#498Ho già prodotto APE ante e diagnosi per un intervento nZEB prevedendo un impianto radiante. Cosa succede alla pratica se in cantiere devo cambiare progetto e optare per degli split centralizzati?
In caso di modifiche progettuali in corso d'opera (come il passaggio da un impianto a pavimento radiante a un sistema ad aria con split centralizzati), la normativa del Conto Termico 3.0 è flessibile e ti consente assolutamente di effettuare questa variazione senza perdere il diritto all'incentivo, purché vengano rispettate alcune condizioni fondamentali.
Essendo l'intervento inquadrato come "Trasformazione in nZEB" (Intervento II.D), le regole applicate dal GSE sono orientate al risultato prestazionale globale dell'edificio e non al singolo componente tecnologico inizialmente ipotizzato.

Ecco cosa succede nel dettaglio e come devi comportarti:
- Il vincolo del risultato finale (l'APE Post-operam). Il requisito principale per ottenere l'incentivo nZEB non è aver rispettato alla lettera la tecnologia ipotizzata nella Diagnosi Energetica preliminare, ma dimostrare a fine lavori di aver effettivamente raggiunto lo standard nZEB. Se il passaggio agli split centralizzati (che tecnicamente sono pompe di calore aria/aria o sistemi VRF/VRV) garantisce comunque il raggiungimento dei severi requisiti imposti dal D.M. 26 giugno 2015 (es. limiti sull'indice di prestazione energetica globale EPgl,nren, efficienze medie stagionali, integrazione FER), la variazione è del tutto legittima. Il tuo APE post-operam e l'asseverazione finale dovranno semplicemente fotografare la situazione reale (as-built) con i nuovi terminali ad aria.
- L'impatto sul calcolo dell'incentivo (Nessun ricalcolo al rialzo). Poiché stai operando su un intervento nZEB, l'algoritmo di calcolo dell'incentivo è slegato dalla singola macchina termica.
L'incentivo non si calcola con la formula complessa delle pompe di calore (Titolo III), ma è basato sui metri quadrati di superficie utile dell'edificio (massimale di spesa di 1.000 o 1.300 €/m2 a seconda della zona climatica).
Tuttavia, se il Comune ha richiesto l'accesso all'incentivo tramite Prenotazione, devi tenere a mente la regola d'oro delle varianti in corso d'opera per il GSE: le modifiche apportate agli interventi incentivati non possono comportare, in nessun caso, il ricalcolo in aumento dell'incentivo rispetto al massimale già prenotato.
- Se l'impianto a split costa meno del radiante, il GSE in fase di saldo abbasserà l'incentivo basandosi sulle fatture reali (importo a consuntivo).
- Se l'impianto a split dovesse costare di più, il GSE ti erogherà al massimo l'importo che ti aveva bloccato in fase di prenotazione.
- Le varianti in corso d'opera sono previste dalla procedura. Le Regole Applicative del GSE contemplano esplicitamente la possibilità che vi siano "varianti in corso d'opera funzionali e migliorative per la realizzazione dell'intervento". Non devi inviare comunicazioni preventive o chiedere autorizzazioni al GSE prima di fare la modifica in cantiere; la "sanatoria" avviene alla fine.
Cosa devi fare operativamente:
- Ricalcolo preventivo: appena emerge la problematica del radiante, ricalcola immediatamente il modello termotecnico inserendo gli split centralizzati (pompe di calore aria/aria) per assicurarti che il software ti restituisca ancora la spunta verde su "Edificio a energia quasi zero (nZEB)". Attenzione: le pompe di calore aria/aria hanno requisiti minimi di SCOP specifici da rispettare per essere ammissibili.
- Fine lavori: quando invierai la pratica di saldo (Accesso Diretto post-prenotazione) sul Portaltermico, inserirai i dati tecnici reali delle macchine installate (gli split) e allegherai l'APE post-operam definitivo che rispecchia lo stato as-built. Nella relazione tecnica asseverata spiegherai brevemente le motivazioni tecniche che hanno portato alla variante in corso d'opera rispetto a quanto ipotizzato nella Diagnosi Energetica iniziale.
Fonti: D.M. 7 agosto 2025, Articolo 5, comma 1, lettera d); Regole Applicative, Par. 9.4.1, 9.4.3, 9.4.4, 10
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