica Regionale dell'Edilizia Scolastica.
- Ospedali e strutture sanitarie: il 100% è garantito per gli edifici pubblici ospedalieri e per le altre strutture sanitarie pubbliche, comprese quelle residenziali, di assistenza, di cura o di ricovero appartenenti al Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
- La regola per i Comuni fino a 15.000 abitanti. Se l'edificio non è né una scuola né un ospedale (ad esempio, un municipio, un centro sociale o una caserma), è possibile ottenere comunque l'incentivo diretto al 100%, ma solo se si rispettano rigorosi vincoli di proprietà e utilizzo legati alla dimensione del Comune:
- L'edificio deve essere localizzato in un Comune con popolazione fino a 15.000 abitanti (verificato tramite i dati ISTAT).
- L'edificio deve essere tassativamente di proprietà del Comune. Se un Ente del Terzo Settore (ETS) o un'altra PA è proprietario di un immobile situato in un piccolo comune, non ha diritto al 100%.
- L'edificio deve essere utilizzato direttamente dal Comune oppure dato in gestione a soggetti terzi per erogare servizi di interesse collettivo o attività di carattere pubblico-sociale (ad esempio, un immobile comunale dato in gestione a un ETS non economico per l'assistenza sociale, oppure locato all'Arma per una caserma).
- Attenzione: sono escluse dal 100% le attività riconducibili ad imprese o ad attività commerciali, anche se svolte all'interno di un edificio di proprietà di un piccolo Comune.
- Il raggiungimento del 100% tramite Cumulabilità. Cosa succede se una PA vuole riqualificare un edificio che non è una scuola, non è un ospedale e si trova in un Comune con più di 15.000 abitanti? In questo caso, l'algoritmo del Conto Termico erogherà un incentivo che si ferma al tetto massimo del 65% delle spese ammissibili.
Tuttavia, le Pubbliche Amministrazioni godono di una regola di cumulabilità unica ed esclusiva: il Conto Termico è cumulabile con altri incentivi in conto capitale, sia di natura statale (es. fondi PNRR) sia non statale (es. fondi regionali FESR), fino a coprire il 100% dei costi sostenuti. Questo significa che, anche se il GSE ti rimborsa "solo" il 65% con il Conto Termico, potrai agganciare la pratica a un altro bando o finanziamento pubblico per farti coprire il restante 35%, arrivando di fatto ad azzerare la spesa a carico dell'Ente.
Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 11, comma 2, Art. 17, comma 2; Regole Applicative, Par. 4.2, 4.5, 12.11; Webinar GSE 12-26/01/2026, 03/02/2026
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