#535Ho caldaia a condensazione e un monosplit aria/aria non registrato al catasto: posso sostituire solo lo split con un canalizzato e usare il Conto Termico 3.0?
Sì. Con caldaia e monosplit entrambi funzionanti l'impianto ha due generatori, quindi puoi sostituire solo lo split come sostituzione parziale (III.A) e tenere la caldaia. La mancata registrazione del vecchio split al catasto non conta. Il limite vero è un altro: il canalizzato deve scaldare gli stessi ambienti serviti dal monosplit.

Caldaia e split insieme: perché si parla di sostituzione parziale
Hai comprato casa e ti sei trovato due generatori. La caldaia a condensazione alimenta i radiatori, il monosplit inverter scalda (e d'estate rinfresca) una stanza. Per il Conto Termico questa è la configurazione che apre la porta alla sostituzione parziale, che le Regole Applicative ammettono "esclusivamente nel caso in cui un impianto preesistente risulti dotato di più generatori di calore e venga effettuata la sostituzione di almeno un generatore" (paragrafo 12.7).
Togli lo split, lo avvii a smaltimento e installi la nuova pompa di calore, mentre la caldaia resta al suo posto e continua a lavorare. Da privato accedi al Titolo III sia in ambito residenziale sia terziario. La sostituzione di un generatore con una pompa di calore elettrica è l'intervento III.A dell'art. 8 del decreto.
C'è un vincolo che spesso sfugge, perché nella sostituzione parziale il controllo del +10% di potenza si fa sulla somma di tutti i generatori presenti nell'unità abitativa, prima e dopo l'intervento, cioè caldaia più split oggi e caldaia più canalizzato domani. Un canalizzato molto più potente del vecchio split può quindi far scattare il potenziamento, come vedi nell'esempio in fondo.
Il vecchio split senza libretto al catasto blocca la pratica?
No. Il GSE ha risposto in modo diretto nel webinar del 3 febbraio 2026, scrivendo che "L'impianto installato nella configurazione post operam deve essere registrato presso i pertinenti catasti regionali, ove presenti. La norma stabilisce che l'edificio debba essere dotato di impianto di climatizzazione invernale esistente e funzionante, ma non richiede esplicitamente la registrazione del vecchio generatore al catasto". È la stessa regola che abbiamo spiegato a chi chiedeva se controllare il vecchio accatastamento degli impianti sostituiti.
Quello che devi dimostrare è che lo split esisteva e funzionava al momento dell'intervento. Lo provano le foto ante-operam con la targa leggibile e il certificato di smaltimento. Il libretto e l'iscrizione al catasto diventano obbligatori per il canalizzato nuovo, a fine lavori.
Il canalizzato può scaldare anche le altre stanze?
Il punto delicato del tuo progetto è che un canalizzato nasce per distribuire aria in più locali, mentre il monosplit ne serviva uno. Il §12.7 è letterale nel definire le medesime utenze come "gli stessi ambienti/volumi ai quali il generatore sostituito erogava energia termica". Subito dopo aggiunge che "Ulteriori e/o diversi ambienti/volumi rispetto a quelli riscaldati dal generatore sostituito sono da considerarsi utenze diverse, per le quali l'intervento realizzato si configura come nuova installazione".
A tuo favore gioca il fatto che le altre stanze non erano fredde, perché le scaldava già la caldaia. Inoltre lo stesso §12.7 definisce l'utenza come l'insieme degli ambienti riscaldati "dall'impianto termico". Nessun documento del Conto Termico, però, dice che contano anche le stanze scaldate da un altro generatore. È una lettura interpretativa, che va contro la frase che lega le utenze al generatore sostituito. Abbiamo applicato la regola nello stesso senso nel caso del monosplit sostituito da un dual split.
In pratica hai tre strade:
- progettare il canalizzato sulle stesse stanze del vecchio split, che è la soluzione senza rischi;
- estendere le bocchette alle altre stanze sapendo che, per quella parte, il GSE può contestare la nuova installazione, con il relativo rischio di accoglimento parziale o di rigetto;
- chiedere un parere al GSE prima di firmare il preventivo, descrivendo i locali serviti prima e dopo.
Se scegli la seconda, la relazione del tecnico deve documentare che quei locali erano già riscaldati dai radiatori e che la superficie climatizzata della casa non cresce.
Quale incentivo spetta e quali documenti servono
Un canalizzato fino a 12 kW rientra di regola nel Regolamento UE 206/2012 come gli split, quindi nella Tabella 9 dell'Allegato 2 prende un Ci di 0,070 €/kWht, meno della metà di quello delle pompe di calore aria/acqua della stessa taglia. Deve rispettare SCOP minimo 3,8, oppure 3,42 se il refrigerante ha GWP fino a 150 (Tabella 3 dell'Allegato 1). Sotto i 35 kW le rate sono 2, ma per i privati un incentivo fino a 15.000 € arriva in un'unica soluzione (art. 11 comma 4). Il pagamento parte entro l'ultimo giorno del mese successivo alla fine del bimestre in cui viene attivato il contratto.
Sui documenti conviene distinguere fra quello che carichi sul portale e quello che tieni nel cassetto:
| Documento | Allegare o conservare | Note |
|---|---|---|
| Foto ante e post-operam, targhe di split rimosso e canalizzato | Allegare | Provano esistenza e funzionamento del vecchio split |
| Certificazione del produttore | Allegare se l'incentivo supera 3.500 € | Non serve se il modello è nel Catalogo GSE |
| Certificato di smaltimento dello split | Conservare | Centro di raccolta o filiera RAEE |
| Dichiarazione di conformità DM 37/08 e libretto | Conservare | Libretto aggiornato col nuovo generatore |
| Iscrizione al catasto regionale | Conservare | Riguarda solo il canalizzato nuovo |
Fattura e bonifici devono riportare la causale del Conto Termico, mai riferimenti ad altri incentivi. I dettagli della procedura stanno nelle Regole Applicative pubblicate sul sito del GSE.
Un esempio pratico
Mettiamo che la casa stia in zona climatica E, con una caldaia da 24 kW e un monosplit da 3,5 kW. La potenza complessiva ante-operam è 27,5 kW e il tetto del +10% la porta a 30,25 kW. Il canalizzato può quindi arrivare a 6,25 kW senza diventare potenziamento. Un modello da 7 kW porterebbe il totale a 31 kW (+12,7%) e l'intervento diventerebbe un potenziamento ai sensi del §12.7, un dato da conoscere prima di scegliere la taglia.
Prendiamo un canalizzato da 6 kW con SCOP 4,6 e, per tenere il conto leggibile, kp pari a 1. Il calore convenzionale è Qu = 6 × 1.700 = 10.200 kWh, l'energia incentivata Ei = 10.200 × (1 - 1/4,6) ≈ 7.983 kWh e l'incentivo annuo 7.983 × 0,070 ≈ 559 €. Su due annualità fanno circa 1.118 €, sotto i 15.000 € e quindi versati in un'unica soluzione, fermo restando il tetto percentuale sulla spesa ammissibile. È un incentivo contenuto. Se il canalizzato serve solo il locale del vecchio split, però, lo incassi senza aprire la questione delle utenze.
Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 8 comma 1 lett. a, Art. 11 commi 3 e 4, Allegato 1 Tabella 3, Allegato 2 Paragrafo 2.1 e Tabelle 8-9; Regole Applicative, Paragrafi 4.3, 9.9.4, 12.2 e 12.7; Webinar GSE 03/02/2026, risposte sul catasto impianti
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