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#247I sistemi bivalenti con funzionamento alternativo (PdC e caldaia a condensazione) sono incentivabili?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

Sì, i sistemi bivalenti a funzionamento alternato (o parallelo) sono incentivabili nel III.B. La condizione è che un sistema di regolazione intelligente dia priorità alla pompa di calore e faccia subentrare la caldaia solo quando la pompa di calore non è più efficiente o sufficiente, cioè sotto la temperatura di bivalenza.

Conto Termico 3.0: i sistemi bivalenti a funzionamento alternativo sono incentivabili se la regolazione intelligente dà priorità alla pompa di calore e la caldaia subentra sotto la temperatura di bivalenza

Alternato o parallelo: entrambi ammessi

Un sistema bivalente fa lavorare insieme una pompa di calore e una caldaia a condensazione.

Le due macchine possono operare in alternato (una alla volta) o in parallelo (insieme nei periodi più freddi): entrambe le logiche sono ammesse al Conto Termico.

Ciò che conta non è lo schema di funzionamento, ma il fine: massimizzare l'uso della fonte rinnovabile.

Il requisito chiave: priorità alla pompa di calore

Le Regole Applicative impongono un sistema di controllo e regolazione intelligente che ottimizzi i consumi.

Questo sistema deve garantire il funzionamento preferenziale della pompa di calore rispetto alla caldaia, che resta il generatore di supporto.

È il cuore della logica bivalente: la fonte rinnovabile lavora per prima, la combustione interviene solo quando serve.

Il ruolo della temperatura di bivalenza

Il subentro della caldaia è previsto e conforme quando la pompa di calore non basta più.

Sotto la temperatura di bivalenza la resa della pompa di calore cala, e il sistema fa intervenire la caldaia a integrazione o sostituzione, come spiega la FAQ sulla logica di priorità della pompa di calore.

Per gestire questo dialogo serve una termoregolazione evoluta, di classe V, VI, VII o VIII negli impianti autonomi.

Un esempio pratico

Un'abitazione monta una pompa di calore aria/acqua e una caldaia a condensazione gestite da una centralina.

D'autunno la pompa di calore copre da sola il fabbisogno; nelle giornate più rigide la centralina avvia la caldaia a integrazione.

Questo funzionamento alternato, con priorità alla pompa di calore, è pienamente conforme e incentivabile.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Allegato 1 Paragrafo 3.6.1; Regole Applicative, Paragrafo 9.10.1.2 (punto vi); Webinar GSE 3 febbraio 2026

Vedi tutte le FAQ di "INTERVENTI TITOLO III (Fonti Rinnovabili)"
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