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#485Una società (due sorelle, locanda) vuole cumulare il CT 3.0 con il Bando Turismo e Gusto della Regione Basilicata (contributi fino al 50%, max 700.000 €, quota 25% senza sostegno pubblico). È possibile?

Una società formata da due sorelle che gestiscono una locanda vorrebbero sfruttare il Conto Termico 3.0 per riqualificare energeticamente il loro locale rendendolo un edificio nZEB.

La Regione Basilicata ha pubblicato un bando per contributi fino al 50% con un massimo di 700.000 euro per le strutture ricettive e le attività di ristorazione con il Bando Turismo e Gusto della Regione Basilicata, agevolazioni concesse per avvio di nuove attività, ampliamento, riqualificazione o riattivazione di attività esistenti.

L’impresa deve garantire che almeno una quota del 25% dell’investimento candidato deve essere priva di qualsiasi forma di sostegno pubblico. Le due possono essere cumulabili? Ricordati di inserire le fonti.

Posso cumulare conto termico 3.0 con bando regionale?

Sì, i due incentivi sono cumulabili.

Sia la normativa del Conto Termico 3.0 sia l'Avviso Pubblico "Turismo e Gusto" della Regione Basilicata permettono esplicitamente il cumulo, a patto di rispettare precisi tetti massimi di agevolazione. Inoltre, i limiti fisiologici imposti dal Conto Termico porteranno la società a soddisfare automaticamente anche la clausola del 25% richiesta dal bando regionale.

Ecco nel dettaglio come funziona la cumulabilità in questo specifico caso e a cosa le due sorelle devono prestare attenzione.

  1. Le regole di cumulo del Conto Termico 3.0 (Il limite del 65%). Per i soggetti che agiscono in qualità di "Impresa", l'Articolo 27 del Conto Termico stabilisce che gli incentivi possono essere cumulati con altri aiuti di Stato (come il contributo a fondo perduto erogato dalla Regione) in relazione agli stessi costi ammissibili in tutto o in parte coincidenti. Tuttavia, il Conto Termico impone un limite ("Cap") all'intensità totale degli aiuti che non può mai essere superato. Nel caso di trasformazione di un edificio in nZEB (Intervento II.D):
    • L'intervento è considerato un "multi-intervento" e parte da una percentuale base del 30%.
    • Essendo presumibilmente una "piccola impresa", la società ha diritto a una maggiorazione del +20%.
    • Essendo l'immobile in Basilicata (zona assistita del Mezzogiorno), spetta un ulteriore bonus del +15%. In ogni caso, la normativa stabilisce un limite massimo invalicabile: la somma totale di tutti gli incentivi pubblici ricevuti non può superare il 65% dei costi ammissibili.
  2. Le regole di cumulo del Bando della Regione Basilicata. L'Articolo 17 dell'Avviso Pubblico "Turismo e Gusto" conferma questa possibilità, stabilendo che gli aiuti non possono essere cumulati con altri aiuti di Stato solo qualora tale cumulo dia luogo a un'intensità d'aiuto superiore ai massimali previsti dalla normativa.
  3. Il rispetto del vincolo regionale (la quota privata del 25%). L'Articolo 9 del bando regionale richiede che almeno il 25% dell'investimento sia privo di qualsiasi forma di sostegno pubblico. Questa condizione è pienamente e automaticamente soddisfatta dai vincoli del Conto Termico: bloccando per legge i contributi pubblici complessivi al 65%, la vostra impresa dovrà sostenere inevitabilmente di tasca propria (o tramite normali finanziamenti bancari o mezzi propri) il restante 35% dei costi, superando così la soglia minima del 25% richiesta dalla Regione.

Come funziona all'atto pratico: se l'investimento ammesso fosse, ad esempio, di 100.000 € e il bando della Regione Basilicata coprisse il 50% (50.000 €), le due sorelle potrebbero richiedere il Conto Termico 3.0 per la parte restante. L'algoritmo del Conto Termico interverrà aggiungendo il restante 15% (15.000 €), portando l'agevolazione pubblica totale esattamente al 65%.

Attenzione ai requisiti obbligatori del Conto Termico: per non incorrere nella decadenza degli incentivi nazionali, la società dovrà fare molta attenzione a rispettare in fase di progetto questi stringenti vincoli:

  • Richiesta Preliminare: le imprese sono obbligate a inviare al GSE la "Richiesta preliminare di accesso agli incentivi" prima dell'avvio dei lavori, a pena di inammissibilità.
  • Destinazione d'uso: l'edificio della locanda deve essere catastalmente inserito nell'ambito terziario (es. D/2) e dovrà disporre già in partenza di un impianto di climatizzazione invernale funzionante. Non sono ammessi edifici in costruzione o privi di riscaldamento.
  • Nessun apparecchio a gas: nel progetto nZEB non potranno essere installate caldaie a gas o pompe di calore a gas naturale, pena il rigetto della pratica; le pompe di calore dovranno essere elettriche.
  • Diagnosi e APE: sarà obbligatorio redigere l'Attestato di Prestazione Energetica (APE) ante-operam e post-operam per certificare il raggiungimento della condizione di nZEB e una riduzione della domanda di energia primaria di almeno il 20%. A differenza della Pubblica Amministrazione, l'impresa non avrà le spese della Diagnosi Energetica rimborsate al 100%.

Fonti: Decreto 7 agosto 2025, Art. 25, 27; Regole Applicative, Paragrafo 4.2.1, 4.5; Turismo e gusto avviso pubblico, Articolo 9, 17; Webinar 12 gennaio 2026; Webinar 3 febbraio 2026

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