Vai al contenuto principale

Workshop CT 3.0 — Corso disponibile! Iscriviti ora

Nuova

#533Un unico impianto serve locali su due particelle catastali contigue, ma il Portaltermico ne accetta una sola: quale particella va nell'Anagrafica Edificio?

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

Si inserisce la particella principale, quella su cui si trova la centrale termica con il generatore da sostituire. La seconda si dichiara nel campo descrittivo dell'edificio e in tutta la documentazione tecnica allegata. Il Conto Termico identifica l'edificio, non la particella, quindi un unico sistema edificio-impianto resta un solo edificio con una sola domanda.

Casa in sezione a cavallo di due particelle catastali contigue con un unico impianto: a portale si indica la particella della centrale termica

Il campo ne accetta una, la Guida ne promette diverse

Hai la visura aperta accanto alla tastiera, il fabbricato sta su due mappali contigui dello stesso foglio, il generatore da sostituire è uno solo. Provi a scrivere entrambi i numeri nel campo "Particella" dell'Anagrafica Edifici e il portale ti ferma con un avviso arancione sotto la casella: "Hai raggiunto il numero massimo di caratteri consentiti".

Il campo si chiude a cinque caratteri, cioè lo spazio di una particella sola, quindi non ne resta nemmeno per la virgola di separazione. Stringhe come 410;411 o 410-411 non entrano.

La Guida all'utilizzo del Portale CT 3.0 racconta un'altra storia, perché al punto 4 della sezione Anagrafica Edifici si legge che "nel campo Particella è possibile inserire una o anche più particelle", senza alcun accenno a limiti di lunghezza o a caratteri vietati. Il disallineamento tra il manuale e il comportamento del form lo vede chiunque carichi una pratica, ma non compare in nessun documento ufficiale del Conto Termico, dove non esiste una riga che descriva quel controllo di validazione.

Nel frattempo la pratica va caricata seguendo una regola di scelta che esiste già, scritta per un altro adempimento della stessa famiglia. Le Indicazioni del MASE sul D.M. 28 ottobre 2025 sui requisiti minimi, al punto 13 dedicato ai dati identificativi del format APE, stabiliscono che "nel caso in cui vi siano più particelle si scriverà la principale nell'apposito riquadro e le altre nel riquadro informazioni aggiuntive a disposizione del soggetto certificatore".

La stessa frase compariva già nelle FAQ ministeriali sull'efficienza energetica degli edifici della seconda serie, pubblicate il 1° agosto 2016. Una particella nel campo strutturato e le altre nel testo libero, questa è l'impostazione che il GSE si aspetta di trovare.

Perché due particelle non fanno due edifici?

Qui sta il punto che sblocca tutto il resto. Il Conto Termico non ragiona per mappali, ragiona per sistema edificio-impianto. Il D.M. 7 agosto 2025, all'articolo 2 comma 1 lettera l), definisce l'edificio come "un sistema costituito dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti, dispositivi tecnologici ed arredi che si trovano al suo interno", formula ripresa dal D.P.R. 412/1993.

Nel tuo caso i locali sono contigui, il volume riscaldato è continuo, la rete di distribuzione è una sola, quindi le due particelle descrivono lo stesso edificio.

Le Regole Applicative lo rendono esplicito al paragrafo 12.10, intitolato proprio "Identificazione Edificio", dove si precisa che "nel caso di gruppi di edifici riconducibili alla medesima particella catastale è altresì possibile presentare la richiesta di concessione dell'incentivo per singolo edificio". Il legame tra particella ed edificio, insomma, il GSE lo ha già sciolto nel verso opposto al tuo, visto che una sola particella può contenere più edifici. Il mappale resta un'etichetta identificativa, non il perimetro dell'intervento.

Per il Titolo III lo stesso paragrafo chiede di identificare "l'edificio o l'unità immobiliare oggetto di sostituzione dell'impianto preesistente e funzionante", che è esattamente ciò che stai facendo. Sul principio edificio-centrico che governa il conteggio delle domande trovi il caso completo nella FAQ sulle tre palazzine con dodici pompe di calore autonome.

Quale particella scegliere e dove finisce l'altra?

La particella principale è quella della centrale termica, cioè quella su cui insiste fisicamente il generatore ante operam. Non è una preferenza estetica, perché il portale calcola il "Codice Edificio" in automatico concatenando codice catastale del Comune, foglio e particella. Quel codice diventa la chiave con cui il GSE riconosce l'immobile in istruttoria. Ancorarlo al mappale della centrale allinea la pratica al libretto d'impianto, al catasto regionale degli impianti termici e alle fotografie ante e post operam del locale tecnico, che riprendono quel corpo di fabbrica.

L'altra particella va scritta subito sotto, nel campo "Descrizione Edificio". La Guida al Portale raccomanda di inserirvi "una descrizione il più possibile esplicativa per poter individuare e associare in seguito correttamente l'intervento nella Lista Edifici". È lo spazio giusto per dichiarare la promiscuità catastale con una formula come "Edificio residenziale costituito dalle particelle contigue 410 e 411 del Foglio 14, servito da un unico impianto termico".

Restano da sistemare gli altri campi catastali dell'anagrafica, che seguono le loro regole. I subalterni vanno inseriti tutti quelli dichiarati, separati dal punto e virgola come nell'esempio della Guida (numero di sub presenti 3, campo Sub compilato con 1;1b;1c).

Per i casi limite valgono le indicazioni già viste nella FAQ su come inserire i subalterni quando l'edificio ne ha molti e in quella sul fabbricato accatastato senza subalterno. Sulla data richiesta poco più in basso, che manda in confusione parecchi compilatori, la risposta sta nella FAQ sulla data di accatastamento nel Portaltermico.

Alla domanda sull'impianto a servizio di più edifici si risponde no

Poco più su, nel blocco "Gestione Immobili", il portale chiede testualmente se "l'intervento è relativo alla sostituzione di un impianto di climatizzazione che riguarda più edifici". Con la risposta affermativa si apre il campo "Numero di edifici" accanto a quello delle scale.

Nella demo di compilazione del webinar GSE del 19 gennaio 2026 i tecnici del Gestore hanno spiegato proprio questo passaggio, cioè che rispondendo sì il sistema vuole sapere quanti edifici afferiscono all'impianto, mentre negli altri casi si prosegue con il numero di scale e i dati catastali. Con un fabbricato unico su due mappali la risposta è no, perché gli edifici serviti restano uno.

La tentazione opposta, cioè censire due edifici distinti per non perdere il riferimento alla seconda particella, va evitata. Il portale controlla i dati catastali già presenti e, quando riconosce un immobile già censito, mostra un avviso. Nello stesso webinar il GSE è stato esplicito sulle conseguenze, perché in istruttoria il Gestore si trova davanti a quello che ha chiamato "un duplicato di edificio" e chiede chiarimenti al Soggetto Responsabile.

Una richiesta di chiarimenti sospende i termini dell'istruttoria e ti costa settimane, per un problema che nasce da una scelta di compilazione. Vale la pena ricordare, sempre dalla stessa demo, che l'immobile deve risultare già accatastato al momento della presentazione dell'istanza, perché un accatastamento in corso non è ammesso.

Cosa deve dire la documentazione tecnica

Se il portale accetta un mappale solo, l'asseverazione non ha lo stesso problema. Il Modello 8 GSE, nella sezione di localizzazione dell'intervento, riporta i campi "Foglio", "Particella/e" e "Subalterno/i". Il plurale è previsto dal modulo, quindi lì scrivi entrambi i numeri senza forzature. È il documento che riallinea la pratica con la realtà catastale.

Attorno all'asseverazione si costruisce il resto del fascicolo, con tre attenzioni che rendono l'istruttoria lineare:

  • La relazione tecnica deve dire che l'intervento III.A consiste nella sostituzione dell'unico generatore esistente a servizio di un volume riscaldato unitario, catastalmente identificato dalle particelle contigue dello stesso foglio e dello stesso proprietario.
  • Le planimetrie di entrambe le particelle vanno allegate insieme agli elaborati grafici, con l'evidenza grafica che i locali comunicano e che la rete di distribuzione è unica.
  • Il libretto di centrale è uno solo, come uno solo è l'impianto, quindi conviene registrarlo con la stessa particella indicata a portale, insieme al certificato di smaltimento del generatore sostituito previsto dal paragrafo 12.7 delle Regole Applicative.

C'è un caso in cui la strada si ribalta, vale la pena riconoscerlo. Quando i due corpi di fabbrica sono davvero separati, le Regole Applicative consentono di trattarli come edifici distinti, a condizione che la relazione tecnica dimostri "la segregazione a livello funzionale e costruttivo (a titolo di esempio, tramite un giunto sismico o strutturale)" nella configurazione post operam, ricostruendo la quota parte di potenza che serve il corpo incentivato.

Impianto unico e volume continuo escludono questa lettura, che è invece quella giusta per situazioni come quella descritta nella FAQ sui tre edifici comunicanti con impianti diversi.

Un esempio pratico

Prendiamo il caso tipico, quello del Foglio 14 con le particelle 410 e 411, entrambe A/4 e dello stesso proprietario, locali comunicanti, una caldaia nel locale tecnico della 410 che riscalda tutto e viene sostituita con una pompa di calore elettrica in Intervento III.A. La compilazione si chiude così.

Campo o documentoCosa inserire
L'intervento è relativo aIntero edificio
Particella (Anagrafica Edifici)410, la particella della centrale termica
Descrizione Edificio"Edificio residenziale costituito dalle particelle contigue 410 e 411 del Foglio 14, servito da un unico impianto termico"
Impianto di climatizzazione che riguarda più edificiNo, un solo edificio servito, con il numero di scale
Modello 8, campo Particella/e410 e 411
Relazione tecnica e planimetrieVolume riscaldato unitario sulle due particelle, planimetrie di entrambe
Libretto di impiantoUnico, registrato sulla particella 410

Il risultato è una pratica con un solo Codice Edificio, un solo impianto dichiarato e un fascicolo in cui la seconda particella compare ovunque serva. L'istruttore ricostruisce il perimetro dell'intervento senza doverti chiedere nulla, che è poi l'unico obiettivo di tutta questa attenzione ai campi. Per verificare il resto della compilazione prima dell'invio puoi usare la checklist delle verifiche preliminari sul portale GSE. La documentazione ufficiale del meccanismo, Guida al Portale compresa, resta sul sito del GSE dedicato al Conto Termico 3.0.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Art. 2 comma 1 lett. l); Regole Applicative, Paragrafi 12.10 e 12.7; Guida all'utilizzo del Portale CT 3.0, sezione Anagrafica Edifici punti 3 e 4 e sezione Lista Edifici; Modello 8 GSE; Indicazioni MASE sul D.M. 28 ottobre 2025, punto 13; FAQ MASE Efficienza Energetica Edifici seconda serie, 1 agosto 2016; Webinar GSE 19/01/2026

Vedi tutte le FAQ di "PORTALE E ASPETTI OPERATIVI"
Corso Disponibile

Workshop Conto Termico 3.0

Corso online on-demand

Impara a gestire le pratiche del Conto Termico 3.0 con il corso pratico pensato per professionisti e tecnici del settore. 8 casi pratici sviluppati passo passo.

Iscriviti al Workshop

FAQ Più Utili