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#215Nel caso di PdC aria/aria è obbligatoria la sostituzione sia della macchina esterna che dell'interna? (Es. impianto canalizzato)

A cura dell'Ing. Andrea Ursini Casalena

No, non è obbligatorio sostituire anche le unità interne. Per le pompe di calore aria/aria a espansione diretta (split, multisplit, VRF/VRV e canalizzati) il Conto Termico 3.0 ammette la sostituzione della sola unità esterna, mantenendo le interne e la distribuzione. La condizione è una certificazione del produttore che attesti l'efficienza del sistema ricombinato.

Conto Termico 3.0: per le pompe di calore aria/aria si può sostituire la sola unità esterna mantenendo le unità interne, a patto di una certificazione di compatibilità del produttore

Una novità del Conto Termico 3.0

Nel Conto Termico 2.0 l'unità interna di un sistema a espansione diretta era considerata parte inscindibile del generatore: per incentivare l'intervento si doveva sostituire l'intero sistema, motore esterno e tutti gli split.

Il D.M. 7 agosto 2025 supera questo limite. Per i sistemi split, multisplit e VRF/VRV l'accesso all'incentivo è ammesso anche sostituendo la sola unità esterna, la motocondensante.

È una semplificazione importante, perché riduce costi e invasività dell'intervento negli edifici con impianti canalizzati o multi-ambiente già in opera.

La condizione: la certificazione del produttore

La flessibilità non è incondizionata. Per accedere all'incentivo in questa configurazione mista serve una certificazione rilasciata dal costruttore.

Non basta una dichiarazione o un calcolo del progettista termotecnico: nei sistemi ad aria il rendimento dipende dall'accoppiamento termodinamico tra unità esterna e interne, quindi deve essere il fabbricante a garantirlo.

La certificazione deve coprire la configurazione reale (nuova unità esterna più unità interne preesistenti) e attestare il rispetto dei requisiti minimi di efficienza stagionale ηs e SCOP dei Regolamenti Ecodesign.

Si applicano il Reg. UE 206/2012 per le macchine fino a 12 kW e il Reg. UE 2281/2016 oltre i 12 kW, con prove conformi alla norma UNI EN 14825 in clima "average". È la stessa logica della sostituzione delle sole unità esterne per i VRF.

Il nodo pratico: monomarca e cross-brand

Qui sorge la criticità segnalata dal GSE nei webinar tecnici.

Se la nuova unità esterna e le interne preesistenti sono dello stesso marchio, ottenere dal produttore la certificazione di compatibilità e il ricalcolo dello SCOP è una prassi fattibile.

Se invece si tenta un abbinamento cross-brand (esterna nuova di una marca, interne di un'altra), l'intervento è teoricamente ammissibile ma quasi impraticabile: nessun costruttore certifica l'efficienza del proprio motore accoppiato a split di un concorrente. È il punto chiarito alla FAQ sulla compatibilità certificata.

Un esempio pratico

Un ufficio ha un impianto multisplit monomarca di dieci anni: la motocondensante è da sostituire, gli split interni sono ancora efficienti.

Con il Conto Termico 3.0 si sostituisce la sola unità esterna con una nuova ad alta efficienza dello stesso marchio, si richiede al produttore la certificazione del sistema ricombinato e si accede all'incentivo, senza toccare gli split.

Se gli split fossero di un marchio non più reperibile, la strada della sola unità esterna sarebbe di fatto preclusa e converrebbe valutare la sostituzione integrale.

Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Articolo 8 comma 1 lettera a); Regole Applicative, Paragrafo 9.9.1; Webinar GSE 3 febbraio 2026

Vedi tutte le FAQ di "INTERVENTI TITOLO III (Fonti Rinnovabili)"
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